lunedì, aprile 05, 2021

il Vishnu dormiente di Budanilkantha

La statua del Vishnu di Budanilkantha, località a circa 10 km da KTM ai margini della foresta Shivapuri, è la più grande, bella e enigmatica del paese. 

E’ stata scolpita da un unico blocco di basalto, è lunga 5 metri ed è adagiata supina in una vasca piena d’acqua che rappresenta il mare cosmico ed è lunga 13 metri. Il Vishnu dormiente è adagiato come su una culla sulle spire di Shesha, il serpente Re dei Naga, fedele servo di Vishnu. Le 4 mani di Vishnu tengono i simboli delle sue caratteristiche divine: il chakra (che rappresenta la mente), la conchiglia (che rappresenta i 4 elementi), il fior di loto (l’ombelico dell’universo)e la mazza (che simboleggia la conoscenza primordiale)

Budanilkantha letteralmente vuol dire “vecchia gola blu”. Il nome non ha nulla a che vedere col Buddha (Bhuda, o Buri, vuol dire vecchio), ma nonostante questo è venerato dai Buddhisti Newari, ma la cosa interessante è come questo nome, che è un chiaro riferimento a Shiva, sia invece legato qui a Vishnu. Il Mito della gola blu di Shiva è noto in Nepal e racconta come gli dei avessero agitato il mare dell’esistenza e inavvertitamente avessero fatto sì che venisse rilasciato al suo interno un veleno con la minaccia della distruzione del mondo. Questi dei pregarono Shiva di venir salvati per quello che avevano commesso e lui fu obbligato a bere il veleno per levarlo dalla terra. La sua gola bruciò e lui volò via sulle montagne a nord di Kathmandu. In preda al dolore, fulminò parte della montagna col suo tridente, creando così il lago Gosainkhunda (che sta sul circuito del Lantang Himal), e così placò la sua sete. L’unico segno che gli rimase fu la gola blu.

L’acqua della vasca in cui giace il Vishnu dormiente di Busdanilkantha si crede venga dal lago Gosainkhunda e si dice che una immagine di Shiva sdraiato appaia sul fondo del lago ogni agosto durante il festival dedicato al Dio. Una leggenda locale vuole che la parte dietro della statua di Budanilkhanta abbia l’aspetto di Shiva. Ma non si può vedere.

Due leggende narrano l’origine della statua di Vishnu. Una dice che fosse stata scolpita a Kathmandu e portata qui dai fedeli durante il regno Lichhavi nel VIII secolo. L’altra dice che due contadini colpirono inavvertitamente la statua della divinità mentre stavano lavorando la terra, e essa inizio a sanguinare. La portarono quindi dove è ora protetta da Shesha. In ogni caso sembra sia stata fatta fare dal re Mana Deva.

Ai tempi dei Lichhavi l’induismo era di tipo Vaishnavista, quindi Vishnu era molto venerato. Nel XII secolo, ai tempi dei Malla invece la venerazione di Shiva prese il sopravvento. Solo nel XIV secolo tornò in auge Vishnu, quando il Re Malla Jayasthitihi proclamò di essere l’incarnazione in terra del Dio. Da lì in poi tutti i Re del Nepal per discendenza furono incarnazione del Dio. Le visioni avute dal Re Pratap Malla nel XVI secolo incrementarono ancor più questa credenza. 

Budhanilkantha è il sito in cui si tiene Haribondhini Ekadashi, l'undicesimo giorno del mese indù di Kartik (ottobre - novembre). Frequentato da molte migliaia di pellegrini, è la festa principale dell'anno per celebrare il risveglio Vishnu dal suo lungo sonno dopo i quattro mesi di monsone..

Comunque ogni mattina molto presto qui a Budanilkantha vi è una Puja presso il tempio, Puja in cui i monaci lavano e purificano la statua con latte e fiori. Altra leggenda vuole che queste puje siano fatte per ninnare la divinità in modo che resti dormiente e non si svegli irato contro l’umanità. 
Dovesse svegliarsi male, immani calamità si abbatterebbero sul tetto del mondo.


venerdì, marzo 26, 2021

il festival di Holi

Oggi vi racconto qualcosa del Festival di Holi che nel 2021 nella Valle di Kathmandu avrà il suo culmine domenica
28 marzo, quando invece in Terai e in India sarà il giorno successivo. 
In questa occasione a Kathmandu, Patan e Bhaktapur la settimana prima, si farà il rituale di “Chir Uthaune”. Chir vuol dire "vestito" in Sanscrito e il rituale consiste nell’erigere un palo di bamboo decorato con pezzi di vestiti colorati con un ramo di simal messo in cima.
“Chir Uthaune” viene fatto tutti gli anni nel giorno di Falgun Shukla Asthami. Viene celebrato in Hanumandhoka in Durbar Square, Basantapur e Sundari Chowk a Kathmandu, in Durbar Square a Patan e in Durbar Square a Bhaktapur simultaneamente.
Dopo che il palo è stato eretto la gente ha gettato polvere rossa al cielo e così ha dato inizio alla settimana di Holi. Fino a qualche anno fa, quando c’era ancora la monarchia, il palo veniva eretto anche al palazzo reale Narayanhity e il Re stesso lanciava in aria la polvere rossa che dava inizio a Holi.
Il ramo di Simal in cima al palo di bamboo sta a simboleggiare il Dio Krishna mentre si arrampicava sull’albero di Simal vicino al fiume dove suonava il suo flauto mentre i vestiti ricordano quelli da lui rubati alla Gopini mentre faceva il bagno.
Il rituale si conclude con il Fagu Purnima (il giorno di luna piena del mese di Marzo) al centro di Tundikhel dove viene bruciato il palo. Anche qui viene ripresa l’antica mitologia Hindù con un'altra storia che racconta di Prahlad. Secondo la leggenda Prahlad devoto di Vishnu, figlio del Re demone Hiranyakashyap, stava per essere bruciato dalla zia paterna Holika in accordo col padre.
Il Dio Bramha le aveva dato una benedizione rendendola immune al fuoco, e lei prendendo con se Prahlad si gettò tra le fiamme con lui per ucciderlo. Per intercessione di Vishnu e dato che l’immunità datale da Bramha valeva solo per le buone azioni, Holika perse il suo potere e bruciò al posto di Prahlad. Fu così che Holi venne anche celebrato per festeggiare la vittoria del bene sul male e la morte di questa divinità malvagia viene ricordata con il palo bruciato.
In questo giorno le persone scorrazzano per le strade e in allegria gettandosi addosso acqua e polvere colorata, soprattutto i ragazzini hanno grandi scorte di gavettoni e sono soliti prendere di mira chiunque passi...Ai nostri occhi occidentali può sembrare una sorta di carnevale induista.
In questa settimana si usano celebrare anche molti matrimoni in quanto è considerata molto propizia.
Nella regione del Terai, a sud al confine con l’India questo festival si celebra in pompa magna ma in ritardo circa un giorno.
Qui uno short video grazie ai ragazzi di travel4ever 

martedì, marzo 23, 2021

Hyolmo Tsechu prayer festival

Oggi 23 marzo, presso il monastero Hyolmo a Katmandu, la comunità omonima YolmoPa ha celebrato il suo festival di preghiera più famoso dell'anno. Qui i monaci NyingmaPa hanno inscenato il rituale del Cham, la danza propiziatoria, in cui indossano antiche maschere di divinità tutelari e preziosi abiti di broccato, una rappresentazione teatrale in cui il bene prevale sul male e la gente ha ballato le tradizionali danze Shyabru. La stessa festa è stata celebrata direttamente in Helambu circa un mese fa in accordo col calendario lunare Buddhista di modo che fosse il giorno dell'anniversario della nascita del Guru Rimpoche, Padmasambhava.

La comunità che è di matrice tibeto birmana, è originaria della regione dell'Helambu. La parola Helambu che da il nome all'area in cui vive la maggioranza di questa gente, non è altro che una translitterazione in nepalese della parola Yolmo pronunciata con la fonesi nepali. In effetti i Tibetani chiamano la zona del Helambu, Yolmo, che per loro vuol dire area circondata dai monti (Yul) sotto la protezione di una divinità tutelare (Mo) detta Jangri e i nepalini vi hanno aggiunto un H davanti. 

Gli Hyolmo hanno anche loro una loro lingua, che è di derivazione sino tibetana, sono coltivatori di patate, ora impegnati anche nel business dei trekking nella regione dell'Helambu. Da qui, alcuni di loro sono migrati a sud est, dando origine a un altro gruppo etnico, i Kagatay, gli abili produttori di carta, da qui il nome del loro clan principale, i Kagate, che in nepalese significa appunto: "produttori di carta"

Chi volesse approfondire su questa etnia e cultura può leggere il libro di Davide Torri "Il Lama e il bombo. sciamanesimo e Buddhismo tra gli Hyolmo del Nepal

giovedì, marzo 11, 2021

Festival di Maha Shivahratri

l'11 marzo migliaia di pellegrini arriveranno da tutto il Nepal al tempio di Pashupatinath per rendere omaggio a Shiva durante la sua festa più importante: Maha Shivaratri. il tempio già da stamattina alle 3.00 sta accogliendo i devoti. Quest'anno, la ricorrenza è di lunedì, giorno notoriamente dedicato alle Puje per il Dio Shiva, per cui essendo in un giorno propizio, si suppone che arriveranno oltre un milione di persone.
I devoti offrono foglie di Bael a Shiva e solitamente in questo giorno mangiano leggeri con frutta e verdura e omaggiano anche i numerosi Sadhu che solitamente popolano questo luogo sacro.
I fedeli canteranno inni e lodi a Shiva fino a notte fonda. Si dice che chi pronuncerà il nome di Shiva con maggior devozione durante questo festival verrà liberato da ogni peccato. Ovviamente per entrare nel tempio c’è una fila chilometrica e all’interno sono ammessi solo i fedeli hindu.
Maha Shivaratri simboleggia il matrimonio tra Shiva e Parvati e inoltre si crede che questa sia la notte in cui Shiva danzò il suo Tandava Nritya che fu fonte di creazione e assieme distruzione dell’universo.
Il testo sacro del Puran dice che se i fedeli pregheranno Shiva in questo giorno, verranno assolti da tutti i loro peccati.
Se siete in Nepal non mancate di visitare i luoghi sacri a Shiva perché saranno densi di colori e folklore.
Per info sulla festa nel mondo induista vedete questo sito indiano
http://www.mahashivratri.org/

domenica, febbraio 28, 2021

Budanilkantha e il Vishnu dormiente sul mare cosmico

La statua del Vishnu di Budanilkantha, località a circa 10 km da KTM ai margini della foresta Shivapuri, è la più grande, bella e enigmatica del paese. E’ stata scolpita da un unico blocco di basalto, è lunga 5 metri ed è adagiata supina in una vasca piena d’acqua che rappresenta il mare cosmico ed è lunga 13 metri. Il Vishnu dormiente è adagiato come su una culla sulle spire di Shesha, il serpente Re dei Naga, fedele servo di Vishnu. Le 4 mani di Vishnu tengono i simboli delle sue caratteristiche divine: il chakra (che rappresenta la mente), la conchiglia (che rappresenta i 4 elementi), il fior di loto (l’ombelico dell’universo)e la mazza (che simboleggia la conoscenza primordiale)
Budanilkantha letteralmente vuol dire “vecchia gola blu”. Il nome non ha nulla a che vedere col Buddha (Bhuda, o Buri, vuol dire vecchio), ma nonostante questo è venerato dai Buddhisti Newari, ma la cosa interessante è come questo nome, che è un chiaro riferimento a Shiva, sia invece legato qui a Vishnu. Il Mito della gola blu di Shiva è noto in Nepal e racconta come gli dei avessero agitato il mare dell’esistenza e inavvertitamente avessero fatto sì che venisse rilasciato al suo interno un veleno con la minaccia della distruzione del mondo. Questi dei pregarono Shiva di venir salvati per quello che avevano commesso e lui fu obbligato a bere il veleno per levarlo dalla terra. La sua gola bruciò e lui volò via sulle montagne a nord di Kathmandu. In preda al dolore, fulminò parte della montagna col suo tridente, creando così il lago Gosainkhunda (che sta sul circuito del Lantang Himal), e così placò la sua sete. L’unico segno che gli rimase fu la gola blu.
L’acqua della vasca in cui giace il Vishnu dormiente di Budanilkantha si crede venga dal lago Gosainkhunda e si dice che una immagine di Shiva sdraiato appaia sul fondo del lago ogni agosto durante il festival dedicato al Dio. Una leggenda locale vuole che la parte dietro della statua di Budanilkhanta abbia l’aspetto di Shiva. Ma non si può vedere.
Due leggende narrano l’origine della statua di Vishnu. Una dice che fosse stata scolpita a Kathmandu e portata qui dai fedeli durante il regno Lichhavi nel VIII secolo. L’altra dice che due contadini colpirono inavvertitamente la statua della divinità mentre stavano lavorando la terra, e essa inizio a sanguinare. La portarono quindi dove è ora protetta da Shesha. In ogni caso sembra sia stata fatta fare dal re Mana Deva.
Ai tempi dei Lichhavi l’induismo era di tipo Vaishnavista, quindi Vishnu era molto venerato. Nel XII secolo, ai tempi dei Malla invece la venerazione di Shiva prese il sopravvento. Solo nel XIV secolo tornò in auge Vishnu, quando il Re Malla Jayasthitihi proclamò di essere l’incarnazione in terra del Dio. Da lì in poi tutti i Re del Nepal per discendenza furono incarnazione del Dio. Le stesse visioni avute dal Re Pratap Malla nel XVI secolo incrementarono ancor più questa credenza: se il Re avesse visitato il tempio sarebbe morto immediatamente. E fino ad ora, da allora nessun Re visitò più il tempio. A Boudanilkhanta ogni anno si tiene un festival (Haribondhini Ekadashi) durante il mese di Kartik (ottobre novembre) in cui si celebra il risveglio di Vishnu dai 4 mesi di sonno durante il monsone.
Comunque ogni mattina vi è una Puja presso il tempio, Puja in cui i monaci lavano e purificano la statua con latte e fiori. Altra leggenda vuole che queste puje siano fatte per ninnare la divinità in modo che resti dormiente e non si svegli irato contro l’umanità.