mercoledì, dicembre 22, 2021

Thecho Jatra

In questi giorni a Thecho si è tenuto il Thecho Jatra, un festival dedicato agli dei e alle dee del potere

A Thecho la maggiorparte dei festival che vengono osservati sono Newari, ad esempio lo Yomari Puni è considerato uno dei festival principali. 

La festa si celebra per 4 giorni a partire dalla luna piena di dicembre. Durante il festival, Bramhayani, Balkumari, Bhairav ​​e Navadurga sono stati trasportati in giro per la città su un carro.

 

Thecho Jatra inizia prorio subito dopo la notte di Yomari Punhi e quest'anno si è concluso oggi insieme a Bhirav Jatra, chiamato anche Shina o Sindoor Jatra, in quanto vengono lanciate le polveri arancioni proprio come accade a Thimi dopo il capodanno nepalese. Questo festival è molto partecipato dai nativi Newari in valle.

Il dyo pukhu dietro il Bramhayani temple viene riempito con l’acqua di Lele e i carri che trasporteranno le divinità vengono puliti. Successivamente, il carro di Bramhayani e Balkumari vengono decorati, le statue delle divinità sono adornate con preziose collane e ghirlande. I carri vengono poi trasportati dai giovani devoti nei luoghi sacri di Techo. Viene poi acceso il fuoco in diversi punti in modo che i devoti possano riscaldarsi.

Il giorno successivo di prima mattina, i devoti vengono a pregare le divinità per il bene della comunità. Vengono performati diversi giochi di strada come Langarburja e altri spettacoli. Intorno a mezzogiorno, i devoti dei diversi Guthi di Thecho si riuniscono e festeggiano all'interno del perimetro del Pingal dhya. Dopo aver terminato la festa, i giovani devoti iniziano i preparativi e il carro di Balkumari viene trasportato fermandosi in diversi punti dove vengono offerti sacrifici alle divinità che si crede daranno benessere e potere. 

Il carro di Bramhayeni viene infine sistemato a Lower lachhi e la comunità si prepara per la Navadurga nach, la danza rituale.

La danza di Navadurga viene eseguita a Lower lachhi il giorno successivo con diversi rituali. Si tratta di  una danza leggendaria tradizionale dedicata a Nawadurga bhawani di Thecho che viene eseguita ogni anno durante il periodo Vijaya Dashami e di questo Jatra che segue Yomari Punhi. Per chi ha voglia di venire qui a vedere una festa fuori dalle rotte turistiche potrà partecipare insieme alla gente del posto e guardare le danze eseguite dai fedeli travestiti da divinità, proprio come si faceva secoli fa in epoca Malla. 

Oggi è stato l’ultimo giorno, il giorno di Bhairav ​​Jatra noto anche come Sinha o Sindoor Jatra in onore di Bhairav, il Dio più temibile degli indù. La temibile maschera della divinità che viene conservata al lachhi superiore viene portata a Bhaila Dhya (tempio di Bhairav) accompagnata dalla musica dei Basuri, Dhime, che sono gli strumenti musicali più usati dalla comunità Newari. La gente indossa i costumi tradizionali e si lancia addosso il sindoor, la polvere arancione. Il carro viene portato sulla strada per il tempio di Bhairav, accompagnato da rituali e dalla musica dei Newari Baja mentre la gente lancia il Sindur al suo passaggio. Il Thecho Jatra si chiude con la cerimonia di passaggio tra coloro che hanno custodito il potere delle divinità ad altri che se ne faranno carico fino all’anno successivo, prendendosi cura delle divinità stesse e della tradizione fino al prossimo Thecho Jatra.


Qualche info in più su Techo

Thecho si trova a circa 6 km a sud della città di Patan nel distretto di Lalitpur,  sotto il comune di Godawari. Per arrivarci va presa la strada secondaria vicino al segmento Satdobato della Ring Road. Questa strada porta a Lele ed è indicata come Satdobato-Tika Bhairab Road ed è anche chiamata "Laxmi Prasad Highway" (va verso Hetauda)

Si crede che il nome iniziale di Thecho fosse Dharmatharipur. Ma l’insediamento chiamato "Dyecha" esisteva inizialmente sulle terre basse vicino al fiume. Quando una frana colpì il villaggio, gli abitanti si spostarono nelle terre alte, e furono quindi indicati come Chhen Choy (in Newari – chhen: casa e choy: su). Le parole chhen choy sono state col tempo modificate in Thecho.


Thecho un tempo era popolare per la cagliata di latte detta Khuwa, ma oggi la principale produzione di Thecho è l'olio di senape.


I templi principali sono

Tempio di Balkumari a Lachi Tole che si dice che sia stato costruito nel 1793 d.C.

Tempio Bramhayeni che è il tempio principale di Thecho e che ha la particolarità di avere degli utensili inchiodati alle sue pareti. Gli utensili sono stati inchiodati dalle famiglie in nome dell'anima dei loro membri defunti. Una sorta di ex voto.


Techo ha inoltre dei piccoli stagni che in passato fungevano da fonte d'acqua. 

Puku तःधँ पुखू, Kha: Cha Pukhu खाःचा पुख, Manda Pukhu मन् दः पुखू, Chew Pukhu च्वय् पुखू, Hyangu Nya:, Pukhu ह्याउँ न्याँ पुखू, Kwe Pukhu क्वय् पुखू, Tadha Dyo Puhkhu द्यो पुखू

martedì, dicembre 21, 2021

Kankeshwari Temple e Dharti Mata a Kathmandu

Kankeshwari è un tempio misterioso che a Kathmandu pochi turisti conoscono

L'intero complesso Kankeswari è un vero tesoro nascosto di santuari, chaitya e staue uniche nel loro genere.

E’ facile da raggiungere perché è abbastanza vicino alla Durbar Square di Kathmandu. 

Ed è prezioso perché solo la gente del posto attraversa la zona.

Kankeshwari non è mai stato descritto in nessuna guida turistioca forse perché è accanto al Bagmathi in un punto non proprio bello o forse è perché nessuno ne sa un granché. Ma per gli samanti dei turismo out of the beaten trak è davvero un must.

Nel terremoto del 2015 ha subito qualche danno interno e due pilastri all'esterno sono crollati. Ma nel 2020 il tempio è stato totalmente ristrutturato. Per cui se cercate qualcosa di speciale che solo la gente del posto visita, allora vale la pena farci un giro.

 

Dall’ l'ingresso principale si scendono alcuni gradini di pietra e entrando si si ha accesso ai cortili con delle statue e dei chaitya che non ti saresti mai aspettato di vedere

Il complesso è abbastanza grande e il tempio di Kankeshwari ha delle belle pietre tantriche che rappresentano Chamunda, una temibile incarnazione di Devi una delle sette dee madri. 

Qui sta l’importanza per i locali di questo luogo. L'ottavo giorno del festival di Dashain infatti i fedeli visitano il tempio per celebrare Kankeshwari (Chamunda/Devi), e pochi lo sanno.

Il tempio risale al 1644 d.C., ed è architettonicamente simile agli altri in Valle. È interessante notare che una delle prime statue del cortile di Kankeshwari è quella di Manjushri, colei che secondo la leggenda, creò la valle di Kathmandu tagliando con la sua spada della conoscenza la collina di Chobar e prosciugando il lago che c’era nella valle. Poi c'è una rara statua del dio arciere Ram che insieme a Sita e Hanuman, è il personaggio di una favola di salvataggio e devozione molto popolare raccontata in tutta la valle di Kathmandu, conosciuta come Ramayana. Sì ok, lo conosciamo tutti il Ramayana vero?

 

Ma la cosa più interessante da vedere in questo complesso templare è la statua di Dhartimata che i più sanno essere solo a Kritipur vicino al Bala Bhairab Temple. Invece no, anche Kathmandu ha la sua Dhartimata


Ma di cosa si tratta?


Dhartimata o Dharti Mata è una dea madre indù, colei che sostiene la terra. 

A Kirtipur, dove è molto venerata, ma anche qui, viene spesso associata come la consorte di Thakur Dev (un dio della terra del villaggio e dei dintorni) e la cosa splendida è che la statua di Dhartimata è rappresentata mentre sta dando alla luce un bambino con le mani premute insieme sopra la testa nella posizione di Namaste.


Le donne incinte la pregheranno spesso per un parto sicuro e per far sì che il bambino sia sano. Si dice che addirittura che in passato molte donne abbiano persino partorito sopra la statua dato che è una statua di pietra piatta. 

Se verrete qui al sabato mattina troverete una fila di donne incinte o addirittura donne che desiderano rimanere incinte che fanno la fila per avere una benedizione dalla divinità attraverso la sua statua.


Kankeshwari ha anche due aree di cremazione.

Dall'altro lato, fiancheggiato da chaitya, c'è un santuario dedicato a Durga che ospita un enorme albero sopra di esso. Ci sono altre due rare statue nascoste negli angoli opposti. Un pilastro colorato con diverse divinità induiste e una statua unica nel suo genere di un fedele che versa il latte su uno Shiva Lingam. Questo complesso templare è davvero un gioiello sconosciuto a Kathmandu. 

Anni fa era in programma di istituzionalizzare un Heritage Walk che includesse questo complesso templare insieme ad altri Patrimonio Unesco, ma poi la cosa è stata accantonata

 

Alcuni hanno incluso questa visita andando a piedi da Kathmandu verso Swayambunath, ma è meglio includerla se fate un percorso attraverso l’area Newar di Maru Tole che è meno trafficata e più tranquilla e vale la pena di essere visitata in quanto fuori dalle solite rotte turistiche e autentica.

lunedì, dicembre 20, 2021

i Newari

Oggi vi voglio riassumere un pochino chi sono i Newari.
Mia sorella Puja, la moglie di Yam, e la sua famiglia fanno parte di questo gruppo etnico e anche Som, la mia fidata guida trekking è un Newar, e per quanto io abbia avuto più contatti con Chhetri, Brahmini, Sherpa in Nepal e Tamang e Gurung in Italia, posso dire di conoscere abbastanza bene anche i Newari
I Newari sono gli abitanti storici della valle di Kathmandu, una delle etnie con popolazione più numerosa in Nepal e i depositari del suo patrimonio storico, culturale, architettonico e della sua civiltà, che ha reso fiorente la Valle di Kathmandu. Tanto che alcuni riportano che Nepal, il nome della nazione stessa, non sia altro che una translitterazione della parola Newar, infatti la prima dinastia della Valle di Kathmandu documentata ufficialmente fu quella Newari dei Lichhavi che arrivarono nel VI-VIII secolo e gli storici narrano che coi Malla dopo il XII secolo i Newar ebbero la massima espressione e crescita nella Valle di Kathmandu delineando lo stile e la cultura che è riconoscibile tutt’ora. Personaggio di spicco di questa epoca fu Araniko, architetto che diffuse prikma in Cina e poi in Asia la costruzione della pagoda e l’arte dell’intaglio del legno tipica della cultura Newari

I Newari fanno parte di una comunità linguistica e culturale di origine indo-ariana e tibeto-birmana che segue l'induismo e il buddismo a seconda della casta a cui appartengono e hanno in comune il dialetto newar, che è una lingua vera e propria che seppur abbia matrice tibeto-birmana, ha subito una forte influenza religiosa e sociale dal mondo induista. La maggior parte dei Newar sono infatti indù, ma alcuni praticano appunto il buddismo. Una casta buddhista molto conosciuta è quella Sakya, quella a cui appartiene la Dea bambina vivente, la Kumari

I Newari hanno anche abiti tradizionali che vengono indossati con naturalezza sia dalle donne sia dagli uomini. I capi sono associati all'antica aristocrazia, ai mercanti, ai contadini, artigiani e professionisti. La maggior parte dei vestiti sono fatti in casa o dai sarti locali.


Le donne indossano saree di cotone nero con un bordo rosso in basso noto come hāku patāsi (हाकु पतासि) o hāku parsi (हाकु पर्सि), questo saree è molto comune e di uso quotidiano ed è il saree più popolare che le donne indossano anche durante le feste tradizionali della loro comunità.

Il costume degli uomini invece consiste in una lunga camicia chiamata tapālan (Nepal Bhasa: तपालं) e pantaloni attillati conosciuti come suruwal.

Uno dei gruppi newari più rappresentativi sono i Jayapu, parola che deriva dalle parole Jya Ya Phu e che sta a significare coloro che sano fare bene il proprio lavoro, e qualcuno dice che questo gruppo di Newari sia l’originale e principale ceppo etnico tra i Newari che diedero vita alla Valle di Kathmandu.

I newari hanno un proprio calendario, delle proprie feste tradizionali, tra cui le più importanti sono

-  Indra Jatra

-  Bisket Jatra

-  Yomari Punhi

-  Gunla

-  Rato Machhindranath Jatra

-  Gai Jatra

-  Mha Puja

-  Kuchhi Bhoye

-  Chaite Dashain

-  Mohani

ma ve ne sono altre minori molto seguite e celebrate, tanto che molti dicono che i Newari facciano feste quasi ogni giorno.

Ovviamente hanno anche una cucina tradizionale, essendo grandi coltivatori e allevatori

Tra i principali piatti newari che più saltano all'occhio c’è il chatamari, una specie di crepe di riso salata cotta sulla stufa e servita con verdure, uova, carne, spezie e formaggio fuso, oppure il sapu micha e lo swan puka preparati con midollo di bufalo e polmoni di capra, rispettivamente, oppure i sukuti, una sorta di ciccioli alla newari, ma fatti con le parti della capra, tipo le orecchie, le cartilagini tenere. Alcuni miei amici emiliani li hanno molto apprezzati.

I vegetariani possono spaziare tra pesce essiccato con tofu fritto o ricotta e ovviamente le verdure.

Questa cucina ha anche molte varietà fresche e fermentate di achar (sottaceti), tra cui alcuni realizzati con un frutto chiamato lapsi e, tra le bevande tradizionali particolarmente diffuse, loro bevono il thwon, una birra di riso fatta in casa e l’ayla, liquore distillato ricavato da riso, grano o miglio, molto simile alla grappa. 

Non dimentichiamo lo JuJuDhau, lo yogurt di cagliata di bufala, tipico di Bhaktapur e di cui vi parlerò in un altro post :-P


Un'altra peculiarità del popolo Newari sono i tatuaggi. Questa usanza è andata man mano perdendosi, ma in alcune signore ultra 60enni sono ancora visibili dei tatuaggi sulle caviglie. Sono chiamati Aankhijhyal o Eye Window Tattoo, perché i loro disegni ricordano proprio la forma di queste finestrelle scolpite nel legno che sono tipiche delle architetture newari nella valle di Kathmandu, tanto che alcune di loro portano anche il pavone, che è un uccello protagonista della mitologia Hindu, e presente anche in una delle finestre più famose del Nepal, a Bhaktapur, la finestra di Pavone, vicino alla piazza di Dattatreya. Questi tattoo portati come decorazione per il proprio corpo venivano fatti alle bambine che vivevano in comunità per distiguerle e far sapere da quale famiglia provenissero, in modo che, qualora si fossero perse o fosse loro successo qualcosa, tutti avrebbero saputo a chi ricondurle.

Questa usanza è anche una peculiarità del sistema socio-economico in cui vivono i Newar, che è detto Guthi e che si concretizza in un sostegno reciproco gli uni per gli altri in caso di bisogno, ma anche un aiuto in caso di debbano organizzare celebrazioni, per la nascita di un figlio o per un matrimonio. Fare parte di un sistema Guthi aiuta ed è proprio una caratteristica di questo gruppo etnico

martedì, dicembre 14, 2021

Yomari Punhi

Lo Yomari Punhi è una festa Newari che si tiene tra novembre e dicembre e che segna la fine della stagione della raccolta del riso e in cui viene adorata Annapurna, come madre terra dea protettrice dei raccolti, conosciuta anche come Angsa Maru Ajima ad Asan a Kathmandu.

Vari templi dedicati alla dea Annapurna in tutta la valle, vengono visitati dai devoti che offrono preghiere e ringraziano portando in dono il frutto del primo raccolto sotto forma di "Yomari".

Quest'anno la festa cade il 19 dicembre

Solitamente si tiene un grande evento a Dhaneshwor Mahadev a Banepa.


Yomari Punhi prende il nome da Yomari, un tipico dolce cotto a vapore fatto con pasta di farina di riso farcito con una miscela di sesamo e melassa, che viene offerto nel Dhukoo (la stanza che serve anche come magazzino per il raccolto) e mangiato in questo giorno. Si ritiene che lo yomari cotto a vapore riscaldi il corpo e rinvigorisca

 

Ma il significato letterale di Yomari denota il sesso maschile e femminile. Uno Yomari è fatto di pasta a cui viene data la forma di un pesce e di un triangolo. Lo Yomari a forma di pesce chiamato Bioyo, rappresenta il padre ed è indicativo dell'organo sessuale maschile mentre lo Yomari a forma di triangolo chiamato Miyo rappresenta la Madre e indica l'organo riproduttivo femminile. Ogni Jatra, Lingo, festival e rituale della comunità Newari spesso è volto ad indicare questo tipo di equità di genere e la necessità del maschio e della femmina entrambi uniti per la continuazione della società.

 

Dobbiamo sapere che ogni ingrediente ha un suo significato. Si crede che lo Yomari ripieno di carne sia in favore di Ganesh, le lenticchie nere Kuber e lo yomari ripieno di chaku è considerato Mahamaya.

 

La sera i bambini vanno porta a porta per chiedere yomari mentre cantano una canzone Newari tipica per questa ricorrenza.

 

Il festival di Yomari viene celebrato nelle principali cittadine di etnia Newari. Le donne Newari indossavano Haku Patasi e preparavano yomari. Le persone possono partecipare al festival e mangiare yomari insieme ai locali, questo è anche il bello delle feste Newari.

@nepalfood su instagram ne ha una bella descrizione, e ve la traduco qui:

Lo yomari è una delle prelibatezze newari che normalmente si mangia in inverno e si inizia a preparare quando comindia a fare freddo e c'è il cambio di stagione, quando la temperatura inizia a scendere e le giornate si accorciano.
Yomari in lingua Newari significa pane che ti piace o ami mangiare, "Yo" deriva dalla parola "Yau" che significa piaciuto o amato, e "Mari" significa pane quindi è un pane delizioso o amato
Mentre "Punhi" significa luna piena. Lo Yomari Punhi viene quindi normalmente celebrato nella di luna piena a inizio inverno. Si ritiene che più lunga sia la coda dello "Yomari" (che è fatto a forma di pesciolino), più breve sia la durata dell'inverno
Durante lo Yomari purnima le persone adorano anche la dea Annapurna. Annapurna è la dea dei cereali e del raccolto. È il momento in cui gli agricoltori terminano la mietitura del riso e si riposano dopo il lungo lavoro 🙏



lunedì, dicembre 13, 2021

la storia del primo hotel in quota del mondo

Questo non è di certo il posto dove pernotto quando vado a far trekking in Khumbu, prediligo le guest house a conduzione familiare, dove posso stare in cucina con le sherpani a fare i momo in compagnia o a giocare a carte con le guide e i ragazzio del posto, ma la sua costruzione, la cui storia mi ha letteralmente fatto accapponare la pelle, va citata perché ha cambiato il modo di andare in Himalaya aprendo, che ci piaccia o no, quest’area al turismo vero e proprio, e trovando un modo più accessibile di far vivere questa parte di mondo così remota e inospitale a qualsiasi persona volesse venirci, ovviamente pagando. Successivamente alla sua costruzione sono spuntate guest houses e sono nati molti hotel per tutte le tasche che permettono di alloggiare con un minimo di comfort nella Valle del monte più alto del mondo. Sono nati ovviamente anche veri e propri hotel di lusso e ora molti tour operator si sono cimentati in quello che definiscono Everest Luxury trek. Tutto ciò è opinabile, vero, sta di fatto che questo hotel ha cambiato la storia del trekking in Himalaya.

Era la primavera del 1968 quando Takashi Miyahara posò gli occhi sulla magnifica catena dell'Everest da una cresta a Syangboche. Quello che vide di fronte a lui era assolutamente mozzafiato. La scena catturò il suo cuore e da quel momento osò sognare che un giorno avrebbe costruito un hotel meraviglioso in quello stesso luogo.

Ancora oggi, costruire un hotel a 3880 m non è un compito da poco. Costruirne uno negli anni '60 è stato estremamente impegnativo. 

Syangbohe si trova su un colle sopra Namche Bazaar, che sta a due giorni di cammino da Lukla, villaggio dove ora si arriva in volo da Kathmandu in circa 40 minuti e da cui si parte per il famoso trekking al Campo Base dell'Everest.

Senza le strade, la costruzione dell'Hotel Everest View si è basata totalmente su un elicottero e sui portatori che trasportavano quanto necessari in un viaggio di due settimane da Lamusangu (80 km da Kathmandu). I materiali come le porte scorrevoli in vetro utilizzate nelle camere, il vetro per il solarium, le coperte e le posate sono stati tutti importati dal Giappone, spediti in un porto di Calcutta e poi trasportati in Nepal.

E' stata una impresa titanica per l'epoca.

La costruzione dell'hotel è stata fatta con l'aiuto degli Sherpa, la popolazione che abita la Valle dell’Everest. Il progetto ha richiesto diversi anni per essere completato a causa delle difficili condizioni. L'hotel è stato progettato dall'architetto giapponese Yoshinobu Kumagaya. Tutt’ora, l'hotel riceve elogi per il design semplice che convive con l'ambiente circostante. Miyahara e il duro lavoro e la determinazione del suo team alla fine hanno dato i loro frutti quando l'Hotel Everest View ha aperto le sue porte ai visitatori nell'agosto 1971. Sono passati 50 anni!

Il sogno di Miyahara era stato realizzato, ora i turisti da tutto il mondo potevano venire e godere di una vista a 360 gradi sull’Himalaya e vedere il Monte Everest da ogni stanza in tutta comodità. È e resta uno degli hotel con la posizione panoramica più suggestiva di tutta la valle.

mercoledì, dicembre 08, 2021

Vivah Panchami

Oggi al Janaki Mandir e negli altri templi del paese si celebra Vivah Panchami, la ricorrenza del matrimonio di Ardash Jodi Ram e Sita che ha avuto luogo a Janakpur in Nepal secondo la cultura vedica.

Questo festival dura una settimana e i fedeli si recano a Janakpur per i rituali religiosi nel Janaki Mandir che è addobbato a matrimonio secondo la cultura tipica Mithila.

Janakpur è il luogo di nascita di Sita. Sita o Janaki è il personaggio principale del Ramayana. Sita è la figlia maggiore del re Janak, il sovrano del regno di Mithila. Ram è il figlio maggiore del re Dasharatha di Ayodhya. Sita è da sempre l’esempio della moglie, madre, cognata, nuora, regina e in genere donna ideale per il mondo induista ed è venerata come fonte di virtù, femminilità, maternità e compassione. 

La leggenda racconta che solo Shiva era in grado di maneggiare l'arco, che era custodito nel tempio dal re Janak, che non poteva essere sollevato nemmeno dai grandi eroi. Mentre invece Sita riusciva a spostare l'arco da sola mentre puliva il santuario.

Ecco perché il re Janak aveva promesso che Sita avrebbe potuto sposare solo un uomo valoroso, coraggioso e tanto forte da essere in grado di sollevare l'arco di Shiva. E infatti il matrimonio di Sita avvenne con il principe Ram e venne celebrato a Janakpur dopo che lo sposo, durante la cerimonia dello Swayamvar indetta dal Re Janak per trovare il pretendente adatto alla figlia, fu in grado di sollevarlo e addirittura spezzarlo.

Da allora l'anniversario di questo matrimonio viene celebrato ogni anno tra fine novembre e inizio dicembre. E in questo periodo è anche il periodo migliore per i fedeli per sposarsi.

La cerimonia nuziale si svolge nel pomeriggio, ma sin dal mattino il tempio Ramjanki e altri templi nella regione Mithila sono affollati di fedeli e visitatori. Durante il festival vengono fatti rituali, puje e danze. Dopo il matrimonio di Ram e Sita, i carri che trasportano gli sposi vengono portati in processione con musica tradizionale intorno alla città di Janakpur e terminano nell'area del Janaki Mandir.

Inoltre in ricordo di questo antico matrimonio mitico, è ancora consuetudine portare una Janta dall'India fino a Janakpur, in Nepal, per rendere omaggio agli idoli di Rama e Sita. 

Anche adesso, il matrimonio di Ram Sita è importante quanto lo era prima. E tutt’ora a Janakpur lo si celebra con i fasti del passato proprio come viene narrato nel Ramyana che ora viene sempre più interpretato in modo moderno insegnando l'importanza dell’uguaglianza tra uomini e donne, nelle responsabilità familiari, e nella vita comune. Era ora!

Quindi Buon Vivah Panchami a tutti!

giovedì, dicembre 02, 2021

Bala Chaturdasi

Oggi è Bala Chaturdasi, e molti fedeli si recano a Pashupatinath per pregare per i proprio cari affinché vadano in paradiso.

Bala Chaturdashi, spesso chiamato Bala Cha è una ricorrenza che ha un posto essenziale nella vita dei nepalesi. È anche chiamato il giorno della semina di “Satbij”. In nepalese, è pronunciato come Satbij charne din, che sta a significare che sette tipi di cereali vengono mescolati e seminati nelle giungle di Sleshmantak.

Sleshmantak Ban è una delle giungle più sacre del Nepal, e si trova nelle vicinanze nel complesso templare di Pasupatinath. 


Satbij è fatto sette tipi di grani  che simboleggiano sette pianeti. Ecco i nomi e le sue rappresentazioni 


Orzo-Giove

White Mole -Venere

Paddy-Luna

Moong-Mercurio

Lenticchia-Marte

Black Gram-Saturno

Grano-Sole (il sole non è un pianeta ma nella mitologia spesso è riferito come tale)


C'è una cosa importante legata a questa ricorrenza.

Da queste parti, questo giorno è particolarmente sentito per coloro che di recente o nel corso dell’anno hanno perso i loro familiari o parenti. Questo evento ha la stessa importanza e affetto del Mathhirtha Aausi o del Kushe Aushi.

L'unica differenza tra questa ricorrenza e le altre è che non considera un membro specifico della famiglia da portare in paradiso come negli altri due grandi aausi ma qui tutti pregano per tutte le anime irrequiete affinché vadano in paradiso.

Il Bala Chaturdashi generalmente cade nel mese di Mangsir, cioè l'inizio della stagione invernale in Nepal. Per partecipare a questa cerimonia o all'evento della semina satbij, bisogna fare il bagno nel fiume Bagmati la mattina presto. Solo dopo questo atto di purificazione si può iniziare il rito della semina.

Ovviamente tutto ciò è legato a varie leggende più o meno simili a seconda dell’etnia che ve la racconta.

C'era un commerciante di nome Bala Nanda, che una volta andò all'Aaryaghat di Pasupatinath per partecipare al funerale di uno dei suoi parenti. Era seduto vicino al fuoco crematorio e mangiava del cibo rituale. In quel lasso di tempo, un pezzetto delle carni ardenti saltò fuori dal fuoco finendo sul suo piatto.


Inconsapevolmente, lo inghiottì.

 

Improvvisamente, si trasformò in un demone con la stessa rapidità con cui inghiottì quella porzione di carne e divenne un demone con la testa d'argento. Nel giro di un minuto si era trasformato in una creatura cannibale. Iniziando poi cibarsi dei resti della persona cremata, diventando sempre più malvagio e orribile.

 

Dopo quell'incidente, la gente iniziò a chiamarlo balasur definendo quindi Bala come un asur (demone). E lui, iniziò a terrorizzare le persone e a mangiare i cadaveri ad Aaryaghat.

 

Terrorizzata da questo comportamento, la gente del posto andò a raccontare di lui alla corte reale. Lì, il re decise di mandare Vris di eliminare Bala. Non sapendo però che Vris era il migliore amico di Bala.

 

Vris quindi non poteva ucciderlo. Ma aveva avuto ordine dal Re, per cui il destino si compì. Dopo averlo ucciso Vris iniziò a pregare Shiva e a chiedergli la via della santificazione per il suo amico Bala.

 

Lord Shiva rimase così colpito del sincero affetto di Vris, per il suo amico, che accettò di aiutarlo nella salvezza di Balasur. Inoltre, Lord Shiva gli ordinò di seminare satbij, in modo che i peccati di Balasur potessero essere mondati e la sua stessa colpa per aver ucciso un amico potesse essere cancellata. Così, si dice che da quel giorno sia iniziato proprio il rituale della semina e della preghiera per il paradiso per i propri cari defunti.