sabato, gennaio 29, 2022

Suryabinayak temple

Sulla collina meridionale di Bhaktapur Nagara, c'è un tempio sacro chiamato Suryabinayak che è poco frequentato dai turisti e molto autentico e popolare tra i residenti della Valle di Kathmandu per due motivi:

Perché questo è uno dei quattro famosi templi Binayak dedicati a Ganesh della valle di Kathmandu con Ashoka Binayak, Jal Binayak, Rakta Binayak. E perché qui i  credono che i bambini inizino a imparare a parlare.


Il tempio è situato nel mezzo di una bella foresta e ci vuole solo mezz'ora a piedi per raggiungere il tempio dalla Durbar Square di Bhaktapur. 

Per entrare si deve salire una scalinata e da subito si possono notare templietti di diverse divinità fino ad arrivare all'ingresso vero e proprio del tempio. Nel cortile di questo tempio c’è un patio che offre una vista straordinaria della città di Bhaktapur, e già solo per questo vale una visita, inoltre si può sostare ad ammirare i riti dei fedeli che frequentano questo luogo sacro davvero autentico.

Nel tempio ci sono varie statue, Shivalinga, re Malla, Ganesh, Mushak (il suo veicolo, il topo) inoltre vi è anche una fonte dove ci si può lavare prima della Puja.


Riguardo alla denominazione del tempio, in hindi Surya significa il sole che è anche adorato come un divinità in Valle ed è opinione diffusa che il primo raggio di sole tocchi direttamente i piedi dell’effigie di Binayak o Ganesh a cui è dedicato il tempio. Ecco perché questo santuario di Ganesh si chiama Suryabinayak. Sta a significare la fusione del sole con Ganesh.

 

Il tempio fu costruito all'inizio del XVII secolo, durante il regno del re Bhupatindra Malla. Ma alcune fonti affermano che sia stato costruito dal re Vishnu Dev Barma, e altre addirittura lo datano a più di mille anni fa. 

Ovviamente, come quasi tutto in Nepal, c'è un'altra leggenda popolare legata alla creazione di questo posto. Secondo il sacerdote del tempio, questa collina nacque quando Hanuman, intento a trasferire le sue terre piene di erbe medicinali, perse un pezzo di collina che si trasformò in Surya Binayak.

Una cosa simile è raccontata nel Ramayana, e il fato vuole che davvero la collina di Suryabinayak sia piena di erbe medicinali.

Il tempio della Dea Madre

Nel complesso di Suryabinayak, c'è un altro tempio, pochi gradini sopra il santuario principale che è chiamato il tempio della dea madre. Secondo la gente del posto, è il tempio della madre di Lord Ganesh. Ecco perché è anche chiamato tempio di Shiva Parvati (i genitori di Lord Ganesh). I locali credono che questo tempio sia di buon auspicio ai bambini prima che imparino a parlare con una preghiera fatta dai devoti, e credono che i bambini inizino a parlare dopo queste benedizioni fatte al tempio, e dopo aver pianto.

mercoledì, gennaio 26, 2022

Seto Machhendranath bath, il bagno sacro: Janabaha Dyo bath

Seto Machindranath, noto anche come Janabaha Dyo, Avalokiteśvara, Karunamaya, Guanyin è una divinità adorata sia dagli indù che dai buddhisti a Kathmandu, divinità che ha due ricorrenze ogni anno una delle quali, il suo bagno rituale, è anche la meno nota ai viaggiatori.

Questo rito si è tenuto a metà gennaio presso il tempio della divinità. 


Il tempio di Seto Machindranath si trova a Jana Bahal (noto anche come Machhindra Bahal) a Kel tole tra Ason e Indra Chowk nel centro di Kathmandu, e si crede che il tempio sia stato fondato intorno al decimo secolo. 

Ogni anno nel mese di Poush la divinità viene lavata e ridipinta con un rituale che simboleggia i cambiamenti che si verificano nel corso della vita. La cerimonia si tiene l'8° giorno di luna crescente di Pohelā (पोहेला), il terzo mese del calendario lunare secondo il calendario nepalese (in gennaio nel nostro calendario).


Tutto ciò è legato a una leggenda.

Al tempo del regno del re Yakshya Malla, in un luogo chiamato Kantipuri, si racconta che le persone facessero il bagno nel fiume sacro e visitassero Swayambhunath, per meritarsi il paradiso dopo la morte. Quando Yamraj (il Dio della Morte) venne a conoscenza del potere di Swayambhunath, visitò il tempio sacro. Ma durante il suo ritorno dal tempio fu catturato dal re Yakshya Malla e dal suo guru tantrico che gli chiesero il dono dell'immortalità altrimenti non lo avrebbero più lasciato libero. 

Yamraj pregò Arya Awalokiteshwor (Seto Machindranath) di liberarlo. 

Il Dio ascoltò la sua preghiera e apparve immediatamente dall'acqua. La divinità era di colore bianco (Seto in nepalese) con gli occhi semichiusi e ordinò al re di liberare Yamraj e costruire un tempio dove Kalmati e Bagmati si incontrassero e di organizzare una processione di carri in modo che lui potesse visitare le persone e benedirle con felicità e lunga vita. Da qui nacque la festa di Seto Machhendranath nota come Jana Baha Dyah Jatra che si tiene nel mese di Chaitra (tra marzo e Aprile), la festa più famosa di cui vi racconterò nei giorni in cui sarà celebrata, e nacque anche il rituale del bagno e della pittura della divinità, la festa meno nota, che è appena stata celebrata a Kathmandu.

 

In questo caso, la divinità viene portata nella corte del tempio. Tutti gli ornamenti e gli abiti gli vengono tolti. Quindi la divinità viene lavata con acqua fredda e calda, latte, burro chiarificato e miele.

Tutti i rituali sono svolti dai sacerdoti del tempio e il bello di questo evento è la presenza della dea vivente Kumari che partecipa al rituale, dando la sua benedizione

Questa ricorrenza viene celebrata fino alla luna piena.

Il festival dura circa una settimana, in cui si svolgono vari rituali che ricordano i cambiamenti che si devono affrontare nella vita.

Centinaia di persone insieme alla Kumari si radunano all'interno del Kanak Chaitya Mahavihar, il tempio di Seto Machhendranath per il rito. 

Dopo che la dea Kumari ha raggiunto il tempio, il sacerdote principale porta Seto Machhendranath fuori dalla sede in cui sta deposto nel tempio e lo sistema sulla piattaforma preparata per il rito che sta nel cortile.

Le due piccole statue di Tara Verde e Tara Bianca, che si dice siano nate da due lacrime del Dio, vengono poste ai lati della divinità. Si dice che Tara Verde e Tara Bianca siano le figlie di Seto Machhindranath.

Hanno quindi inizio le benedizioni e i sacerdoti iniziano a spogliare Seto Machhindranath dai suoi abiti per il rituale del bagno.

Dopo che i vestiti sono stati tolti, due sacerdoti che stazionano su entrambi i lati delle divinità, prendono in mano un recipiente di terracotta ciascuno, entrambi pieni di acqua. 

L'acqua, mescolata con latte e burro chiarificato, viene versata sulle divinità mentre alcuni musicisti suonano strumenti tradizionali come Nya baja e Dhime baja

Il rito viene ripetuto tre volte. La quarta volta, viene invece versata l'acqua calda

Una volta terminato il rituale, i sacerdoti avvolgono tutte le divinità in abiti e le portano all'interno del tempio principale e la Kumari viene portata col suo palanchino sacro tra la folla esultante. 


La mattina dopo il rituale del bagno le divinità vengono portate fuori alla luce del sole. Il sacerdote dipinge gli idoli di Seto Machhindranath e White Tara col bianco mentre la Green Tara viene ovviamente dipinta di verde. Fino alla luna piena, i sacerdoti continueranno a dipingere gli idoli e ad aggiungere dettagli su di essi. Questa è l'unica volta che le due divinità più piccole vengono mostrate al pubblico.


L'ultimo giorno, gli dipingono gli occhi e li coprono con kagaj nepalese (carta). Decorano anche i loro piedi con alah (colore rosso)

Prima di portare le divinità all'interno del tempio, i sacerdoti eseguono anche una serie di altri rituali. 

Alla fine la divinità vengono reintegrate nelle loro posizioni originali all'interno del tempio

domenica, gennaio 23, 2022

Makar Mela

A Panauti antico borgo newari poco lontano da Bhaktapur e noto per uno dei più belli complessi templari dedicato a Shiva, è iniziata la celebrazione della Makar mela, un festival che cade solo una volta ogni 12 anni, e che risale a 1000 anni fa. Il festival inizia quando il sole entra nel Makar Rashi nel giorno di Makar Sankranti, il giorno prescelto secondo l'astrologia vedica in base al calendario nepalese

I pellegrini provenienti da tutto il paese e anche dall'India partecipano a questa ricorrenza coprendo la cittadina di colori. La mitologia di questo festival ruota attorno alla storia di Indra che si sbarazza dei suoi peccati. Si ritiene che durante questa Mela, facendo le abluzioni nel fiume sacro a Triveni Ghat, dove si icrociano tre fiumi sacri, e qui a Panauti c'è l'incrocio di tre fiumi, il Rudrawati, il Lilawati e il Padhmawati), la persona sarà sollevata da tutti i peccati terreni e riceverà la salvezza.
Il borgo di Panauti è anche conosciuto come la città dei Naga e durante i pellegrinaggi in occasione della mela, i fedeli venerano Basuki Naag, il serpente che sta attorno al collo di Shiva.

lunedì, gennaio 17, 2022

Swasthani Brata festival

Swasthani Brata si protrae per un mese tra i mesi di Gennaio e Febbraio, scandendo giornate molto importanti per tutto il mondo Hindu in Nepal.
Questo festival inizia la notte di luna piena tra il mese di Poush o Magh, il nono mese del calendario Nepalese e la celebrazione durerà fino alla prossima notte di luna piena detta Magh Shukla Purnima.
Durante questa ricorrenza, ogni sera in casa, viene recitato il Swasthani Brata Katha. Questo testo religioso Hindu, che include varie leggende legate a Swasthani e Shiva, narra anche la storia della creazione del Nuovo Mondo, delle divinità e dei demoni.
Alcuni fedeli molto osservanti, durante questo mese, fanno soltanto un pasto al giorno, ma la maggior parte pratica questo “digiuno” solo il primo e l’ultimo giorno di questo mese, ma ogni sera tutti comunque fanno la Puja e le donne sposate pregheranno per il bene dei loro mariti vestendosi di rosso, colore che per loro è sempre di buon auspicio.
Ovviamente come per ogni festa vi sono molte leggende. 
La leggenda più diffusa racconta che la Dea Parvati era stata osservante durante Swasthani e il suo desiderio di avere il Dio Shiva come marito, era stato quindi esaudito. Da qui infatti molte donne celebrano Swasthani per chiedere di avere un buon marito.
Un’altra leggenda narra di Goma, che all’età di 7 anni era stata data in moglie a un settantenne, e che oltre a questa, ebbe svariate sventure, tra cui la fuga del suo primo figlio. Dopo che ebbe osservato digiuno e pregato Swasthani, le sue sventure finirono, suo figlio tornò, diventò poi un Re’ e lei ebbe finalmente una bella vita.
Al contrario sua nipote Chandrawati, che disonorò la divinità, si ammalò di lebbra sulle rive del Sali Nadi, a Sankhu, un villaggio dietro al colle di Changu Narayan. E solo dopo che lei pregò e fece digiuno, riuscì a guarire e a tornare a una vita normale.
Credendo a questa leggenda migliaia di devoti, tutti i giorni durante Swasthani, rendono omaggio alle divinità sulle rive del Sali Nadi a Sankhu, per avere esauditi i loro desideri.
I fedeli visitano inoltre i templi delle divinità citate del testo sacro durante tutto il mese per fare offerte e pregare, e ovviamente praticano le abluzioni nelle acque sacre, purificandosi e lavando via il male da se stessi.

foto @Reuters