mercoledì, aprile 14, 2021

Sindoor Jatra e Jibro Chhedne Jatra (piercing tongue festival) in Nepal

Ogni anno a Thimi e a Bode, a circa quindici minuti di auto da Bhaktapur, subito dopo il capodanno si tengono rispettivamente il Sindoor Jatra e il Jibro Chhedne Jatra, conosciuto come Tongue Piercing Festival.


A Thimi il Sindoor Jatra con l’arrivo del nuovo anno, celebra  anche l’arrivo della primavera. 

Sin dalla mattina presto, dai vari borghi vicino a Thimi partono una trentina di baldacchini adornati con ghirlande e offerte, detti Kaths, che sono portati a spalla dal popolo newari, che ricordano molto le candelore di Sant’Agata a Catania.

Questi Khats  portano le effigie di varie divinità, e il più importante è quello che traporta Ganesh e arriva da Nagadish.

La processione fa tre giri del villaggio. Mentre le portantine si radunano insieme in processione verso il centro di Thimi, rincorrendo quella con Ganesh, la gente lancia polveri arancioni dette Sindoor, sulle divinità e sui fedeli in processione che suonano flauti tamburi e cimbali in allegria, fino a trovarsi tutti al tempio di Taleju o Bhalkumari per officiare Puje e fare offerte.

La comunità newari di Bode invece festeggia il Jibro Chhedne Jatra (piercing tongue festival) e crede che, se un volontario della famiglia Shrestha, si farà il piercing sulla lingua in stato di trance, durante il 9° giorno del Festival di Bisket Jatra, che cade il 2° giorno del mese di Baishakh, il 2° giorno del nuovo anno secondo il calendario nepalese, questo sarà di buon auspicio alla comunità.
Jujubhai Shrestha di Bode, si è fatto il piercing sulla lingua per ben 8 anni consecutivi. Lo ha fatto per dare continuità a una tradizione che dura da secoli, e che cade ogni anni il 2° giorno del mese di Baishakh.
L’officiante deve seguire un rito preparatorio di alcuni giorni in cui deve essere purificato (gli vengono anche rasati i capelli).
Prima del rituale del piercing, che viene fatto da un fabbro con un lungo spuntone acuminato bagnato da olio, il fabbro che lo ha forgiato fa una puja alle divinità.
"Non c’è dolore, ne paura ne nessun sanguinamento " racconta Krishna Chandra Baga, l’uomo che esegue il piercing sulla lingua di Shrestha."Questo è dovuto al potere divino di questo rituale. Altrimenti non sarebbe possibile" racconta Baga, a cui è stato fatto il piercing per 12 volte.
Durante il rito, le donne vestite in saree rosso, lanciano a Shrestha riso e fiori come offerte di buon auspicio, nelle due ore di rituale in cui l’officiante percorre le vie del borgo con un palo di bamboo con delle torce sulle spalle,  offrendo una puja in tutti i templi, circondato da una folla di fedeli danzanti al ritmo del suono dei cimbali e dei tamburi rituali, prima di togliersi lo spuntone dalla bocca alla fine della festa,  davanti al Pancho Ganesh temple.
Dopo essersi tolto il piercing l’officiante metterà un po’ di terra sacra sulla sua lingua come vuole l’antico rituale, che risale all’epoca Lichhavi.
Una leggenda, che risale a questa mitica era, racconta che il piercing alla lingua sta a significare la sconfitta sui demoni e spiriti maligni, che avevano preso sotto scacco la comunità locale, rapendo i bambini e uccidendoli.
Dicono che 1600 anni fa un giovane studente monaco avesse catturato uno spirito maligno attraverso il tantra o attraverso gli insegnamenti di antichi testi Buddhisti e Induisti, tenendolo prigioniero per molti giorni. Questo spirito venne liberato solo dopo che gli venne fatto il piercing sulla lingua per punizione e per proteggere la comunità dai disastri che avrebbe portato.

le foto del Jibro Chhedne sono di reuters

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