giovedì, gennaio 08, 2015

Budanilkantha e il Vishnu dormiente sul mare cosmico

La statua del Vishnu di Budanilkantha, località a circa 10 km da KTM ai margini della foresta Shivapuri, è la più grande, bella e enigmatica del paese. E’ stata scolpita da un unico blocco di basalto, è lunga 5 metri ed è adagiata supina in una vasca piena d’acqua che rappresenta il mare cosmico ed è lunga 13 metri. Il Vishnu dormiente è adagiato come su una culla sulle spire di Shesha, il serpente Re dei Naga, fedele servo di Vishnu. Le 4 mani di Vishnu tengono i simboli delle sue caratteristiche divine: il chakra (che rappresenta la mente), la conchiglia (che rappresenta i 4 elementi), il fior di loto (l’ombelico dell’universo)e la mazza (che simboleggia la conoscenza primordiale)
Budanilkantha letteralmente vuol dire “vecchia gola blu”. Il nome non ha nulla a che vedere col Buddha (Bhuda, o Buri, vuol dire vecchio), ma nonostante questo è venerato dai Buddhisti Newari, ma la cosa interessante è come questo nome, che è un chiaro riferimento a Shiva, sia invece legato qui a Vishnu. Il Mito della gola blu di Shiva è noto in Nepal e racconta come gli dei avessero agitato il mare dell’esistenza e inavvertitamente avessero fatto sì che venisse rilasciato al suo interno un veleno con la minaccia della distruzione del mondo. Questi dei pregarono Shiva di venir salvati per quello che avevano commesso e lui fu obbligato a bere il veleno per levarlo dalla terra. La sua gola bruciò e lui volò via sulle montagne a nord di Kathmandu. In preda al dolore, fulminò parte della montagna col suo tridente, creando così il lago Gosainkhunda (che sta sul circuito del Lantang Himal), e così placò la sua sete. L’unico segno che gli rimase fu la gola blu.
L’acqua della vasca in cui giace il Vishnu dormiente di Budanilkantha si crede venga dal lago Gosainkhunda e si dice che una immagine di Shiva sdraiato appaia sul fondo del lago ogni agosto durante il festival dedicato al Dio. Una leggenda locale vuole che la parte dietro della statua di Budanilkhanta abbia l’aspetto di Shiva. Ma non si può vedere.
Due leggende narrano l’origine della statua di Vishnu. Una dice che fosse stata scolpita a Kathmandu e portata qui dai fedeli durante il regno Lichhavi nel VIII secolo. L’altra dice che due contadini colpirono inavvertitamente la statua della divinità mentre stavano lavorando la terra, e essa inizio a sanguinare. La portarono quindi dove è ora protetta da Shesha. In ogni caso sembra sia stata fatta fare dal re Mana Deva.
Ai tempi dei Lichhavi l’induismo era di tipo Vaishnavista, quindi Vishnu era molto venerato. Nel XII secolo, ai tempi dei Malla invece la venerazione di Shiva prese il sopravvento. Solo nel XIV secolo tornò in auge Vishnu, quando il Re Malla Jayasthitihi proclamò di essere l’incarnazione in terra del Dio. Da lì in poi tutti i Re del Nepal per discendenza furono incarnazione del Dio. Le stesse visioni avute dal Re Pratap Malla nel XVI secolo incrementarono ancor più questa credenza: se il Re avesse visitato il tempio sarebbe morto immediatamente. E fino ad ora, da allora nessun Re visitò più il tempio. A Boudanilkhanta ogni anno si tiene un festival (Haribondhini Ekadashi) durante il mese di Kartik (ottobre novembre) in cui si celebra il risveglio di Vishnu dai 4 mesi di sonno durante il monsone.
Comunque ogni mattina vi è una Puja presso il tempio, Puja in cui i monaci lavano e purificano la statua con latte e fiori. Altra leggenda vuole che queste puje siano fatte per ninnare la divinità in modo che resti dormiente e non si svegli irato contro l’umanità.


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