mercoledì, aprile 27, 2022

Festival di Rato Machhendranath

In Nepal ci sono moltissimi festival interessanti da raccontare e vivere.
Ho pensato pian piano di segnalarvi quelli che secondo me sono i più spettacolari.

A Patan a giugno si concluderà il festival di Rato Machhendranath una delle feste più importanti e lunghe che si tiene a Patan e che è iniziata in questi giorni di maggio. Rato sta per rosso e Rato Machhendranath è la divinità che ha potere sulla pioggia ed è conosciuta anche come Karunamaya, il Dio della misericordia mentre i buddhisti lo indentificano con Lokeshwar. Il festival viene celebrato con la costruzione di un carro (rath in Nepali) con un grande palo in legno che viene trasportato di villaggio in villaggio durante il mese di festeggiamenti.
Machhendranath è ritenuto il responsabile dell’arrivo delle piogge e il festival si tiene infatti prima dell’arrivo della stagione monsonica. Secondo la leggenda ci fu una grossa siccità in Valle durante il regno di Narayan Dev di Bhadgaon (oggi conosciuta come Bhaktapur) che durò per 12 lunghi anni. Fu scoperto che la causa era Gorakhnath, discepolo di Machhendranath, che aveva imprigionato i tutti i Naga (divinità serpenti) che erano responsabili di portare la pioggia nella Valle. Seduto in cima al Mrigasthali, un colle da cui poteva controllare il movimento dei Naga, aveva impedito loro ogni possibilità di portare la pioggia. Sembrava che lui fosse infelice perché la gente non si curava di lui. Per questo aveva voluto punire gli uomini e allo stesso tempo aveva sperato che il suo amato Guru sarebbe venuto a riscattare la gente e gli avrebbe concesso udienza.
Così l’unico modo che c’era per far spostare Gorakhnath dal colle e liberare i naga era portare il suo Guru sopra la Valle. Dopo una lunga discussione fu deciso che il Re e due altre alte cariche andassero in Assam a prendere Rato Machhendranath dove risiedeva.
Il piano era di servirsi di mantra tantrici per trasformare Machhendranath in un ape e portarlo in valle dentro un anfora cerimoniale. Tutto fu perfetto e Bandhudutt, attraverso rituali tantrici e mantra, catturò il Dio nel vaso.
Così accadde che quando tutti erano sulla via del ritorno e si fermarono a Patan, Gorakhnath sentì dell’arrivo del suo Guru e scese dal colle. Non appena lasciò Mrigasthali per incontrare Machhendranath, i Naga scapparono e portarono la pioggia nella Valle di Kathmandu.
Machhendranath è anche conosciuto come Bungadeo o Bunga Dyo, e vicino a Patan fu costruita una città in suo onore e fu chiamata Bungamati. Storicamente Bungamati risale al 16° secolo. Molti anni dopo l’arrivo di Machhendranath a Bungamati fu costruito un tempio (il tempio rosso) in suo onore. Bungamati ha subito dei danni durante il terremoto del 2015, ma ci auguriamo che presto torni a splendere della sua originaria bellezza.
Due settimane prima che la processione inizi, Machhendranath viene portato fuori su un baldacchino. Viene portato a Lagankhel dove una moltitudine di persone aspetta di vedere la cerimonia rituale in cui l’idolo di Rato Machhendranath viene decorato. A Patan infatti viene eletta una famiglia che ha il compito di decorare e preparare la divinità per il suo lungo viaggio sul carro durante il festival. Loro conservano e ridipingono l’idolo in segretezza e sicurezza.
Vengono costruiti due carri uno per Machhendranath e l’altro per Minnath il suo Godson. La Kumari di Patan (la dea vivente bambina) viene portata al tempio di Minnath dove è conservata la divinità. La processione dei due carri inizia il quarto giorno dalla luna piena nel mese di Baishakh tra Aprile-Maggio (un po' complicato a seconda delle fasi lunari del calendario nepali). E’ ovviamente una festa affollatissima e seguitissima, accompagnata da bande di musicisti newari che suonano strumenti musicali tradizionali. Il carro è trainato a mano con delle corde e quindi percorre poca strada ogni giorno. Il primo giorno arriva a Gabahal.
Qui la Kumari giunge seduta sul suo trono benedicendo i devoti che accorrono per vederla fino a sera. Ovunque il carro si fermi la gente arriva a portare offerte, nella maggior parte dei casi portano del riso, affinché la divinità porti tanta pioggia per il bene della sua coltivazione. Il riso infatti non viene piantato fino a che non arriva la pioggia. Il festival viene anche celebrato con sacrifici animali e grandi bevute in compagnia. Il carro si sposta così da una località all’altra dando la possibilità a tutti i devoti di rendere omaggio alla divinità senza doversi spostare troppo lontano dalle proprie case.
A Lagankhel si celebra un rito un po’ particolare: una noce di cocco viene fatta cadere dalla cima dell’asta di legno del carro e la gente di sotto si accalca per prenderla. Chi riuscirà ad afferrarla verrà benedetto con l’arrivo di un figlio.
L’ultima tappa del viaggio del carro è Jawalakhel, e qui ci arriva dopo più di un mese dall’inizio del festival, dicono “quando il sole è nell’emisfero nord”. La fine del festival arriva quando il Bhoto (una veste tempestata di gioielli) viene mostrata alla folle di devoti. Le vesti sacre venivano di solito tenute in mano dal re e dalla regina che rendevano anch’essi omaggio alla divinità di Machhendranath. Questo evento è conosciuto come "Bhoto Jatra" (jatra=festival). La Kumari fa una seconda apparizione per essere anch’essa testimone del Bhoto Jatra. Il festival si è concluso e le divinità sono state riportate nei loro luoghi di ricovero: Machhendranath a Bungamati e Minnath a Patan. I carri vengono smontati e conservati per il prossimo anno. Ogni dodici anni questa festività viene celebrata con una grande fanfara e processione partendo proprio da Bungamati.

Foto di Skanda Gautam tratte da the Himalayan Times, Foto della Kumari di Patan di Hada Khesh

venerdì, aprile 22, 2022

Ranikot

Oggi è l’Eart Day e io vi voglio scrivere di Ranikot, un’area out of the beaten traks che merita una visita perché permette una full immersion nella natura a due passi da Kathmandù. 

Pur essendo alle porte della Valle che è tristemente nota per l’alto tasso di inquinamento e il caos, qui puoi immergerti nella natura e ti sentirai lontano da tutto, circondato dagli alberi e in un ambiente bucolico d’altri tempi. In cima, l’aria frizzante e il panorama ti ripagherà per la salita. Questa area collinare andrebbe davvero preservata e valorizzata.
Ranikot è una località che si trova a sud di Bhaktapur, sopra Pilot Baba Ashram (che vi ho descritto qui). Questa meta collinare offre una vista panoramica unica sulle tre capitali storiche della valle di Kathmandu: Kathmandu, Patan e Bhaktapur
Ranikot, sta emergendo come una delle destinazioni escursionistiche più popolari nella valle di Kathmandu per la gente locale e poco frequentata dai turisti occidentali. Inoltre, essendo ad un'altitudine di 2.782 m, dà indubbiamente una visione incredibile sulla catena dell’ Himalaya, nella zona del Lagtang e del Dorje Lakpa

L'escursione parte dal tempio di Suryabinayak di Bhaktapur e percorre lo stesso itinerario per raggiungere Pilot Baba Ashram per poi proseguire oltre. E’ una escursione di 4-5 ore che attraversa la giungla, ruscelli, piccoli villaggi e sentieri meno battuti.
Secondo una leggenda la gente del posto racconta che Ranikot fosse un antico forte costruito durante il periodo medievale dal re Prithvi Narayan Shah. Raccontano che i reali, venissero qui per rilassarsi. Purtroppo nulla è rimasto di questo forte di cui se ne racconta soltanto, senza avere nulla oramai di confermato che ne attesti l’esistenza passata, ma le bellezze che si racconta avessero attirato i reali sono ancora lì. Si dice che questa storia sia suffragata dalla presenza dei resti in mattoni di un edificio che si trova sul colle, ma non sono ancora stati investiti fondi per farne uno studio approfondito, e in tanto i resti si deteriorano sempre più col tempo, non dando risposte certe sulla fondatezza o meno della leggenda.
Insieme al fascino della natura e dei suoi panorami sulla valle e sulle grandi montagne, Ranikot è conosciuto tra i locali anche per Bagh Bhairab, che domina questo luogo con la sua importanza religiosa. Ogni anno, nel giorno della luna piena di Mangsir e Baishak, qui si tiene in festival (non avevo dubbi che festeggiassero anche qui, dato che in Nepal fanno feste praticamente ovunque. Una cosa strana è che non esiste fisicamente un tempio verio e proprio ma vi è solo una grande pietra che ha l’immagine di una tigre. Per cui i locali un po’ sommariamente chiamano questo posto tempio di Bagh Bhairab. In Nepali la tigre si chiama Bagh.

mercoledì, aprile 20, 2022

Pilot Baba Ashram

Come avrete capito io sono amante dei luoghi un po’ fuori dalle solite rotte, templi, view point dove va la gente del posto e dove trovo ancora un po’ di Nepal da scoprire

Vi avevo parlato infatti del tempio di Suryabinayak qui un luogo poco turistico frequentato dalla gente del posto

Ma intorno a Bhaktapur vi sono altri posti poco noti che vorrei raccontarvi, uno di questi è proprio Pilot Baba Ashram, che ha attratto un sacco la mia curiosità solo per il nome che ha.


All'estremo sud della città di Bhaktapur, in mezzo alla foresta, si può notare un edificio bianco simile a un tempio. Si tratta dell'ashram del pilota santone appunto il Pilot Baba Ashram. 

A Sud di Bhaktapur è uno dei posti migliori per fare meditazione e c’è tutto lo spazio possibile per potersi rilassare. 

Questa destinazione escursionistica è a soli 6 km dalla Durbar Square di Bhaktapur. E si può raggiungerla in circa 2 ore a piedi passando per il tempio di Suryabinayak camminando in una sentiero naturalistico immerso nella giungla rigogliosa con circa 600 metri di dislivello. Il tracciato è disseminato di ruscelli gorgoglianti, una serie di alberi e cespugli, ad esempio di rododendri e pini. Nel tragitto si vede la vita locale con i contadini impegnati a raccogliere foraggio e capre al pascolo.

Pilot Baba Ashram si trova sulla cima di una collina, da dove si vedono Bhaktapur e Kathmandu dall’alto in una bella vista panoramica. Ovviamente questo posto è raggiungibile anche in auto o in moto. 

Da qui, se siete camminatori potete anche proseguire per Ranikot a est, Ghyampe danda a ovest e Tarakeshwor Mahadev a sud. 

Ma perché questo nome?

Pilot Baba Ashram è davvero un nome strano. E’ il nome di un guru che lasciò il suo lavoro per ritrovare la serenità dopo aver vissuto la brutta esperienza della guerra e dei conflitti che affliggono il genere umano. Lui era un comandante dell’aviazione indiana, Kapil Singh. Si racconta che nel 1962 si trovasse lungo la NEFT, il confine dei Territori del Nord Est Indiano, (in Assam) quando perse il controllo della strumentazione del velivolo e i contatti con la base aerea, non avendo più idea di dove poter atterrare ne di dove stava andando. Fu così che in cabina di pilotaggio apparve il suo Guru, Hari Baba, che lo aiutò a salvarsi e a atterrare in un luogo sicuro. Questa apparizione gli cambiò la vita, e lui, dopo 10 anni di onorato servizio, all’età di 33 anni, lasciò l’esercito per ritirarsi a vita spirituale alla ricerca della vera pace interiore in Ashram in India e qui in Nepal.

I visitatori devono pagare l’ingresso all’Ashram (circa 10 NRP), soldi che servono alla manutenzione dell’area. Entrando vi è un tempio a Shikhara di due piani dedicato a Shiva, chiamato Somnath Temple, un’area dedicata alla meditazione, un santuario per gli Asceti e una scuola sanscrita dove si insegnano le dottrine vediche.

sabato, aprile 16, 2022

Vajrayogini Jatra a Sankhu

A poco più di 15 km da Kathmandu si trova Sankhu (conosciuta anche come Sakwa) un'antica città Newar, famosa per il suo ricco patrimonio culturale e per l'architettura e le sculture tradizionali. La cittadina ospita templi antichi come Vajrayogini e Mahadev. 
A Sankhu si trova anche una delle iscrizioni più antiche del paese, a forma di conchiglia, che risale al 538 d.C. Il tempio di Vajrayogini, che si ritiene abbia più di 300 anni, è un importante punto di riferimento molto importante per la gente di Sankhu. Ovviamente è legato a una leggenda che narra che il re Mandev fosse solito meditare a Gun Bihar (ora chiamata Sankhu).Nella leggenda di Manisaila Mahavadana, si dice che Vajrayogini abbia drenato l'acqua del lago dalla valle del Sankhu con il suo coltello ricurvo. Succesivamente apparve anche davanti al sacerdote del tempio Jogdev e ordinò al re Sankhadev di costruire la città di Sankhu a forma di conchiglia. L'iscrizione più antica a Sankhu che risale al 538 d.C. lo attesta. C'è anche un'altra leggenda che ovviamente racconta una storia diversa, attribuendo la costruzione del tempio Sankhu nel 1655 d.C. al re nepalese Prakash Malla.

Secondo un libro sacro, invece il sito del tempio era un tempo una roccia che sputava fuoco. Ciò era abbastanza significativo quando il resto del mondo era coperto di neve e in poco tempo emerse una fiamma di cinque colori, che divenne la dea vulcanica. La dea ordinò che fosse costruito un tempio alla vista della sua comparsa e da allora i sacerdoti hanno utilizzato le nove grotte circostanti per servire questo tempio. Il primo sacerdote a servire qui avrebbe ricevuto un'illuminazione da Vajrayogini, divinità considerata una delle più sagge e forti in grado di concedere questo dono. Nella zona è presente una fontana con una statua decorativa, che risale al IV secolo. Le attrazioni qui non sono solo i vari templi e tempietti del sito, ma anche le grotte interessanti che lo circondano, alcuni delle quali sono considerate più antiche del tempio stesso. Tra le grotte della zona c'è una doppia camera scolpita con finestra attribuita all'uso di Marpa Lotsawa. Mentre nelle vicinanze c'è una minuscola camera costruita in una piccola falesia che si dice sia il luogo in cui Milarepa si sia messo in eremitaggio.
Una lunghissima scalinata in pietra scolpita da l’accesso alla sommità della collina. L'intero sito è ricco di opere architettoniche Newari, dettagli in legno intagliato in metallo e manufatti antichi. Vi è anche un piccolo stupa che si dice sia antecedente al Buddha Shakyamuni.
Bajrayogini Jatra a Sankhu viene celebrato ogni anno nel mese di aprile (Chaitra/Baishak) per otto giorni in cui gli idoli degli dei dal tempio di Vajrayogini vengono portati giù dal tempio in giro per l'intera città. I sacerdoti accompagnano gli idoli delle divinità Mhasukhwamaju (dea dalla faccia gialla) e Chibadya (l'idolo a forma di chaitya/stupa - marito di Mhasukhwamaju) mentre due piccoli idoli dei loro figli Singli (leonessa) e Byangli (tigre) sono portati in piccoli carri dai bambini della comunità. Vajrayogini Jatra è molto famoso nella comunità Newar, ma poco conosciuto dai viaggiatori, molte persone di diverse località si riuniscono per osservare questo festival. Culturalmente, Sankhu è famoso per due feste: il Salinadi mela e il festival Vajrayogini.

sabato, gennaio 29, 2022

Suryabinayak temple

Sulla collina meridionale di Bhaktapur Nagara, c'è un tempio sacro chiamato Suryabinayak che è poco frequentato dai turisti e molto autentico e popolare tra i residenti della Valle di Kathmandu per due motivi:

Perché questo è uno dei quattro famosi templi Binayak dedicati a Ganesh della valle di Kathmandu con Ashoka Binayak, Jal Binayak, Rakta Binayak. E perché qui i  credono che i bambini inizino a imparare a parlare.


Il tempio è situato nel mezzo di una bella foresta e ci vuole solo mezz'ora a piedi per raggiungere il tempio dalla Durbar Square di Bhaktapur. 

Per entrare si deve salire una scalinata e da subito si possono notare templietti di diverse divinità fino ad arrivare all'ingresso vero e proprio del tempio. Nel cortile di questo tempio c’è un patio che offre una vista straordinaria della città di Bhaktapur, e già solo per questo vale una visita, inoltre si può sostare ad ammirare i riti dei fedeli che frequentano questo luogo sacro davvero autentico.

Nel tempio ci sono varie statue, Shivalinga, re Malla, Ganesh, Mushak (il suo veicolo, il topo) inoltre vi è anche una fonte dove ci si può lavare prima della Puja.


Riguardo alla denominazione del tempio, in hindi Surya significa il sole che è anche adorato come un divinità in Valle ed è opinione diffusa che il primo raggio di sole tocchi direttamente i piedi dell’effigie di Binayak o Ganesh a cui è dedicato il tempio. Ecco perché questo santuario di Ganesh si chiama Suryabinayak. Sta a significare la fusione del sole con Ganesh.

 

Il tempio fu costruito all'inizio del XVII secolo, durante il regno del re Bhupatindra Malla. Ma alcune fonti affermano che sia stato costruito dal re Vishnu Dev Barma, e altre addirittura lo datano a più di mille anni fa. 

Ovviamente, come quasi tutto in Nepal, c'è un'altra leggenda popolare legata alla creazione di questo posto. Secondo il sacerdote del tempio, questa collina nacque quando Hanuman, intento a trasferire le sue terre piene di erbe medicinali, perse un pezzo di collina che si trasformò in Surya Binayak.

Una cosa simile è raccontata nel Ramayana, e il fato vuole che davvero la collina di Suryabinayak sia piena di erbe medicinali.

Il tempio della Dea Madre

Nel complesso di Suryabinayak, c'è un altro tempio, pochi gradini sopra il santuario principale che è chiamato il tempio della dea madre. Secondo la gente del posto, è il tempio della madre di Lord Ganesh. Ecco perché è anche chiamato tempio di Shiva Parvati (i genitori di Lord Ganesh). I locali credono che questo tempio sia di buon auspicio ai bambini prima che imparino a parlare con una preghiera fatta dai devoti, e credono che i bambini inizino a parlare dopo queste benedizioni fatte al tempio, e dopo aver pianto.

mercoledì, gennaio 26, 2022

Seto Machhendranath bath, il bagno sacro: Janabaha Dyo bath

Seto Machindranath, noto anche come Janabaha Dyo, Avalokiteśvara, Karunamaya, Guanyin è una divinità adorata sia dagli indù che dai buddhisti a Kathmandu, divinità che ha due ricorrenze ogni anno una delle quali, il suo bagno rituale, è anche la meno nota ai viaggiatori.

Questo rito si è tenuto a metà gennaio presso il tempio della divinità. 


Il tempio di Seto Machindranath si trova a Jana Bahal (noto anche come Machhindra Bahal) a Kel tole tra Ason e Indra Chowk nel centro di Kathmandu, e si crede che il tempio sia stato fondato intorno al decimo secolo. 

Ogni anno nel mese di Poush la divinità viene lavata e ridipinta con un rituale che simboleggia i cambiamenti che si verificano nel corso della vita. La cerimonia si tiene l'8° giorno di luna crescente di Pohelā (पोहेला), il terzo mese del calendario lunare secondo il calendario nepalese (in gennaio nel nostro calendario).


Tutto ciò è legato a una leggenda.

Al tempo del regno del re Yakshya Malla, in un luogo chiamato Kantipuri, si racconta che le persone facessero il bagno nel fiume sacro e visitassero Swayambhunath, per meritarsi il paradiso dopo la morte. Quando Yamraj (il Dio della Morte) venne a conoscenza del potere di Swayambhunath, visitò il tempio sacro. Ma durante il suo ritorno dal tempio fu catturato dal re Yakshya Malla e dal suo guru tantrico che gli chiesero il dono dell'immortalità altrimenti non lo avrebbero più lasciato libero. 

Yamraj pregò Arya Awalokiteshwor (Seto Machindranath) di liberarlo. 

Il Dio ascoltò la sua preghiera e apparve immediatamente dall'acqua. La divinità era di colore bianco (Seto in nepalese) con gli occhi semichiusi e ordinò al re di liberare Yamraj e costruire un tempio dove Kalmati e Bagmati si incontrassero e di organizzare una processione di carri in modo che lui potesse visitare le persone e benedirle con felicità e lunga vita. Da qui nacque la festa di Seto Machhendranath nota come Jana Baha Dyah Jatra che si tiene nel mese di Chaitra (tra marzo e Aprile), la festa più famosa di cui vi racconterò nei giorni in cui sarà celebrata, e nacque anche il rituale del bagno e della pittura della divinità, la festa meno nota, che è appena stata celebrata a Kathmandu.

 

In questo caso, la divinità viene portata nella corte del tempio. Tutti gli ornamenti e gli abiti gli vengono tolti. Quindi la divinità viene lavata con acqua fredda e calda, latte, burro chiarificato e miele.

Tutti i rituali sono svolti dai sacerdoti del tempio e il bello di questo evento è la presenza della dea vivente Kumari che partecipa al rituale, dando la sua benedizione

Questa ricorrenza viene celebrata fino alla luna piena.

Il festival dura circa una settimana, in cui si svolgono vari rituali che ricordano i cambiamenti che si devono affrontare nella vita.

Centinaia di persone insieme alla Kumari si radunano all'interno del Kanak Chaitya Mahavihar, il tempio di Seto Machhendranath per il rito. 

Dopo che la dea Kumari ha raggiunto il tempio, il sacerdote principale porta Seto Machhendranath fuori dalla sede in cui sta deposto nel tempio e lo sistema sulla piattaforma preparata per il rito che sta nel cortile.

Le due piccole statue di Tara Verde e Tara Bianca, che si dice siano nate da due lacrime del Dio, vengono poste ai lati della divinità. Si dice che Tara Verde e Tara Bianca siano le figlie di Seto Machhindranath.

Hanno quindi inizio le benedizioni e i sacerdoti iniziano a spogliare Seto Machhindranath dai suoi abiti per il rituale del bagno.

Dopo che i vestiti sono stati tolti, due sacerdoti che stazionano su entrambi i lati delle divinità, prendono in mano un recipiente di terracotta ciascuno, entrambi pieni di acqua. 

L'acqua, mescolata con latte e burro chiarificato, viene versata sulle divinità mentre alcuni musicisti suonano strumenti tradizionali come Nya baja e Dhime baja

Il rito viene ripetuto tre volte. La quarta volta, viene invece versata l'acqua calda

Una volta terminato il rituale, i sacerdoti avvolgono tutte le divinità in abiti e le portano all'interno del tempio principale e la Kumari viene portata col suo palanchino sacro tra la folla esultante. 


La mattina dopo il rituale del bagno le divinità vengono portate fuori alla luce del sole. Il sacerdote dipinge gli idoli di Seto Machhindranath e White Tara col bianco mentre la Green Tara viene ovviamente dipinta di verde. Fino alla luna piena, i sacerdoti continueranno a dipingere gli idoli e ad aggiungere dettagli su di essi. Questa è l'unica volta che le due divinità più piccole vengono mostrate al pubblico.


L'ultimo giorno, gli dipingono gli occhi e li coprono con kagaj nepalese (carta). Decorano anche i loro piedi con alah (colore rosso)

Prima di portare le divinità all'interno del tempio, i sacerdoti eseguono anche una serie di altri rituali. 

Alla fine la divinità vengono reintegrate nelle loro posizioni originali all'interno del tempio

domenica, gennaio 23, 2022

Makar Mela

A Panauti antico borgo newari poco lontano da Bhaktapur e noto per uno dei più belli complessi templari dedicato a Shiva, è iniziata la celebrazione della Makar mela, un festival che cade solo una volta ogni 12 anni, e che risale a 1000 anni fa. Il festival inizia quando il sole entra nel Makar Rashi nel giorno di Makar Sankranti, il giorno prescelto secondo l'astrologia vedica in base al calendario nepalese

I pellegrini provenienti da tutto il paese e anche dall'India partecipano a questa ricorrenza coprendo la cittadina di colori. La mitologia di questo festival ruota attorno alla storia di Indra che si sbarazza dei suoi peccati. Si ritiene che durante questa Mela, facendo le abluzioni nel fiume sacro a Triveni Ghat, dove si icrociano tre fiumi sacri, e qui a Panauti c'è l'incrocio di tre fiumi, il Rudrawati, il Lilawati e il Padhmawati), la persona sarà sollevata da tutti i peccati terreni e riceverà la salvezza.
Il borgo di Panauti è anche conosciuto come la città dei Naga e durante i pellegrinaggi in occasione della mela, i fedeli venerano Basuki Naag, il serpente che sta attorno al collo di Shiva.

mercoledì, dicembre 22, 2021

Thecho Jatra

In questi giorni a Thecho si è tenuto il Thecho Jatra, un festival dedicato agli dei e alle dee del potere

A Thecho la maggiorparte dei festival che vengono osservati sono Newari, ad esempio lo Yomari Puni è considerato uno dei festival principali. 

La festa si celebra per 4 giorni a partire dalla luna piena di dicembre. Durante il festival, Bramhayani, Balkumari, Bhairav ​​e Navadurga sono stati trasportati in giro per la città su un carro.

 

Thecho Jatra inizia prorio subito dopo la notte di Yomari Punhi e quest'anno si è concluso oggi insieme a Bhirav Jatra, chiamato anche Shina o Sindoor Jatra, in quanto vengono lanciate le polveri arancioni proprio come accade a Thimi dopo il capodanno nepalese. Questo festival è molto partecipato dai nativi Newari in valle.

Il dyo pukhu dietro il Bramhayani temple viene riempito con l’acqua di Lele e i carri che trasporteranno le divinità vengono puliti. Successivamente, il carro di Bramhayani e Balkumari vengono decorati, le statue delle divinità sono adornate con preziose collane e ghirlande. I carri vengono poi trasportati dai giovani devoti nei luoghi sacri di Techo. Viene poi acceso il fuoco in diversi punti in modo che i devoti possano riscaldarsi.

Il giorno successivo di prima mattina, i devoti vengono a pregare le divinità per il bene della comunità. Vengono performati diversi giochi di strada come Langarburja e altri spettacoli. Intorno a mezzogiorno, i devoti dei diversi Guthi di Thecho si riuniscono e festeggiano all'interno del perimetro del Pingal dhya. Dopo aver terminato la festa, i giovani devoti iniziano i preparativi e il carro di Balkumari viene trasportato fermandosi in diversi punti dove vengono offerti sacrifici alle divinità che si crede daranno benessere e potere. 

Il carro di Bramhayeni viene infine sistemato a Lower lachhi e la comunità si prepara per la Navadurga nach, la danza rituale.

La danza di Navadurga viene eseguita a Lower lachhi il giorno successivo con diversi rituali. Si tratta di  una danza leggendaria tradizionale dedicata a Nawadurga bhawani di Thecho che viene eseguita ogni anno durante il periodo Vijaya Dashami e di questo Jatra che segue Yomari Punhi. Per chi ha voglia di venire qui a vedere una festa fuori dalle rotte turistiche potrà partecipare insieme alla gente del posto e guardare le danze eseguite dai fedeli travestiti da divinità, proprio come si faceva secoli fa in epoca Malla. 

Oggi è stato l’ultimo giorno, il giorno di Bhairav ​​Jatra noto anche come Sinha o Sindoor Jatra in onore di Bhairav, il Dio più temibile degli indù. La temibile maschera della divinità che viene conservata al lachhi superiore viene portata a Bhaila Dhya (tempio di Bhairav) accompagnata dalla musica dei Basuri, Dhime, che sono gli strumenti musicali più usati dalla comunità Newari. La gente indossa i costumi tradizionali e si lancia addosso il sindoor, la polvere arancione. Il carro viene portato sulla strada per il tempio di Bhairav, accompagnato da rituali e dalla musica dei Newari Baja mentre la gente lancia il Sindur al suo passaggio. Il Thecho Jatra si chiude con la cerimonia di passaggio tra coloro che hanno custodito il potere delle divinità ad altri che se ne faranno carico fino all’anno successivo, prendendosi cura delle divinità stesse e della tradizione fino al prossimo Thecho Jatra.


Qualche info in più su Techo

Thecho si trova a circa 6 km a sud della città di Patan nel distretto di Lalitpur,  sotto il comune di Godawari. Per arrivarci va presa la strada secondaria vicino al segmento Satdobato della Ring Road. Questa strada porta a Lele ed è indicata come Satdobato-Tika Bhairab Road ed è anche chiamata "Laxmi Prasad Highway" (va verso Hetauda)

Si crede che il nome iniziale di Thecho fosse Dharmatharipur. Ma l’insediamento chiamato "Dyecha" esisteva inizialmente sulle terre basse vicino al fiume. Quando una frana colpì il villaggio, gli abitanti si spostarono nelle terre alte, e furono quindi indicati come Chhen Choy (in Newari – chhen: casa e choy: su). Le parole chhen choy sono state col tempo modificate in Thecho.


Thecho un tempo era popolare per la cagliata di latte detta Khuwa, ma oggi la principale produzione di Thecho è l'olio di senape.


I templi principali sono

Tempio di Balkumari a Lachi Tole che si dice che sia stato costruito nel 1793 d.C.

Tempio Bramhayeni che è il tempio principale di Thecho e che ha la particolarità di avere degli utensili inchiodati alle sue pareti. Gli utensili sono stati inchiodati dalle famiglie in nome dell'anima dei loro membri defunti. Una sorta di ex voto.


Techo ha inoltre dei piccoli stagni che in passato fungevano da fonte d'acqua. 

Puku तःधँ पुखू, Kha: Cha Pukhu खाःचा पुख, Manda Pukhu मन् दः पुखू, Chew Pukhu च्वय् पुखू, Hyangu Nya:, Pukhu ह्याउँ न्याँ पुखू, Kwe Pukhu क्वय् पुखू, Tadha Dyo Puhkhu द्यो पुखू

martedì, dicembre 21, 2021

Kankeshwari Temple e Dharti Mata a Kathmandu

Kankeshwari è un tempio misterioso che a Kathmandu pochi turisti conoscono

L'intero complesso Kankeswari è un vero tesoro nascosto di santuari, chaitya e staue uniche nel loro genere.

E’ facile da raggiungere perché è abbastanza vicino alla Durbar Square di Kathmandu. 

Ed è prezioso perché solo la gente del posto attraversa la zona.

Kankeshwari non è mai stato descritto in nessuna guida turistioca forse perché è accanto al Bagmathi in un punto non proprio bello o forse è perché nessuno ne sa un granché. Ma per gli samanti dei turismo out of the beaten trak è davvero un must.

Nel terremoto del 2015 ha subito qualche danno interno e due pilastri all'esterno sono crollati. Ma nel 2020 il tempio è stato totalmente ristrutturato. Per cui se cercate qualcosa di speciale che solo la gente del posto visita, allora vale la pena farci un giro.

 

Dall’ l'ingresso principale si scendono alcuni gradini di pietra e entrando si si ha accesso ai cortili con delle statue e dei chaitya che non ti saresti mai aspettato di vedere

Il complesso è abbastanza grande e il tempio di Kankeshwari ha delle belle pietre tantriche che rappresentano Chamunda, una temibile incarnazione di Devi una delle sette dee madri. 

Qui sta l’importanza per i locali di questo luogo. L'ottavo giorno del festival di Dashain infatti i fedeli visitano il tempio per celebrare Kankeshwari (Chamunda/Devi), e pochi lo sanno.

Il tempio risale al 1644 d.C., ed è architettonicamente simile agli altri in Valle. È interessante notare che una delle prime statue del cortile di Kankeshwari è quella di Manjushri, colei che secondo la leggenda, creò la valle di Kathmandu tagliando con la sua spada della conoscenza la collina di Chobar e prosciugando il lago che c’era nella valle. Poi c'è una rara statua del dio arciere Ram che insieme a Sita e Hanuman, è il personaggio di una favola di salvataggio e devozione molto popolare raccontata in tutta la valle di Kathmandu, conosciuta come Ramayana. Sì ok, lo conosciamo tutti il Ramayana vero?

 

Ma la cosa più interessante da vedere in questo complesso templare è la statua di Dhartimata che i più sanno essere solo a Kritipur vicino al Bala Bhairab Temple. Invece no, anche Kathmandu ha la sua Dhartimata


Ma di cosa si tratta?


Dhartimata o Dharti Mata è una dea madre indù, colei che sostiene la terra. 

A Kirtipur, dove è molto venerata, ma anche qui, viene spesso associata come la consorte di Thakur Dev (un dio della terra del villaggio e dei dintorni) e la cosa splendida è che la statua di Dhartimata è rappresentata mentre sta dando alla luce un bambino con le mani premute insieme sopra la testa nella posizione di Namaste.


Le donne incinte la pregheranno spesso per un parto sicuro e per far sì che il bambino sia sano. Si dice che addirittura che in passato molte donne abbiano persino partorito sopra la statua dato che è una statua di pietra piatta. 

Se verrete qui al sabato mattina troverete una fila di donne incinte o addirittura donne che desiderano rimanere incinte che fanno la fila per avere una benedizione dalla divinità attraverso la sua statua.


Kankeshwari ha anche due aree di cremazione.


Dall'altro lato, fiancheggiato da chaitya, c'è un santuario dedicato a Durga che ospita un enorme albero sopra di esso. Ci sono altre due rare statue nascoste negli angoli opposti. Un pilastro colorato con diverse divinità induiste e una statua unica nel suo genere di un fedele che versa il latte su uno Shiva Lingam. Questo complesso templare è davvero un gioiello sconosciuto a Kathmandu. 

Anni fa era in programma di istituzionalizzare un Heritage Walk che includesse questo complesso templare insieme ad altri Patrimonio Unesco, ma poi la cosa è stata accantonata

 

Alcuni hanno incluso questa visita andando a piedi da Kathmandu verso Swayambunath, ma è meglio includerla se fate un percorso attraverso l’area Newar di Maru Tole che è meno trafficata e più tranquilla e vale la pena di essere visitata in quanto fuori dalle solite rotte turistiche e autentica.

martedì, dicembre 14, 2021

Yomari Punhi

Lo Yomari Punhi è una festa Newari che si tiene tra novembre e dicembre e che segna la fine della stagione della raccolta del riso e in cui viene adorata Annapurna, come madre terra dea protettrice dei raccolti, conosciuta anche come Angsa Maru Ajima ad Asan a Kathmandu.

Vari templi dedicati alla dea Annapurna in tutta la valle, vengono visitati dai devoti che offrono preghiere e ringraziano portando in dono il frutto del primo raccolto sotto forma di "Yomari".

Quest'anno la festa cade il 19 dicembre

Solitamente si tiene un grande evento a Dhaneshwor Mahadev a Banepa.


Yomari Punhi prende il nome da Yomari, un tipico dolce cotto a vapore fatto con pasta di farina di riso farcito con una miscela di sesamo e melassa, che viene offerto nel Dhukoo (la stanza che serve anche come magazzino per il raccolto) e mangiato in questo giorno. Si ritiene che lo yomari cotto a vapore riscaldi il corpo e rinvigorisca

 

Ma il significato letterale di Yomari denota il sesso maschile e femminile. Uno Yomari è fatto di pasta a cui viene data la forma di un pesce e di un triangolo. Lo Yomari a forma di pesce chiamato Bioyo, rappresenta il padre ed è indicativo dell'organo sessuale maschile mentre lo Yomari a forma di triangolo chiamato Miyo rappresenta la Madre e indica l'organo riproduttivo femminile. Ogni Jatra, Lingo, festival e rituale della comunità Newari spesso è volto ad indicare questo tipo di equità di genere e la necessità del maschio e della femmina entrambi uniti per la continuazione della società.

 

Dobbiamo sapere che ogni ingrediente ha un suo significato. Si crede che lo Yomari ripieno di carne sia in favore di Ganesh, le lenticchie nere Kuber e lo yomari ripieno di chaku è considerato Mahamaya.

 

La sera i bambini vanno porta a porta per chiedere yomari mentre cantano una canzone Newari tipica per questa ricorrenza.

 

Il festival di Yomari viene celebrato nelle principali cittadine di etnia Newari. Le donne Newari indossavano Haku Patasi e preparavano yomari. Le persone possono partecipare al festival e mangiare yomari insieme ai locali, questo è anche il bello delle feste Newari.

@nepalfood su instagram ne ha una bella descrizione, e ve la traduco qui:

Lo yomari è una delle prelibatezze newari che normalmente si mangia in inverno e si inizia a preparare quando comindia a fare freddo e c'è il cambio di stagione, quando la temperatura inizia a scendere e le giornate si accorciano.
Yomari in lingua Newari significa pane che ti piace o ami mangiare, "Yo" deriva dalla parola "Yau" che significa piaciuto o amato, e "Mari" significa pane quindi è un pane delizioso o amato
Mentre "Punhi" significa luna piena. Lo Yomari Punhi viene quindi normalmente celebrato nella di luna piena a inizio inverno. Si ritiene che più lunga sia la coda dello "Yomari" (che è fatto a forma di pesciolino), più breve sia la durata dell'inverno
Durante lo Yomari purnima le persone adorano anche la dea Annapurna. Annapurna è la dea dei cereali e del raccolto. È il momento in cui gli agricoltori terminano la mietitura del riso e si riposano dopo il lungo lavoro 🙏



lunedì, dicembre 13, 2021

la storia del primo hotel in quota del mondo

Questo non è di certo il posto dove pernotto quando vado a far trekking in Khumbu, prediligo le guest house a conduzione familiare, dove posso stare in cucina con le sherpani a fare i momo in compagnia o a giocare a carte con le guide e i ragazzio del posto, ma la sua costruzione, la cui storia mi ha letteralmente fatto accapponare la pelle, va citata perché ha cambiato il modo di andare in Himalaya aprendo, che ci piaccia o no, quest’area al turismo vero e proprio, e trovando un modo più accessibile di far vivere questa parte di mondo così remota e inospitale a qualsiasi persona volesse venirci, ovviamente pagando. Successivamente alla sua costruzione sono spuntate guest houses e sono nati molti hotel per tutte le tasche che permettono di alloggiare con un minimo di comfort nella Valle del monte più alto del mondo. Sono nati ovviamente anche veri e propri hotel di lusso e ora molti tour operator si sono cimentati in quello che definiscono Everest Luxury trek. Tutto ciò è opinabile, vero, sta di fatto che questo hotel ha cambiato la storia del trekking in Himalaya.

Era la primavera del 1968 quando Takashi Miyahara posò gli occhi sulla magnifica catena dell'Everest da una cresta a Syangboche. Quello che vide di fronte a lui era assolutamente mozzafiato. La scena catturò il suo cuore e da quel momento osò sognare che un giorno avrebbe costruito un hotel meraviglioso in quello stesso luogo.

Ancora oggi, costruire un hotel a 3880 m non è un compito da poco. Costruirne uno negli anni '60 è stato estremamente impegnativo. 

Syangbohe si trova su un colle sopra Namche Bazaar, che sta a due giorni di cammino da Lukla, villaggio dove ora si arriva in volo da Kathmandu in circa 40 minuti e da cui si parte per il famoso trekking al Campo Base dell'Everest.

Senza le strade, la costruzione dell'Hotel Everest View si è basata totalmente su un elicottero e sui portatori che trasportavano quanto necessari in un viaggio di due settimane da Lamusangu (80 km da Kathmandu). I materiali come le porte scorrevoli in vetro utilizzate nelle camere, il vetro per il solarium, le coperte e le posate sono stati tutti importati dal Giappone, spediti in un porto di Calcutta e poi trasportati in Nepal.

E' stata una impresa titanica per l'epoca.

La costruzione dell'hotel è stata fatta con l'aiuto degli Sherpa, la popolazione che abita la Valle dell’Everest. Il progetto ha richiesto diversi anni per essere completato a causa delle difficili condizioni. L'hotel è stato progettato dall'architetto giapponese Yoshinobu Kumagaya. Tutt’ora, l'hotel riceve elogi per il design semplice che convive con l'ambiente circostante. Miyahara e il duro lavoro e la determinazione del suo team alla fine hanno dato i loro frutti quando l'Hotel Everest View ha aperto le sue porte ai visitatori nell'agosto 1971. Sono passati 50 anni!

Il sogno di Miyahara era stato realizzato, ora i turisti da tutto il mondo potevano venire e godere di una vista a 360 gradi sull’Himalaya e vedere il Monte Everest da ogni stanza in tutta comodità. È e resta uno degli hotel con la posizione panoramica più suggestiva di tutta la valle.

mercoledì, dicembre 08, 2021

Vivah Panchami

Oggi al Janaki Mandir e negli altri templi del paese si celebra Vivah Panchami, la ricorrenza del matrimonio di Ardash Jodi Ram e Sita che ha avuto luogo a Janakpur in Nepal secondo la cultura vedica.

Questo festival dura una settimana e i fedeli si recano a Janakpur per i rituali religiosi nel Janaki Mandir che è addobbato a matrimonio secondo la cultura tipica Mithila.

Janakpur è il luogo di nascita di Sita. Sita o Janaki è il personaggio principale del Ramayana. Sita è la figlia maggiore del re Janak, il sovrano del regno di Mithila. Ram è il figlio maggiore del re Dasharatha di Ayodhya. Sita è da sempre l’esempio della moglie, madre, cognata, nuora, regina e in genere donna ideale per il mondo induista ed è venerata come fonte di virtù, femminilità, maternità e compassione. 

La leggenda racconta che solo Shiva era in grado di maneggiare l'arco, che era custodito nel tempio dal re Janak, che non poteva essere sollevato nemmeno dai grandi eroi. Mentre invece Sita riusciva a spostare l'arco da sola mentre puliva il santuario.

Ecco perché il re Janak aveva promesso che Sita avrebbe potuto sposare solo un uomo valoroso, coraggioso e tanto forte da essere in grado di sollevare l'arco di Shiva. E infatti il matrimonio di Sita avvenne con il principe Ram e venne celebrato a Janakpur dopo che lo sposo, durante la cerimonia dello Swayamvar indetta dal Re Janak per trovare il pretendente adatto alla figlia, fu in grado di sollevarlo e addirittura spezzarlo.

Da allora l'anniversario di questo matrimonio viene celebrato ogni anno tra fine novembre e inizio dicembre. E in questo periodo è anche il periodo migliore per i fedeli per sposarsi.

La cerimonia nuziale si svolge nel pomeriggio, ma sin dal mattino il tempio Ramjanki e altri templi nella regione Mithila sono affollati di fedeli e visitatori. Durante il festival vengono fatti rituali, puje e danze. Dopo il matrimonio di Ram e Sita, i carri che trasportano gli sposi vengono portati in processione con musica tradizionale intorno alla città di Janakpur e terminano nell'area del Janaki Mandir.

Inoltre in ricordo di questo antico matrimonio mitico, è ancora consuetudine portare una Janta dall'India fino a Janakpur, in Nepal, per rendere omaggio agli idoli di Rama e Sita. 

Anche adesso, il matrimonio di Ram Sita è importante quanto lo era prima. E tutt’ora a Janakpur lo si celebra con i fasti del passato proprio come viene narrato nel Ramyana che ora viene sempre più interpretato in modo moderno insegnando l'importanza dell’uguaglianza tra uomini e donne, nelle responsabilità familiari, e nella vita comune. Era ora!

Quindi Buon Vivah Panchami a tutti!

giovedì, dicembre 02, 2021

Bala Chaturdasi

Oggi è Bala Chaturdasi, e molti fedeli si recano a Pashupatinath per pregare per i proprio cari affinché vadano in paradiso.

Bala Chaturdashi, spesso chiamato Bala Cha è una ricorrenza che ha un posto essenziale nella vita dei nepalesi. È anche chiamato il giorno della semina di “Satbij”. In nepalese, è pronunciato come Satbij charne din, che sta a significare che sette tipi di cereali vengono mescolati e seminati nelle giungle di Sleshmantak.

Sleshmantak Ban è una delle giungle più sacre del Nepal, e si trova nelle vicinanze nel complesso templare di Pasupatinath. 


Satbij è fatto sette tipi di grani  che simboleggiano sette pianeti. Ecco i nomi e le sue rappresentazioni 


Orzo-Giove

White Mole -Venere

Paddy-Luna

Moong-Mercurio

Lenticchia-Marte

Black Gram-Saturno

Grano-Sole (il sole non è un pianeta ma nella mitologia spesso è riferito come tale)


C'è una cosa importante legata a questa ricorrenza.

Da queste parti, questo giorno è particolarmente sentito per coloro che di recente o nel corso dell’anno hanno perso i loro familiari o parenti. Questo evento ha la stessa importanza e affetto del Mathhirtha Aausi o del Kushe Aushi.

L'unica differenza tra questa ricorrenza e le altre è che non considera un membro specifico della famiglia da portare in paradiso come negli altri due grandi aausi ma qui tutti pregano per tutte le anime irrequiete affinché vadano in paradiso.

Il Bala Chaturdashi generalmente cade nel mese di Mangsir, cioè l'inizio della stagione invernale in Nepal. Per partecipare a questa cerimonia o all'evento della semina satbij, bisogna fare il bagno nel fiume Bagmati la mattina presto. Solo dopo questo atto di purificazione si può iniziare il rito della semina.

Ovviamente tutto ciò è legato a varie leggende più o meno simili a seconda dell’etnia che ve la racconta.

C'era un commerciante di nome Bala Nanda, che una volta andò all'Aaryaghat di Pasupatinath per partecipare al funerale di uno dei suoi parenti. Era seduto vicino al fuoco crematorio e mangiava del cibo rituale. In quel lasso di tempo, un pezzetto delle carni ardenti saltò fuori dal fuoco finendo sul suo piatto.


Inconsapevolmente, lo inghiottì.

 

Improvvisamente, si trasformò in un demone con la stessa rapidità con cui inghiottì quella porzione di carne e divenne un demone con la testa d'argento. Nel giro di un minuto si era trasformato in una creatura cannibale. Iniziando poi cibarsi dei resti della persona cremata, diventando sempre più malvagio e orribile.

 

Dopo quell'incidente, la gente iniziò a chiamarlo balasur definendo quindi Bala come un asur (demone). E lui, iniziò a terrorizzare le persone e a mangiare i cadaveri ad Aaryaghat.

 

Terrorizzata da questo comportamento, la gente del posto andò a raccontare di lui alla corte reale. Lì, il re decise di mandare Vris di eliminare Bala. Non sapendo però che Vris era il migliore amico di Bala.

 

Vris quindi non poteva ucciderlo. Ma aveva avuto ordine dal Re, per cui il destino si compì. Dopo averlo ucciso Vris iniziò a pregare Shiva e a chiedergli la via della santificazione per il suo amico Bala.

 

Lord Shiva rimase così colpito del sincero affetto di Vris, per il suo amico, che accettò di aiutarlo nella salvezza di Balasur. Inoltre, Lord Shiva gli ordinò di seminare satbij, in modo che i peccati di Balasur potessero essere mondati e la sua stessa colpa per aver ucciso un amico potesse essere cancellata. Così, si dice che da quel giorno sia iniziato proprio il rituale della semina e della preghiera per il paradiso per i propri cari defunti.

venerdì, novembre 26, 2021

Tempio di Pashupatinath Yakeshvara a Bhaktapur



Il tempio di Pashupatinath si trova nella Durbar Square di Bhaktapur, direttamente a sud del tempio di Vatsala Durga e del Padiglione Chyasalin che gli fu costruito a posta davanti per proteggere il Palazzo Reale dalla potenza delle emanazioni del tempio.

Questo tempio è l'unico monumento superstite e intatto della zona risalente al XV secolo. Anche se a parte il suo portale meridionale, le sue facciate sono il risultato di un ampio rifacimento e ricostruzione effettuata tra il XVI e il XVIII secolo.

Sebbene comunemente venga chiamato tempio di Pashupatinath (dopo il santuario di Pashupatinath a Deopatan), è spesso identificato come il tempio di Yakeshvara, in riferimento al re Malla del XIV secolo che lo fece costruire.

Il monumento è di fatto un tradizionale tempio a pagoda a due piani in stile Newar che è privo di elementi decorativi come campane, bandiere o pitture, ma spicca invece per i pregevoli lavori di intaglio del legno, presenti sui quattro portali, sulle facciate, nei pannelli laterali e nelle architravi, ed è famoso per le innumerevoli scene erotiche. 


Tutti i ventiquattro montanti in legno del tempio hanno diverse immagini di Shiva e Shakti. Anche i portali hanno figure mitologiche, che ci raccontano storie mai narrate, i cui personaggi sono ritratti in  posizioni improbabili basate sul tradizionale testo erotico del Kamasutra.

Si possono osservare anche alcune tracce di colore nelle mensole al livello superiore. Anche le torane su ciascuno dei quattro ingressi sono state intagliate con una precisione e bellezza impressionante.

Come spesso accade, l'interno del tempio è vietato alla maggior parte dei visitatori, a parte i devoti.

La sua pianta interna è simmetrica e ha un santuario posto al centro che ospita un chaturmukha linga rivolto a nord, il principale oggetto di devozione. Tra l'edicola e le mura esterne vi è un ambulacro continuo che funge da spazio intermedio.

Secondo la leggenda, il tempio fu fondato da Yaksa Malla tra il 1428 e il 1482 quando gli fu ordinato in sogno di ricreare il tempio di Pashupatinath di Deopatan, a Bhaktapur. I due templi sono in qualche modo simili nell'aspetto, ma non nella misura in cui è ovvio che quest'ultimo edificio è una riproduzione diretta del primo. 

giovedì, novembre 25, 2021

Chyasalin non è un Mandap

Il Chyasalin è un piccolo padiglione di legno a due piani situato sul lato orientale della Durbar di Bhaktapur

E’ strano leggere che venga indicato come Mandap, e cioè tempio, quando in verità non lo è per niente, e si tratta invece solamente di un padiglione. 

Diciamo che è un grossolano errore che è stato riportato nelle guide turistiche di mezzo mondo. 


Per cui qui lo chiameremo solo Chyasalin.

Si dice invece che sia stato originariamente costruito nel XVII secolo sotto il regno dei Malla, precisamente da Re Bhupatindra, con lo scopo principale di proteggere con la sua mole il Palazzo Reale e il palazzo delle 55 finestre, dal tempio di Shiva, noto come tempio di Pashupatinath, che sta proprio lì di fronte.

Credenza locale è che il tempio di Shiva emani una forza molto potente, potenzialmente pericolosa. Quindi il Re fece costruire il padiglione con otto lati, da qui il suo nome Chyasalin, perché si pensava che i lati ottagonali avrebbero deviato meglio le emanazioni che uscivano dal tempio di Shiva,  che così non avrebbero colpito il palazzo reale. 

Il Chyasalin è stato da sempre utilizzato come luogo di ritrovo, una piattaforma dove assistere a spettacoli teatrali e vivere la socialità insieme. 

Durante il terremoto del 1934, il Chyasalin fu completamente distrutto. 

Alla fine degli anni '80 l'allora Cancelliere tedesco Helmut Khol in visita di Stato in Nepal decise di finanziarne il restauro. Gli architetti Götz Hagmüller e Niels Gutschow iniziarono quindi i lavori aiutati da vecchie fotografie e utilizzando i resti dell'edificio originale,dove possibile, ricostruendo fedelmente il padiglione e finendo i lavori nel 1990. Otto dei suoi dodici pilastri sono originali e sono stati rimessi insieme a molti altri oggetti che appartenevano all’edificio. Le parti mancanti  sono state realizzate come duplicati. 

Una cosa interessante è che l'edificio è stato ricostruito con telai metallici, tutt’ora visibili all’interno, per proteggerlo in caso di un altro terremoto. Ciò si è dimostrato utile poiché durante il terremoto del 2015 il padiglione non ha riportato danni, mentre altri templi sono stati letteralmente cancellati. La struttura metallica ha oscillato con il terremoto ma ha tenuto in posizione i montanti di legno e l’edificio non è crollato. Proprio accanto al padiglione il tempio di Vatsala Durga è collassato in un cumulo di macerie. Chyasalin può quindi essere usato come un ottimo esempio di cosa si può fare per preservare i templi del Nepal per le generazioni future. Il Nepal si trova su una faglia sismica, e bisognerebbe ricostruire i templi tenendone conto, cosa che purtroppo fino ad ora non è stata fatta. 

 

Una cosa interessante da ricordare è che questi lavori di restauro hanno portato ad  interdire al traffico l’area attorno all’edificio tanto che poi venne anche approvata una legge che ha reso pedonale la Durbar Square di Bhaktapur, cosa che poi è stata replicata anche nelle altre due Durbar, a Kathmandu e a Patan. Cosa meno bella da notare è che le autorità locali negli anni successivi hanno pian piano ridotto i controlli e applicato spesso in modo sempre più lasso queste restrizioni.

 

Il Chyasalin è una struttura bella in cui fare una sosta per godere della vita che scorre in Durbar Square. All'interno del padiglione c’è una scala che conduce al secondo piano da cui si hanno splendide viste della città. Purtroppo il portellone che porta in cima è quasi sempre chiuso. Dateci una occhiata quando lo visitate.