lunedì, maggio 23, 2022

Pashupatinath: il complesso templare e la Aarti Puja

Pashupatinath पशुपतिनाथ मन्दिर è uno dei luoghi più visitati del Nepal e si trova lungo il fiume Bagmati a est di Kathmandu, subito dopo all'aeroporto di Kathmandu. All'interno del complesso si trova l’omonimo tempio che alcuni raccontano essere il più antico tempio indù del Nepal, risalente al V secolo. Per i non induisti l’accesso all'interno del tempio principale di Pashupatinath è vietato ma è possibile visitare tutta l’area che si sviluppa attorno al tempio, che è densa di cose interessanti da vivere e vedere. 

L’area è famosa tra i viaggiatori per via del fatto che qui si tengono le cerimonie funebri secondo il rito induista, per cui è possibile vedere le cremazioni rituali ogni giorno e a ogni ora sui ghat lungo il fiume.

Mentre sul lato opposto del fiume ci sono una miriade di piccoli stupa (chaitya) e templi dove spesso si riuniscono i Sadhu, i santoni induisti.

Ogni anno tra febbraio e marzo c'è un festival che celebra il Dio Shiva noto come Shivaratri. Le date cambiano ogni anno ma è uno spettacolo unico a cui partecipare.


Leggenda sul tempio di Pashupatinath

Come tutti i luoghi in Nepal, la storia e le leggende si mescolano insieme e ognuno racconta la sua versione.

La leggenda che hanno raccontato a me narra che Pashupatinath sia nata quando Lord Shiva si fermò nella zona e e si trasformò in un cervo. Viveva così bene qui che non volle più andarsene. Shiva qui divenne poi noto come Pashupatinath, la sua personificazione come Signore di tutti gli animali. La leggenda poi si modificò ulteriormente e si iniziò a dire che chiunque fosse venuto qui per adorare il Dio non sarebbe rinato come un animale nella sua prossima vita, una cosa molto importante per i credenti della reincarnazione. Oggi all'interno della sezione "proibita" del tempio c'è un grande Shiva lingam che rappresenta il luogo "esatto" in cui Shiva viveva un tempo. Questo è anche uno dei dodici Jyotirlinga di Shiva. Il resto di questi Jyotirlinga rappresentativi del corpo di Shiva si trovano in India. I pellegrini induisti ci tengono a visitare i vari Jyotirlinga, incluso questo a Kathmandu e di solito ci vengono durante Shivaratri, la festa che si tiene per celebrare il compleanno della divinità. Questo Shiva Lingam fa anche parte dei 275 Paadal Petra Sthalams o Holy Abodes of Shiva con sede in tamil che sono sparsi in tutto il continente asiatico.


Storia del tempio di Pashupatinath

Sebbene la data esatta della costruzione del tempio principale di Pashupatinath non sia nota, gli storici affermano che fu costruito nel V secolo intorno al 400 a.C. Ma la storia è alquanto confusa. Esiste un'iscrizione di Supuspa Deva, un re Lichchhavi datata 753 d.C., che rivendica al re la costruzione del tempio originale in legno. Tuttavia una leggenda afferma che il lingam era lì prima di questo periodo e il re Supuspa Deva vi costruì quindi successivamente un tempio di cinque piani. Si dice poi che un re di nome Shivadeva nel XII secolo abbia ricostruito di nuovo il tempio in legno. Poi nel XIII secolo il re Ananta Malla costruì il tetto durante il più grande periodo artistico del Nepal. Pochi sanno che il tempio originale di Pashupatinath fu distrutto dalle termiti e quello attuale fu ricostruito su di esso nel XVII secolo.


Il complesso di Pashupatinath 

Pashupatinath è un "complesso" templare e non un singolo tempio. E’ davvero grande e questo è uno dei motivi per cui le guide turistiche spesso non riescono a farvi esplorare l'intera area. Assicuratevi di pianificare per bene la vista in anticipo in modo da non vedere solo il tempio di Pashupatinath (da fuori perché dentro non si può entrare!) con i ghat e l'area della cremazione. Il complesso di Pashupatinath è aperto a tutti coloro che hanno acquistato un biglietto d'ingresso (1000NRP)

Qui di seguito in sunto le attrazioni da visitare: 

- I Ghat di Pashupatinath per uno sguardo alle cremazioni rituali. Ogni Ghat ha un significato diverso e io non li ho ancora imparati tutti

- L'Arya Ghat che è il luogo in cui vengono cremati i membri della famiglia reale 

- Uno sguardo al tempio di Pashupatinath dall'esterno guardandolo dai santuari votivi, i Pandra Shivalaya e dal Tempio di Ram oltre il fiume lungo le terrazze 

- Il Vatasala Mandir con un santuario dedicato a Bhairab 

- Ananta Narayan, una rara statua in terracotta 

- Andare a cercare uno dei misteriosi Sadhu che spesso si radunavano qui e che ora vivono nelle grotte oltre la casa dei moribondi. Alcuni di loro sono necrofagi e pensano che cibandosi dei resti delle ossa dei defunti loro possano assorbirne le doti.

Il complesso del tempio di Gorakhnath enorme area piena di santuari

il Tempio di Ram (Ram Mandir), un grande tempio dove molti Sadhu si radunano e si ritirano all’ombra dei portici

- Porta di Sati la porta della moglie di Shiva

- Superando la scalinata oltre i Pandra Shivalaya c'è una tranquilla area boschiva in cui e bello farsi una passeggiata, facendo però attenzione alle scimmie che rubano cibo, oggetti luccicanti, tipo i vostri occhiali da sole. Da qui attraversando la foresta a piedi si arriva a un ponte tibetano, l’uscita che a piedi vi porterà fino a Bouddanath, il borgo del grande Stupa bianco e giallo Buddhista

Il tempio di Guhyeshwari, è un altro tempio off-limits per i non indù dove si trova la Yoni di Sati. 


Il tempio di Pashupatinath che non possiamo vedere 

Le persone che non sono induiste non possono entrare nel tempio di Pashupatinath. Solo gli indù sono ammessi ma non possono fare fotografie. Nel tempio vero e proprio c'è una rigorosa sicurezza con metal detector e ci sono armadietti per mettere gli oggetti personali. 

Si entra attraverso un enorme cancello ad arco dove un grande Nandi in bronzo dorato si inginocchia davanti al tempio.

Il tempio di Pashupatinath si trova nel mezzo di un cortile ed è un tipico tempio nepalese in stile a Malla, quindi quadrato a pagoda su due livelli costruito su un singolo basamento. E’ alto circa 23 metri e mezzo. Ha quattro portali e ognuno riccamente decorato in oro e argento. I montanti del tetto in legno sotto il primo livello del tetto in ottone mostrano sculture in legno dei membri della famiglia di Shiva. Questi includono Parvati, Ganesh, Kumar, Hanuman, Ram, Sita e Lakshmi. All'interno della prima porta si trova il sancta sanctorum esterno che è uno stretto corridoio attorno al sancta sanctorum interno.


Il santuario interno di Pashupatinath e Shiva Lingam 

Il santuario interno ha un grande lingam di pietra di un metro posato su una Yoni d'argento che è circondata da un Naga (serpente). Il Lingam rappresenta le quattro facce di Shiva: Sadyojata o Barun, Vamdeva o Ardha nareshwor, Tatpurusha, Aghor e Ishana. Questi rappresentano anche la terra, l'acqua, l'aria, la luce e l'etere. Ciascuno dei volti ha piccole mani che mostrano le Rudraksha (lacrime di Shivas) su un lato e un Kamandalu (vaso per l’acqua) nell'altro. Questo Shiva Lingam è rivestito con un drappo dorato. Il rituale di versare il latte sul Lingam non viene eseguito continuamente ma solo durante una puja  particolare detta Abhisheka, tenuta dai quattro devoti sacerdoti di Pashupatinath. Il lingam è visibile solo dalle 5:00 alle 12:00del mattino.


I quattro sacerdoti di Pashupatinath 

Gli unici sacerdoti autorizzati a toccare lo Shiva Lingam a Pashupatinath sono quattro sacerdoti Bhatt o Bhatta che sono stati ordinati in India. Gli altri sono sacerdoti Bhandari che sono aiutanti e custodi a cui non è permesso toccare il lingam.


La sera al Complesso di Pashupatinath: la Aarti Puja

La maggior parte delle serate che si tengono ai Ghats di Pashupatinath includono canti rituali, illuminati da torce, e cerimonie a lume di candela con i famosi rituali del Fuoco, chiamati Aarty. Questo di solito avviene verso le 18:00. La biglietteria a quest’ora non è aperta ma ci sono i guardiani. È importante notare che si tratta di cerimonie religiose, per cui ci si può andare, ma col dovuto rispetto. La stragrande maggioranza del complesso sarà buia e chiusa. Ma i Ghats sono ben illuminati dal fuoco.

Il giorno più propizio in cui andare è il lunedì, il giorno in cui tutti adorano Shiva e il giorno in cui i sacerdoti del tempio performano una speciale aarati per placare il grande distruttore.

Al tramonto sulle rive del fiume di fronte al tempio, il Bhatta (sacerdote) inizia i preparativi per l'Aarati. Dall'altra parte del fiume, un altro sacerdote sta sistemando la legna e si sta preparando per officiare il rito della cremazione. 

Tutti coloro che sono qui vogliono abbandonarsi in un viaggio spirituale. Uno che ricorderanno per gli anni a venire.

C'è una atmosfera sempre densa e unica qui a Pashupatinath. Situato sulle rive del sacro Bagmati, il tempio è uno dei santuari indù più importanti del mondo. I devoti provenienti da tutto il mondo vengono a visitare il tempio che è stato anche dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. I fedeli dicono che il pellegrinaggio per venire qui esista da quando qui fu scoperto uno Shiva lingam

La Aarati è un evento a cui vale la pena di partecipare. Tre sacerdoti si allineano sotto i tempietti di Shiva sulla riva del Bagmati da dove possono avere una vista diretta del tempio di Pashupatinath. 

Ma che cos’è l’Aarti? L’ Aarati è un rituale di adorazione in cui viene offerta al Dio la luce del fuoco prodotto dagli stoppini imbevuti di burro chiarificato. La puja del fuoco è tenuta da tre sacerdoti che pregano in una sorta di danza sacra utilizzando lampade a olio, lanterne e altri elementi religiosi cantando mantra sacri.

L'Aarati inizia con l'adorazione con l'incenso che viene bruciato con olio vegetale e diversi tipi di legno. Mentre ciò sta accadendo, un gruppo di devoti inizia ad accendere tre grandi lampade illuminate con cinquantaquattro diyos (piccoli lumini a olio) che vengono innalzate in cielo in onore di Shiva. I sacerdoti prima suonano le Shankara (conchiglie devozionali) poi portano le luci quattro volte verso il basso e poi sette volte in alto con movimenti perfettamente coordinati disegnando dei cerchi in cielo.

L'Aarati di Pashupatinath viene fatta in adorazione del Tempio di Pashupatinath e del fiume sacro Bagmati che ha una grande importanza nella religione indù. Si crede infatti che fare un bagno santo su questo fiume lavi via i peccati

I bhajan, i canti devozionali vengono riprodotti dagli altoparlanti. Bhajan è un termine sanscrito dalla radice bhaj (prendere parte, condividere) legato al termine bhakti (devozione), e a bhagavan (Dio) e contemporaneamente, alcuni seguaci e santi iniziano una danza chiamata Tandava. Il Tandav è una danza celeste eseguita da Lord Shiva. Quindi, i fedeli la ballano durante l'Aarati rendendo omaggio a Shiva.

Ogni movimento durante la Aarti  sewgue un preciso rituale. I movimenti in basso simboleggiano l'adorazione dei piedi del Dio e quelli in alto sono per la sua testa. Ciascuno degli oggetti di culto viene ruotato nello stesso modo. 

L'obiettivo dell’ Aarati è mostrare il rispetto e la gratitudine verso Shiva, il santo fiume Bagmati e, infine, alla Dea Parvati,

La religione indù crede nella presenza di Dio in ogni anima vivente. Dà importanza al bene per tutti piuttosto che al bene per uno solo. Questo è rappresentato durante l'Aarati in cui si cantano preghiere per il bene dell'intera umanità. La fine dell'Aarati è invoca il benessere per ogni anima vivente e ringrazia Dio per la gentilezza da lui elargita.

mercoledì, aprile 27, 2022

Festival di Rato Machhendranath

In Nepal ci sono moltissimi festival interessanti da raccontare e vivere.
Ho pensato pian piano di segnalarvi quelli che secondo me sono i più spettacolari.

A Patan a giugno si concluderà il festival di Rato Machhendranath una delle feste più importanti e lunghe che si tiene a Patan e che è iniziata in questi giorni di maggio. Rato sta per rosso e Rato Machhendranath è la divinità che ha potere sulla pioggia ed è conosciuta anche come Karunamaya, il Dio della misericordia mentre i buddhisti lo indentificano con Lokeshwar. Il festival viene celebrato con la costruzione di un carro (rath in Nepali) con un grande palo in legno che viene trasportato di villaggio in villaggio durante il mese di festeggiamenti.
Machhendranath è ritenuto il responsabile dell’arrivo delle piogge e il festival si tiene infatti prima dell’arrivo della stagione monsonica. Secondo la leggenda ci fu una grossa siccità in Valle durante il regno di Narayan Dev di Bhadgaon (oggi conosciuta come Bhaktapur) che durò per 12 lunghi anni. Fu scoperto che la causa era Gorakhnath, discepolo di Machhendranath, che aveva imprigionato i tutti i Naga (divinità serpenti) che erano responsabili di portare la pioggia nella Valle. Seduto in cima al Mrigasthali, un colle da cui poteva controllare il movimento dei Naga, aveva impedito loro ogni possibilità di portare la pioggia. Sembrava che lui fosse infelice perché la gente non si curava di lui. Per questo aveva voluto punire gli uomini e allo stesso tempo aveva sperato che il suo amato Guru sarebbe venuto a riscattare la gente e gli avrebbe concesso udienza.
Così l’unico modo che c’era per far spostare Gorakhnath dal colle e liberare i naga era portare il suo Guru sopra la Valle. Dopo una lunga discussione fu deciso che il Re e due altre alte cariche andassero in Assam a prendere Rato Machhendranath dove risiedeva.
Il piano era di servirsi di mantra tantrici per trasformare Machhendranath in un ape e portarlo in valle dentro un anfora cerimoniale. Tutto fu perfetto e Bandhudutt, attraverso rituali tantrici e mantra, catturò il Dio nel vaso.
Così accadde che quando tutti erano sulla via del ritorno e si fermarono a Patan, Gorakhnath sentì dell’arrivo del suo Guru e scese dal colle. Non appena lasciò Mrigasthali per incontrare Machhendranath, i Naga scapparono e portarono la pioggia nella Valle di Kathmandu.
Machhendranath è anche conosciuto come Bungadeo o Bunga Dyo, e vicino a Patan fu costruita una città in suo onore e fu chiamata Bungamati. Storicamente Bungamati risale al 16° secolo. Molti anni dopo l’arrivo di Machhendranath a Bungamati fu costruito un tempio (il tempio rosso) in suo onore. Bungamati ha subito dei danni durante il terremoto del 2015, ma ci auguriamo che presto torni a splendere della sua originaria bellezza.
Due settimane prima che la processione inizi, Machhendranath viene portato fuori su un baldacchino. Viene portato a Lagankhel dove una moltitudine di persone aspetta di vedere la cerimonia rituale in cui l’idolo di Rato Machhendranath viene decorato. A Patan infatti viene eletta una famiglia che ha il compito di decorare e preparare la divinità per il suo lungo viaggio sul carro durante il festival. Loro conservano e ridipingono l’idolo in segretezza e sicurezza.
Vengono costruiti due carri uno per Machhendranath e l’altro per Minnath il suo Godson. La Kumari di Patan (la dea vivente bambina) viene portata al tempio di Minnath dove è conservata la divinità. La processione dei due carri inizia il quarto giorno dalla luna piena nel mese di Baishakh tra Aprile-Maggio (un po' complicato a seconda delle fasi lunari del calendario nepali). E’ ovviamente una festa affollatissima e seguitissima, accompagnata da bande di musicisti newari che suonano strumenti musicali tradizionali. Il carro è trainato a mano con delle corde e quindi percorre poca strada ogni giorno. Il primo giorno arriva a Gabahal.
Qui la Kumari giunge seduta sul suo trono benedicendo i devoti che accorrono per vederla fino a sera. Ovunque il carro si fermi la gente arriva a portare offerte, nella maggior parte dei casi portano del riso, affinché la divinità porti tanta pioggia per il bene della sua coltivazione. Il riso infatti non viene piantato fino a che non arriva la pioggia. Il festival viene anche celebrato con sacrifici animali e grandi bevute in compagnia. Il carro si sposta così da una località all’altra dando la possibilità a tutti i devoti di rendere omaggio alla divinità senza doversi spostare troppo lontano dalle proprie case.
A Lagankhel si celebra un rito un po’ particolare: una noce di cocco viene fatta cadere dalla cima dell’asta di legno del carro e la gente di sotto si accalca per prenderla. Chi riuscirà ad afferrarla verrà benedetto con l’arrivo di un figlio.
L’ultima tappa del viaggio del carro è Jawalakhel, e qui ci arriva dopo più di un mese dall’inizio del festival, dicono “quando il sole è nell’emisfero nord”. La fine del festival arriva quando il Bhoto (una veste tempestata di gioielli) viene mostrata alla folle di devoti. Le vesti sacre venivano di solito tenute in mano dal re e dalla regina che rendevano anch’essi omaggio alla divinità di Machhendranath. Questo evento è conosciuto come "Bhoto Jatra" (jatra=festival). La Kumari fa una seconda apparizione per essere anch’essa testimone del Bhoto Jatra. Il festival si è concluso e le divinità sono state riportate nei loro luoghi di ricovero: Machhendranath a Bungamati e Minnath a Patan. I carri vengono smontati e conservati per il prossimo anno. Ogni dodici anni questa festività viene celebrata con una grande fanfara e processione partendo proprio da Bungamati.

Foto di Skanda Gautam tratte da the Himalayan Times, Foto della Kumari di Patan di Hada Khesh

venerdì, aprile 22, 2022

Ranikot

Oggi è l’Eart Day e io vi voglio scrivere di Ranikot, un’area out of the beaten traks che merita una visita perché permette una full immersion nella natura a due passi da Kathmandù. 

Pur essendo alle porte della Valle che è tristemente nota per l’alto tasso di inquinamento e il caos, qui puoi immergerti nella natura e ti sentirai lontano da tutto, circondato dagli alberi e in un ambiente bucolico d’altri tempi. In cima, l’aria frizzante e il panorama ti ripagherà per la salita. Questa area collinare andrebbe davvero preservata e valorizzata.
Ranikot è una località che si trova a sud di Bhaktapur, sopra Pilot Baba Ashram (che vi ho descritto qui). Questa meta collinare offre una vista panoramica unica sulle tre capitali storiche della valle di Kathmandu: Kathmandu, Patan e Bhaktapur
Ranikot, sta emergendo come una delle destinazioni escursionistiche più popolari nella valle di Kathmandu per la gente locale e poco frequentata dai turisti occidentali. Inoltre, essendo ad un'altitudine di 2.782 m, dà indubbiamente una visione incredibile sulla catena dell’ Himalaya, nella zona del Lagtang e del Dorje Lakpa

L'escursione parte dal tempio di Suryabinayak di Bhaktapur e percorre lo stesso itinerario per raggiungere Pilot Baba Ashram per poi proseguire oltre. E’ una escursione di 4-5 ore che attraversa la giungla, ruscelli, piccoli villaggi e sentieri meno battuti.
Secondo una leggenda la gente del posto racconta che Ranikot fosse un antico forte costruito durante il periodo medievale dal re Prithvi Narayan Shah. Raccontano che i reali, venissero qui per rilassarsi. Purtroppo nulla è rimasto di questo forte di cui se ne racconta soltanto, senza avere nulla oramai di confermato che ne attesti l’esistenza passata, ma le bellezze che si racconta avessero attirato i reali sono ancora lì. Si dice che questa storia sia suffragata dalla presenza dei resti in mattoni di un edificio che si trova sul colle, ma non sono ancora stati investiti fondi per farne uno studio approfondito, e in tanto i resti si deteriorano sempre più col tempo, non dando risposte certe sulla fondatezza o meno della leggenda.
Insieme al fascino della natura e dei suoi panorami sulla valle e sulle grandi montagne, Ranikot è conosciuto tra i locali anche per Bagh Bhairab, che domina questo luogo con la sua importanza religiosa. Ogni anno, nel giorno della luna piena di Mangsir e Baishak, qui si tiene in festival (non avevo dubbi che festeggiassero anche qui, dato che in Nepal fanno feste praticamente ovunque. Una cosa strana è che non esiste fisicamente un tempio verio e proprio ma vi è solo una grande pietra che ha l’immagine di una tigre. Per cui i locali un po’ sommariamente chiamano questo posto tempio di Bagh Bhairab. In Nepali la tigre si chiama Bagh.

mercoledì, aprile 20, 2022

Pilot Baba Ashram

Come avrete capito io sono amante dei luoghi un po’ fuori dalle solite rotte, templi, view point dove va la gente del posto e dove trovo ancora un po’ di Nepal da scoprire

Vi avevo parlato infatti del tempio di Suryabinayak qui un luogo poco turistico frequentato dalla gente del posto

Ma intorno a Bhaktapur vi sono altri posti poco noti che vorrei raccontarvi, uno di questi è proprio Pilot Baba Ashram, che ha attratto un sacco la mia curiosità solo per il nome che ha.


All'estremo sud della città di Bhaktapur, in mezzo alla foresta, si può notare un edificio bianco simile a un tempio. Si tratta dell'ashram del pilota santone appunto il Pilot Baba Ashram. 

A Sud di Bhaktapur è uno dei posti migliori per fare meditazione e c’è tutto lo spazio possibile per potersi rilassare. 

Questa destinazione escursionistica è a soli 6 km dalla Durbar Square di Bhaktapur. E si può raggiungerla in circa 2 ore a piedi passando per il tempio di Suryabinayak camminando in una sentiero naturalistico immerso nella giungla rigogliosa con circa 600 metri di dislivello. Il tracciato è disseminato di ruscelli gorgoglianti, una serie di alberi e cespugli, ad esempio di rododendri e pini. Nel tragitto si vede la vita locale con i contadini impegnati a raccogliere foraggio e capre al pascolo.

Pilot Baba Ashram si trova sulla cima di una collina, da dove si vedono Bhaktapur e Kathmandu dall’alto in una bella vista panoramica. Ovviamente questo posto è raggiungibile anche in auto o in moto. 

Da qui, se siete camminatori potete anche proseguire per Ranikot a est, Ghyampe danda a ovest e Tarakeshwor Mahadev a sud. 

Ma perché questo nome?

Pilot Baba Ashram è davvero un nome strano. E’ il nome di un guru che lasciò il suo lavoro per ritrovare la serenità dopo aver vissuto la brutta esperienza della guerra e dei conflitti che affliggono il genere umano. Lui era un comandante dell’aviazione indiana, Kapil Singh. Si racconta che nel 1962 si trovasse lungo la NEFT, il confine dei Territori del Nord Est Indiano, (in Assam) quando perse il controllo della strumentazione del velivolo e i contatti con la base aerea, non avendo più idea di dove poter atterrare ne di dove stava andando. Fu così che in cabina di pilotaggio apparve il suo Guru, Hari Baba, che lo aiutò a salvarsi e a atterrare in un luogo sicuro. Questa apparizione gli cambiò la vita, e lui, dopo 10 anni di onorato servizio, all’età di 33 anni, lasciò l’esercito per ritirarsi a vita spirituale alla ricerca della vera pace interiore in Ashram in India e qui in Nepal.

I visitatori devono pagare l’ingresso all’Ashram (circa 10 NRP), soldi che servono alla manutenzione dell’area. Entrando vi è un tempio a Shikhara di due piani dedicato a Shiva, chiamato Somnath Temple, un’area dedicata alla meditazione, un santuario per gli Asceti e una scuola sanscrita dove si insegnano le dottrine vediche.

sabato, aprile 16, 2022

Vajrayogini Jatra a Sankhu

A poco più di 15 km da Kathmandu si trova Sankhu (conosciuta anche come Sakwa) un'antica città Newar, famosa per il suo ricco patrimonio culturale e per l'architettura e le sculture tradizionali. La cittadina ospita templi antichi come Vajrayogini e Mahadev. 
A Sankhu si trova anche una delle iscrizioni più antiche del paese, a forma di conchiglia, che risale al 538 d.C. Il tempio di Vajrayogini, che si ritiene abbia più di 300 anni, è un importante punto di riferimento molto importante per la gente di Sankhu. Ovviamente è legato a una leggenda che narra che il re Mandev fosse solito meditare a Gun Bihar (ora chiamata Sankhu).Nella leggenda di Manisaila Mahavadana, si dice che Vajrayogini abbia drenato l'acqua del lago dalla valle del Sankhu con il suo coltello ricurvo. Succesivamente apparve anche davanti al sacerdote del tempio Jogdev e ordinò al re Sankhadev di costruire la città di Sankhu a forma di conchiglia. L'iscrizione più antica a Sankhu che risale al 538 d.C. lo attesta. C'è anche un'altra leggenda che ovviamente racconta una storia diversa, attribuendo la costruzione del tempio Sankhu nel 1655 d.C. al re nepalese Prakash Malla.

Secondo un libro sacro, invece il sito del tempio era un tempo una roccia che sputava fuoco. Ciò era abbastanza significativo quando il resto del mondo era coperto di neve e in poco tempo emerse una fiamma di cinque colori, che divenne la dea vulcanica. La dea ordinò che fosse costruito un tempio alla vista della sua comparsa e da allora i sacerdoti hanno utilizzato le nove grotte circostanti per servire questo tempio. Il primo sacerdote a servire qui avrebbe ricevuto un'illuminazione da Vajrayogini, divinità considerata una delle più sagge e forti in grado di concedere questo dono. Nella zona è presente una fontana con una statua decorativa, che risale al IV secolo. Le attrazioni qui non sono solo i vari templi e tempietti del sito, ma anche le grotte interessanti che lo circondano, alcuni delle quali sono considerate più antiche del tempio stesso. Tra le grotte della zona c'è una doppia camera scolpita con finestra attribuita all'uso di Marpa Lotsawa. Mentre nelle vicinanze c'è una minuscola camera costruita in una piccola falesia che si dice sia il luogo in cui Milarepa si sia messo in eremitaggio.
Una lunghissima scalinata in pietra scolpita da l’accesso alla sommità della collina. L'intero sito è ricco di opere architettoniche Newari, dettagli in legno intagliato in metallo e manufatti antichi. Vi è anche un piccolo stupa che si dice sia antecedente al Buddha Shakyamuni.
Bajrayogini Jatra a Sankhu viene celebrato ogni anno nel mese di aprile (Chaitra/Baishak) per otto giorni in cui gli idoli degli dei dal tempio di Vajrayogini vengono portati giù dal tempio in giro per l'intera città. I sacerdoti accompagnano gli idoli delle divinità Mhasukhwamaju (dea dalla faccia gialla) e Chibadya (l'idolo a forma di chaitya/stupa - marito di Mhasukhwamaju) mentre due piccoli idoli dei loro figli Singli (leonessa) e Byangli (tigre) sono portati in piccoli carri dai bambini della comunità. Vajrayogini Jatra è molto famoso nella comunità Newar, ma poco conosciuto dai viaggiatori, molte persone di diverse località si riuniscono per osservare questo festival. Culturalmente, Sankhu è famoso per due feste: il Salinadi mela e il festival Vajrayogini.

sabato, gennaio 29, 2022

Suryabinayak temple

Sulla collina meridionale di Bhaktapur Nagara, c'è un tempio sacro chiamato Suryabinayak che è poco frequentato dai turisti e molto autentico e popolare tra i residenti della Valle di Kathmandu per due motivi:

Perché questo è uno dei quattro famosi templi Binayak dedicati a Ganesh della valle di Kathmandu con Ashoka Binayak, Jal Binayak, Rakta Binayak. E perché qui i  credono che i bambini inizino a imparare a parlare.


Il tempio è situato nel mezzo di una bella foresta e ci vuole solo mezz'ora a piedi per raggiungere il tempio dalla Durbar Square di Bhaktapur. 

Per entrare si deve salire una scalinata e da subito si possono notare templietti di diverse divinità fino ad arrivare all'ingresso vero e proprio del tempio. Nel cortile di questo tempio c’è un patio che offre una vista straordinaria della città di Bhaktapur, e già solo per questo vale una visita, inoltre si può sostare ad ammirare i riti dei fedeli che frequentano questo luogo sacro davvero autentico.

Nel tempio ci sono varie statue, Shivalinga, re Malla, Ganesh, Mushak (il suo veicolo, il topo) inoltre vi è anche una fonte dove ci si può lavare prima della Puja.


Riguardo alla denominazione del tempio, in hindi Surya significa il sole che è anche adorato come un divinità in Valle ed è opinione diffusa che il primo raggio di sole tocchi direttamente i piedi dell’effigie di Binayak o Ganesh a cui è dedicato il tempio. Ecco perché questo santuario di Ganesh si chiama Suryabinayak. Sta a significare la fusione del sole con Ganesh.

 

Il tempio fu costruito all'inizio del XVII secolo, durante il regno del re Bhupatindra Malla. Ma alcune fonti affermano che sia stato costruito dal re Vishnu Dev Barma, e altre addirittura lo datano a più di mille anni fa. 

Ovviamente, come quasi tutto in Nepal, c'è un'altra leggenda popolare legata alla creazione di questo posto. Secondo il sacerdote del tempio, questa collina nacque quando Hanuman, intento a trasferire le sue terre piene di erbe medicinali, perse un pezzo di collina che si trasformò in Surya Binayak.

Una cosa simile è raccontata nel Ramayana, e il fato vuole che davvero la collina di Suryabinayak sia piena di erbe medicinali.

Il tempio della Dea Madre

Nel complesso di Suryabinayak, c'è un altro tempio, pochi gradini sopra il santuario principale che è chiamato il tempio della dea madre. Secondo la gente del posto, è il tempio della madre di Lord Ganesh. Ecco perché è anche chiamato tempio di Shiva Parvati (i genitori di Lord Ganesh). I locali credono che questo tempio sia di buon auspicio ai bambini prima che imparino a parlare con una preghiera fatta dai devoti, e credono che i bambini inizino a parlare dopo queste benedizioni fatte al tempio, e dopo aver pianto.

mercoledì, gennaio 26, 2022

Seto Machhendranath bath, il bagno sacro: Janabaha Dyo bath

Seto Machindranath, noto anche come Janabaha Dyo, Avalokiteśvara, Karunamaya, Guanyin è una divinità adorata sia dagli indù che dai buddhisti a Kathmandu, divinità che ha due ricorrenze ogni anno una delle quali, il suo bagno rituale, è anche la meno nota ai viaggiatori.

Questo rito si è tenuto a metà gennaio presso il tempio della divinità. 


Il tempio di Seto Machindranath si trova a Jana Bahal (noto anche come Machhindra Bahal) a Kel tole tra Ason e Indra Chowk nel centro di Kathmandu, e si crede che il tempio sia stato fondato intorno al decimo secolo. 

Ogni anno nel mese di Poush la divinità viene lavata e ridipinta con un rituale che simboleggia i cambiamenti che si verificano nel corso della vita. La cerimonia si tiene l'8° giorno di luna crescente di Pohelā (पोहेला), il terzo mese del calendario lunare secondo il calendario nepalese (in gennaio nel nostro calendario).


Tutto ciò è legato a una leggenda.

Al tempo del regno del re Yakshya Malla, in un luogo chiamato Kantipuri, si racconta che le persone facessero il bagno nel fiume sacro e visitassero Swayambhunath, per meritarsi il paradiso dopo la morte. Quando Yamraj (il Dio della Morte) venne a conoscenza del potere di Swayambhunath, visitò il tempio sacro. Ma durante il suo ritorno dal tempio fu catturato dal re Yakshya Malla e dal suo guru tantrico che gli chiesero il dono dell'immortalità altrimenti non lo avrebbero più lasciato libero. 

Yamraj pregò Arya Awalokiteshwor (Seto Machindranath) di liberarlo. 

Il Dio ascoltò la sua preghiera e apparve immediatamente dall'acqua. La divinità era di colore bianco (Seto in nepalese) con gli occhi semichiusi e ordinò al re di liberare Yamraj e costruire un tempio dove Kalmati e Bagmati si incontrassero e di organizzare una processione di carri in modo che lui potesse visitare le persone e benedirle con felicità e lunga vita. Da qui nacque la festa di Seto Machhendranath nota come Jana Baha Dyah Jatra che si tiene nel mese di Chaitra (tra marzo e Aprile), la festa più famosa di cui vi racconterò nei giorni in cui sarà celebrata, e nacque anche il rituale del bagno e della pittura della divinità, la festa meno nota, che è appena stata celebrata a Kathmandu.

 

In questo caso, la divinità viene portata nella corte del tempio. Tutti gli ornamenti e gli abiti gli vengono tolti. Quindi la divinità viene lavata con acqua fredda e calda, latte, burro chiarificato e miele.

Tutti i rituali sono svolti dai sacerdoti del tempio e il bello di questo evento è la presenza della dea vivente Kumari che partecipa al rituale, dando la sua benedizione

Questa ricorrenza viene celebrata fino alla luna piena.

Il festival dura circa una settimana, in cui si svolgono vari rituali che ricordano i cambiamenti che si devono affrontare nella vita.

Centinaia di persone insieme alla Kumari si radunano all'interno del Kanak Chaitya Mahavihar, il tempio di Seto Machhendranath per il rito. 

Dopo che la dea Kumari ha raggiunto il tempio, il sacerdote principale porta Seto Machhendranath fuori dalla sede in cui sta deposto nel tempio e lo sistema sulla piattaforma preparata per il rito che sta nel cortile.

Le due piccole statue di Tara Verde e Tara Bianca, che si dice siano nate da due lacrime del Dio, vengono poste ai lati della divinità. Si dice che Tara Verde e Tara Bianca siano le figlie di Seto Machhindranath.

Hanno quindi inizio le benedizioni e i sacerdoti iniziano a spogliare Seto Machhindranath dai suoi abiti per il rituale del bagno.

Dopo che i vestiti sono stati tolti, due sacerdoti che stazionano su entrambi i lati delle divinità, prendono in mano un recipiente di terracotta ciascuno, entrambi pieni di acqua. 

L'acqua, mescolata con latte e burro chiarificato, viene versata sulle divinità mentre alcuni musicisti suonano strumenti tradizionali come Nya baja e Dhime baja

Il rito viene ripetuto tre volte. La quarta volta, viene invece versata l'acqua calda

Una volta terminato il rituale, i sacerdoti avvolgono tutte le divinità in abiti e le portano all'interno del tempio principale e la Kumari viene portata col suo palanchino sacro tra la folla esultante. 


La mattina dopo il rituale del bagno le divinità vengono portate fuori alla luce del sole. Il sacerdote dipinge gli idoli di Seto Machhindranath e White Tara col bianco mentre la Green Tara viene ovviamente dipinta di verde. Fino alla luna piena, i sacerdoti continueranno a dipingere gli idoli e ad aggiungere dettagli su di essi. Questa è l'unica volta che le due divinità più piccole vengono mostrate al pubblico.


L'ultimo giorno, gli dipingono gli occhi e li coprono con kagaj nepalese (carta). Decorano anche i loro piedi con alah (colore rosso)

Prima di portare le divinità all'interno del tempio, i sacerdoti eseguono anche una serie di altri rituali. 

Alla fine la divinità vengono reintegrate nelle loro posizioni originali all'interno del tempio

domenica, gennaio 23, 2022

Makar Mela

A Panauti antico borgo newari poco lontano da Bhaktapur e noto per uno dei più belli complessi templari dedicato a Shiva, è iniziata la celebrazione della Makar mela, un festival che cade solo una volta ogni 12 anni, e che risale a 1000 anni fa. Il festival inizia quando il sole entra nel Makar Rashi nel giorno di Makar Sankranti, il giorno prescelto secondo l'astrologia vedica in base al calendario nepalese

I pellegrini provenienti da tutto il paese e anche dall'India partecipano a questa ricorrenza coprendo la cittadina di colori. La mitologia di questo festival ruota attorno alla storia di Indra che si sbarazza dei suoi peccati. Si ritiene che durante questa Mela, facendo le abluzioni nel fiume sacro a Triveni Ghat, dove si icrociano tre fiumi sacri, e qui a Panauti c'è l'incrocio di tre fiumi, il Rudrawati, il Lilawati e il Padhmawati), la persona sarà sollevata da tutti i peccati terreni e riceverà la salvezza.
Il borgo di Panauti è anche conosciuto come la città dei Naga e durante i pellegrinaggi in occasione della mela, i fedeli venerano Basuki Naag, il serpente che sta attorno al collo di Shiva.

mercoledì, dicembre 22, 2021

Thecho Jatra

In questi giorni a Thecho si è tenuto il Thecho Jatra, un festival dedicato agli dei e alle dee del potere

A Thecho la maggiorparte dei festival che vengono osservati sono Newari, ad esempio lo Yomari Puni è considerato uno dei festival principali. 

La festa si celebra per 4 giorni a partire dalla luna piena di dicembre. Durante il festival, Bramhayani, Balkumari, Bhairav ​​e Navadurga sono stati trasportati in giro per la città su un carro.

 

Thecho Jatra inizia prorio subito dopo la notte di Yomari Punhi e quest'anno si è concluso oggi insieme a Bhirav Jatra, chiamato anche Shina o Sindoor Jatra, in quanto vengono lanciate le polveri arancioni proprio come accade a Thimi dopo il capodanno nepalese. Questo festival è molto partecipato dai nativi Newari in valle.

Il dyo pukhu dietro il Bramhayani temple viene riempito con l’acqua di Lele e i carri che trasporteranno le divinità vengono puliti. Successivamente, il carro di Bramhayani e Balkumari vengono decorati, le statue delle divinità sono adornate con preziose collane e ghirlande. I carri vengono poi trasportati dai giovani devoti nei luoghi sacri di Techo. Viene poi acceso il fuoco in diversi punti in modo che i devoti possano riscaldarsi.

Il giorno successivo di prima mattina, i devoti vengono a pregare le divinità per il bene della comunità. Vengono performati diversi giochi di strada come Langarburja e altri spettacoli. Intorno a mezzogiorno, i devoti dei diversi Guthi di Thecho si riuniscono e festeggiano all'interno del perimetro del Pingal dhya. Dopo aver terminato la festa, i giovani devoti iniziano i preparativi e il carro di Balkumari viene trasportato fermandosi in diversi punti dove vengono offerti sacrifici alle divinità che si crede daranno benessere e potere. 

Il carro di Bramhayeni viene infine sistemato a Lower lachhi e la comunità si prepara per la Navadurga nach, la danza rituale.

La danza di Navadurga viene eseguita a Lower lachhi il giorno successivo con diversi rituali. Si tratta di  una danza leggendaria tradizionale dedicata a Nawadurga bhawani di Thecho che viene eseguita ogni anno durante il periodo Vijaya Dashami e di questo Jatra che segue Yomari Punhi. Per chi ha voglia di venire qui a vedere una festa fuori dalle rotte turistiche potrà partecipare insieme alla gente del posto e guardare le danze eseguite dai fedeli travestiti da divinità, proprio come si faceva secoli fa in epoca Malla. 

Oggi è stato l’ultimo giorno, il giorno di Bhairav ​​Jatra noto anche come Sinha o Sindoor Jatra in onore di Bhairav, il Dio più temibile degli indù. La temibile maschera della divinità che viene conservata al lachhi superiore viene portata a Bhaila Dhya (tempio di Bhairav) accompagnata dalla musica dei Basuri, Dhime, che sono gli strumenti musicali più usati dalla comunità Newari. La gente indossa i costumi tradizionali e si lancia addosso il sindoor, la polvere arancione. Il carro viene portato sulla strada per il tempio di Bhairav, accompagnato da rituali e dalla musica dei Newari Baja mentre la gente lancia il Sindur al suo passaggio. Il Thecho Jatra si chiude con la cerimonia di passaggio tra coloro che hanno custodito il potere delle divinità ad altri che se ne faranno carico fino all’anno successivo, prendendosi cura delle divinità stesse e della tradizione fino al prossimo Thecho Jatra.


Qualche info in più su Techo

Thecho si trova a circa 6 km a sud della città di Patan nel distretto di Lalitpur,  sotto il comune di Godawari. Per arrivarci va presa la strada secondaria vicino al segmento Satdobato della Ring Road. Questa strada porta a Lele ed è indicata come Satdobato-Tika Bhairab Road ed è anche chiamata "Laxmi Prasad Highway" (va verso Hetauda)

Si crede che il nome iniziale di Thecho fosse Dharmatharipur. Ma l’insediamento chiamato "Dyecha" esisteva inizialmente sulle terre basse vicino al fiume. Quando una frana colpì il villaggio, gli abitanti si spostarono nelle terre alte, e furono quindi indicati come Chhen Choy (in Newari – chhen: casa e choy: su). Le parole chhen choy sono state col tempo modificate in Thecho.


Thecho un tempo era popolare per la cagliata di latte detta Khuwa, ma oggi la principale produzione di Thecho è l'olio di senape.


I templi principali sono

Tempio di Balkumari a Lachi Tole che si dice che sia stato costruito nel 1793 d.C.

Tempio Bramhayeni che è il tempio principale di Thecho e che ha la particolarità di avere degli utensili inchiodati alle sue pareti. Gli utensili sono stati inchiodati dalle famiglie in nome dell'anima dei loro membri defunti. Una sorta di ex voto.


Techo ha inoltre dei piccoli stagni che in passato fungevano da fonte d'acqua. 

Puku तःधँ पुखू, Kha: Cha Pukhu खाःचा पुख, Manda Pukhu मन् दः पुखू, Chew Pukhu च्वय् पुखू, Hyangu Nya:, Pukhu ह्याउँ न्याँ पुखू, Kwe Pukhu क्वय् पुखू, Tadha Dyo Puhkhu द्यो पुखू

martedì, dicembre 21, 2021

Kankeshwari Temple e Dharti Mata a Kathmandu

Kankeshwari è un tempio misterioso che a Kathmandu pochi turisti conoscono

L'intero complesso Kankeswari è un vero tesoro nascosto di santuari, chaitya e staue uniche nel loro genere.

E’ facile da raggiungere perché è abbastanza vicino alla Durbar Square di Kathmandu. 

Ed è prezioso perché solo la gente del posto attraversa la zona.

Kankeshwari non è mai stato descritto in nessuna guida turistioca forse perché è accanto al Bagmathi in un punto non proprio bello o forse è perché nessuno ne sa un granché. Ma per gli samanti dei turismo out of the beaten trak è davvero un must.

Nel terremoto del 2015 ha subito qualche danno interno e due pilastri all'esterno sono crollati. Ma nel 2020 il tempio è stato totalmente ristrutturato. Per cui se cercate qualcosa di speciale che solo la gente del posto visita, allora vale la pena farci un giro.

 

Dall’ l'ingresso principale si scendono alcuni gradini di pietra e entrando si si ha accesso ai cortili con delle statue e dei chaitya che non ti saresti mai aspettato di vedere

Il complesso è abbastanza grande e il tempio di Kankeshwari ha delle belle pietre tantriche che rappresentano Chamunda, una temibile incarnazione di Devi una delle sette dee madri. 

Qui sta l’importanza per i locali di questo luogo. L'ottavo giorno del festival di Dashain infatti i fedeli visitano il tempio per celebrare Kankeshwari (Chamunda/Devi), e pochi lo sanno.

Il tempio risale al 1644 d.C., ed è architettonicamente simile agli altri in Valle. È interessante notare che una delle prime statue del cortile di Kankeshwari è quella di Manjushri, colei che secondo la leggenda, creò la valle di Kathmandu tagliando con la sua spada della conoscenza la collina di Chobar e prosciugando il lago che c’era nella valle. Poi c'è una rara statua del dio arciere Ram che insieme a Sita e Hanuman, è il personaggio di una favola di salvataggio e devozione molto popolare raccontata in tutta la valle di Kathmandu, conosciuta come Ramayana. Sì ok, lo conosciamo tutti il Ramayana vero?

 

Ma la cosa più interessante da vedere in questo complesso templare è la statua di Dhartimata che i più sanno essere solo a Kritipur vicino al Bala Bhairab Temple. Invece no, anche Kathmandu ha la sua Dhartimata


Ma di cosa si tratta?


Dhartimata o Dharti Mata è una dea madre indù, colei che sostiene la terra. 

A Kirtipur, dove è molto venerata, ma anche qui, viene spesso associata come la consorte di Thakur Dev (un dio della terra del villaggio e dei dintorni) e la cosa splendida è che la statua di Dhartimata è rappresentata mentre sta dando alla luce un bambino con le mani premute insieme sopra la testa nella posizione di Namaste.


Le donne incinte la pregheranno spesso per un parto sicuro e per far sì che il bambino sia sano. Si dice che addirittura che in passato molte donne abbiano persino partorito sopra la statua dato che è una statua di pietra piatta. 

Se verrete qui al sabato mattina troverete una fila di donne incinte o addirittura donne che desiderano rimanere incinte che fanno la fila per avere una benedizione dalla divinità attraverso la sua statua.


Kankeshwari ha anche due aree di cremazione.


Dall'altro lato, fiancheggiato da chaitya, c'è un santuario dedicato a Durga che ospita un enorme albero sopra di esso. Ci sono altre due rare statue nascoste negli angoli opposti. Un pilastro colorato con diverse divinità induiste e una statua unica nel suo genere di un fedele che versa il latte su uno Shiva Lingam. Questo complesso templare è davvero un gioiello sconosciuto a Kathmandu. 

Anni fa era in programma di istituzionalizzare un Heritage Walk che includesse questo complesso templare insieme ad altri Patrimonio Unesco, ma poi la cosa è stata accantonata

 

Alcuni hanno incluso questa visita andando a piedi da Kathmandu verso Swayambunath, ma è meglio includerla se fate un percorso attraverso l’area Newar di Maru Tole che è meno trafficata e più tranquilla e vale la pena di essere visitata in quanto fuori dalle solite rotte turistiche e autentica.

martedì, dicembre 14, 2021

Yomari Punhi

Lo Yomari Punhi è una festa Newari che si tiene tra novembre e dicembre e che segna la fine della stagione della raccolta del riso e in cui viene adorata Annapurna, come madre terra dea protettrice dei raccolti, conosciuta anche come Angsa Maru Ajima ad Asan a Kathmandu.

Vari templi dedicati alla dea Annapurna in tutta la valle, vengono visitati dai devoti che offrono preghiere e ringraziano portando in dono il frutto del primo raccolto sotto forma di "Yomari".

Quest'anno la festa cade il 19 dicembre

Solitamente si tiene un grande evento a Dhaneshwor Mahadev a Banepa.


Yomari Punhi prende il nome da Yomari, un tipico dolce cotto a vapore fatto con pasta di farina di riso farcito con una miscela di sesamo e melassa, che viene offerto nel Dhukoo (la stanza che serve anche come magazzino per il raccolto) e mangiato in questo giorno. Si ritiene che lo yomari cotto a vapore riscaldi il corpo e rinvigorisca

 

Ma il significato letterale di Yomari denota il sesso maschile e femminile. Uno Yomari è fatto di pasta a cui viene data la forma di un pesce e di un triangolo. Lo Yomari a forma di pesce chiamato Bioyo, rappresenta il padre ed è indicativo dell'organo sessuale maschile mentre lo Yomari a forma di triangolo chiamato Miyo rappresenta la Madre e indica l'organo riproduttivo femminile. Ogni Jatra, Lingo, festival e rituale della comunità Newari spesso è volto ad indicare questo tipo di equità di genere e la necessità del maschio e della femmina entrambi uniti per la continuazione della società.

 

Dobbiamo sapere che ogni ingrediente ha un suo significato. Si crede che lo Yomari ripieno di carne sia in favore di Ganesh, le lenticchie nere Kuber e lo yomari ripieno di chaku è considerato Mahamaya.

 

La sera i bambini vanno porta a porta per chiedere yomari mentre cantano una canzone Newari tipica per questa ricorrenza.

 

Il festival di Yomari viene celebrato nelle principali cittadine di etnia Newari. Le donne Newari indossavano Haku Patasi e preparavano yomari. Le persone possono partecipare al festival e mangiare yomari insieme ai locali, questo è anche il bello delle feste Newari.

@nepalfood su instagram ne ha una bella descrizione, e ve la traduco qui:

Lo yomari è una delle prelibatezze newari che normalmente si mangia in inverno e si inizia a preparare quando comindia a fare freddo e c'è il cambio di stagione, quando la temperatura inizia a scendere e le giornate si accorciano.
Yomari in lingua Newari significa pane che ti piace o ami mangiare, "Yo" deriva dalla parola "Yau" che significa piaciuto o amato, e "Mari" significa pane quindi è un pane delizioso o amato
Mentre "Punhi" significa luna piena. Lo Yomari Punhi viene quindi normalmente celebrato nella di luna piena a inizio inverno. Si ritiene che più lunga sia la coda dello "Yomari" (che è fatto a forma di pesciolino), più breve sia la durata dell'inverno
Durante lo Yomari purnima le persone adorano anche la dea Annapurna. Annapurna è la dea dei cereali e del raccolto. È il momento in cui gli agricoltori terminano la mietitura del riso e si riposano dopo il lungo lavoro 🙏



lunedì, dicembre 13, 2021

la storia del primo hotel in quota del mondo

Questo non è di certo il posto dove pernotto quando vado a far trekking in Khumbu, prediligo le guest house a conduzione familiare, dove posso stare in cucina con le sherpani a fare i momo in compagnia o a giocare a carte con le guide e i ragazzio del posto, ma la sua costruzione, la cui storia mi ha letteralmente fatto accapponare la pelle, va citata perché ha cambiato il modo di andare in Himalaya aprendo, che ci piaccia o no, quest’area al turismo vero e proprio, e trovando un modo più accessibile di far vivere questa parte di mondo così remota e inospitale a qualsiasi persona volesse venirci, ovviamente pagando. Successivamente alla sua costruzione sono spuntate guest houses e sono nati molti hotel per tutte le tasche che permettono di alloggiare con un minimo di comfort nella Valle del monte più alto del mondo. Sono nati ovviamente anche veri e propri hotel di lusso e ora molti tour operator si sono cimentati in quello che definiscono Everest Luxury trek. Tutto ciò è opinabile, vero, sta di fatto che questo hotel ha cambiato la storia del trekking in Himalaya.

Era la primavera del 1968 quando Takashi Miyahara posò gli occhi sulla magnifica catena dell'Everest da una cresta a Syangboche. Quello che vide di fronte a lui era assolutamente mozzafiato. La scena catturò il suo cuore e da quel momento osò sognare che un giorno avrebbe costruito un hotel meraviglioso in quello stesso luogo.

Ancora oggi, costruire un hotel a 3880 m non è un compito da poco. Costruirne uno negli anni '60 è stato estremamente impegnativo. 

Syangbohe si trova su un colle sopra Namche Bazaar, che sta a due giorni di cammino da Lukla, villaggio dove ora si arriva in volo da Kathmandu in circa 40 minuti e da cui si parte per il famoso trekking al Campo Base dell'Everest.

Senza le strade, la costruzione dell'Hotel Everest View si è basata totalmente su un elicottero e sui portatori che trasportavano quanto necessari in un viaggio di due settimane da Lamusangu (80 km da Kathmandu). I materiali come le porte scorrevoli in vetro utilizzate nelle camere, il vetro per il solarium, le coperte e le posate sono stati tutti importati dal Giappone, spediti in un porto di Calcutta e poi trasportati in Nepal.

E' stata una impresa titanica per l'epoca.

La costruzione dell'hotel è stata fatta con l'aiuto degli Sherpa, la popolazione che abita la Valle dell’Everest. Il progetto ha richiesto diversi anni per essere completato a causa delle difficili condizioni. L'hotel è stato progettato dall'architetto giapponese Yoshinobu Kumagaya. Tutt’ora, l'hotel riceve elogi per il design semplice che convive con l'ambiente circostante. Miyahara e il duro lavoro e la determinazione del suo team alla fine hanno dato i loro frutti quando l'Hotel Everest View ha aperto le sue porte ai visitatori nell'agosto 1971. Sono passati 50 anni!

Il sogno di Miyahara era stato realizzato, ora i turisti da tutto il mondo potevano venire e godere di una vista a 360 gradi sull’Himalaya e vedere il Monte Everest da ogni stanza in tutta comodità. È e resta uno degli hotel con la posizione panoramica più suggestiva di tutta la valle.