lunedì, luglio 18, 2022

Sawane Sakranti

Sawane Sakranti è una ricorrenza speciale che segna l’inizio del mese di Sharwan in cui si prega Madre Natura per la prosperità e il Dio Shiva

Dopo il असारको १५ (Asar ko 15 - दहि चिउरा खाने दिन) il giorno in cui la gente ha seminato i semi di riso, iniziandone così la coltivazione con l'inizio del monsone, la gente ha atteso che attecchisse. Nel primo giorno del mese di Sharwan, le piantine sono ben cresciute e sono al sicuro, quindi le persone (soprattutto in collina) celebrano Madre Natura e le chiedono di donare felicità e prosperità.

La sera la gente di collina fa una processione, portando una torcia con un'erba medicinale locale per allontanare animali e parassiti, e recitando delle preghiere per far sì che le difficoltà finiscano e che la prosperità inizi.

L'aroma e il fumo degli incensi e delle erbe officinali dovrebbero uccidere i parassiti e i le preghiere cantate ad alta voce dovrebbero spaventare gli animali più grandi in modo che non vengano a distruggere i raccolti appena piantati. 

Questo giorno segna anche l’inizio del mese in cui Shiva è celebrato in modo speciale.

Il Sole oggi entra nel segno del Cancro lasciando i Gemelli. Il solstizio del Cancro è anche chiamato solstizio di Shrawan o solstizio di Saune. Il mese di Shravan è il mese più sacro per i seguaci della religione vedica Sanatana e ogni lunedì di questo mese ha un significato speciale ed esclusivo. 

L'interpretazione mitologica del mese di Shravan afferma che in questo mese è avvenuto il “rigurgito oceanico di Samundra Mantha" per cui è stato rilasciato in natura il veleno di Halahal. Si dice che Lord Shiva andò sull'Himalaya dopo aver assunto tutto questo veleno, per salvare il mondo. Andò a dormire nel Gosaikunda lake, in Nepal, per purificarsi e neutralizzare il veleno. Per questo i devoti oltre a recarsi nei templi di Shiva vicini, fanno dei pellegrinaggi ai laghi sacri alla divinità.

E' il mese in cui anche si pensa ci si possa purificare la pelle provata dal lavoro nei campi nel fango, proprio con i bagni nelle caque sacre, che dovrebbero prevenire le malattie e curare la cute.

Il mese di Shravan è anche chiamato Pavas Ritu perché piove molto. Ci sono molti festival importanti come Haritalika Teej, Rakshabandhan, Nagpanchami. 

Shrawaan, è il mese di Lord Shiva, motivo per cui ogni lunedì di questo mese, le donne Sanatana digiunano e adorano Shiva per essere buone spose. I devoti offrono patram pushpam e falam-toyam agli Shiva linga in questo mese.

Le donne indossano abiti e braccialetti verdi per dimostrare che sono vicine alla natura e che celebrano la ferilità. Il verde è il colore della prosperità. In questo mese i devoti vanno a pregare nei vari templi dedicati a Shiva e partecipano con devozione alla Aarti serale a Pashupatinath a lui dedicata.




giovedì, giugno 30, 2022

il Nyatapola

Il tempio del Nyatapola è una pagoda a cinque piani situata al centro di Taumadi Tole nell'antica città di Bhaktapur. 

Fu costruito dal Re Bhupatindra Malla in meno di cinque mesi tra il 1701 e il 1702, e secondo il calendario nepalese nel 822.

Il Nyatapola è indubbiamente uno dei templi più belli dell’antica città dei devoti, ed è il più alto del Nepal, con i suoi più di trenta metri infatti svetta sul panorama della città.

Per arrivare al primo piano si affronta una ripida e imponente scalinata. 

Ogni scalino è decorato con possenti statue di divinità protettrici e il tempio ha quattro statue di Ganesh a ogni angolo. E’ dedicato a Siddhi Laxmi, la dea della prosperità, una delle incarnazioni della terribile Durga, e la sua immagine chiusa all’interno della pagoda è visibile solo ai bramini. Viene quindi particolarmente venerato durante la Laxmi Puja che avviene nel festival di Tihar

Nyatapola in newari significa “tempio dii cinque piani”. 

Una leggenda racconta dei giorni in cui nel 1702 Bhairab aveva portato disordini e distruzione in città (il tempio a lui dedicato sta tutt’ora in Taumadi Tole). Per contrastare i suoi effetti distruttivi, il Re Bhupatendra Malla decise di far costruire un tempio più potente e più grande proprio davanti al suo e per rendere il nuovo edificio ancora più forte ordinò che delle divinità protettrici fossero poste alla base degli scalini del nuovo tempio come guardiani e guerrieri. Sul primo livello furono poste due statue copia dell’uomo più forte di Bhaktapur, Jaya Mal Pata, un famoso lottatore. Sul secondo piano furono posti due elefanti seguiti da due leoni, poi due grifoni,“Baghini” e “Singhini”, le divinità tigre e leone. Dopo che il potere di Bhairab venne sconfitto con la forza di questo tempio, la pace regnò finalmente in Valle.

Il tempio è stato costruito così bene che ha resistito al terribile terremoto del 1934 e anche a quello devastante del 2015.

In un manoscritto è riportata la crono storia della costruzione del tempio. Si narra che fu costruito in 88 giorni. Gli scavi per le fondamenta durarono appena una settimana, poi iniziò la costruzione delle sei colonne portanti che durò 31 giorni e subito dopo si iniziò a tirar su la struttura vera e propria del palazzo per cui passarono 34 giorni. A questo punto furono costruiti i tetti della pagoda. In sessanta giorni anche i cinque tetti furono completati. Poi si aspettò il giorno propizio per erigere la statua della divinità all’interno della pagoda e per porre il pinnacolo sull’ultimo tetto. Il tutto avvenne dopo 28 giorni, tempo in cui fu anche fatto il fire-sacrifice di buono auspicio (Siddhagni Kotyahuti Yajna). Il manoscritto Siddhagni Kotyahuti Devala Pratistha stilato in Newari è conservato al National Archives of Nepal ed è costituito da 264 pagine.

Curiosità

Ogni anno, nel giorno di Asar Shukla Pratipada, alla fine del nostro mese di giugno, si tiene una cerimonia in cui alcuni appartenenti alla casta Arwal di Tuchimala, salgono sul tetto del tempio per sostituire la bandiera bianca con la luna rossa con una nuova, per celebrare l'anniversario della costruzione del tempio secondo il calendario nepalese. Nel 2022 questo giorno è caduto il 30 giugno. Buon 320* compleanno, Nyatapola!

lunedì, giugno 20, 2022

Resham Firirì, la canzone più famosa del Nepal

Se siete stati in Nepal di sicuro conoscete le note e il ritornello di questa canzone

Resham Firirì

Resham Firirì, solitamente è la prima canzone che si sente quando si arriva nel paese sul tetto del mondo, e dopo qualche giorno ci si ritrova a canticchiarne il ritornello cercando di ripeterne il testo in nepalese.

Canzone che nasce in area Annapurna, nei villaggi della regione di Pokhara che a fine anni 60 inizio 70 viene riarrangiata da Buddhi Pariyar e trasmessa da Radio Nepal diventando una delle più famose trekking song del paese. Questa canzone è una istantanea sulla vita quotidiana dei popoli nepalesi che abitano le colline del pre himalaya, è un inno al loro stile di vita e ai loro valori culturali. La canzone parla anche dell'amore e lo descrive insieme all'enorme bellezza naturale dell'Himalaya. 

Qui il testo in lingua nepalese scritto con il nostro alfabeto:

Le parole di questa canzone sono state raccolte e riscritte da Buddhi Pariyar mentre stava camminando verso la casa di una amica che viveva in un luogo remoto raggiungibile solo con un tortuoso sentiero di montagna. Si dice che lui sentì il ronzio di un insetto passargli accanto, era un insetto della seta e la seta in nepalese si dice Resham. Buddhi Immaginò che se avesse potuto volare come quell’insetto, avrebbe potuto raggiungere la sua destinazione senza difficoltà e molto velocemente.

Ora proverò a tradurvi riga per riga.

Ogni riga ha un significato unico e potrebbe non integrarsi bene con il significato del verso successivo. Questo succedeva anche nelle nostre vecchie canzoni, in cui il testo andava integrato con il ritmo. Fondamentalmente Resham Firiri è una canzone d'amore. Parla di sentimenti.

Inoltre nella traduzione dal nepalese all’inglese le parole perdono il loro significato figurato e originale, ma più o meno il significato del titolo della canzone e dei primi versi potrebbe essere spiegato in questo modo.

Resham Firiri

Se appendi alla corda per stendere i panni, l’estremità di un fazzoletto mentre soffia il vento, Il flusso composto dal fazzoletto con la corrente d'aria nel linguaggio locale è chiamato Firiri, Quindi Resham Firiri è il fluttuare della seta al vento che vola via veloce come il piccolo insetto visto da Buddhi

Udera JaunKi Dhanda Ma Bhanjyang

Udera – Volando

Jau – Vai

Ki – Oppure

Dada – Collina

Ma - In

Bhanjyang - Passo di montagna, si riferisce anche a un terreno pianeggiante in cima a una collina, quindi ad un altipiano

Quindi lui deve raggiungere lei. Sono innamorati l'uno dell'altro. Non importa dove siano. Lui volerebbe da lei veloce fino in cima alla collina, come il fluttuare dei fili di seta al vento.

Come se potessero fare tutto perché tutto è possibile in amore e in guerra, no?

Kukura Lai Kuti Ma Kuti Biralo Lai Suri

Timro Hamro Maya Priti Dobato Ma Kuri

Kukur – Cane

Lai – Per

Kuti Ma Kuti – Letteralmente, quando le persone vedono un cane giocoso dicono Kuti Kuti. (Kuti non ha una traduzione è un po’ come nella filastrocca della vecchia fattoria quando si chiamano gli animali col verso che fanno)

Biralo – Cat

Suri – Simile a Kuti Ma Kuti per il cane, in Nepal dicono Suri per il gatto. Se vuoi attirare un gatto a caso in Nepal, devi dire Suri La, La.

Timro – Tuo

Hamro – Il nostro

Maya Priti – Amore

Dobato – Incrocio di due strade

Kuri – Aspetta

Queste strofe sono molto semplici da interpretare. Kukur lai kuti ma kuti, biralo lai suri. Stanno a significare il modo in cui si chiama con amore un cangnolino e un micino. Timro hamro maya priti dobato ma kuri, il nostro amore è sbocciato quando ci siamo visti per la prima volta mentre aspettavamo all’incrocio di due strade. 

Eak nale banduk dui nale banduk, mirga lai takaeko

Mirga lai maile takaeko hoina, maya lai dakaeko

Eak - Uno

Nale – Canna

Dui – Due

Banduk – Pistola

Mirga – Cervo

Takaeko – Aguzzo

Maile – Io

Hoina – No

Maya – Amore

Dakaeko – Chiama

Anche qui questa strofa non ha un senso tradotta letterlamente. E’ stata scritta per avere un ritmo perfetto. Guarda "Takaeko" e "Dakaeko", sono abbastanza simili. Nella prima strofa sta scritto che il fucile a canna singola e doppia è puntato verso il cervo. E nella seconda strofa, sembra dica che non vuole vedere un fucile puntato sul cervo ne tanto meno sul suo innamotato/a. Vuole solo sentire parlare di amore. C'è amore ovunque, in tutta la canzone.

Aakash ma jhahaj shadak ma motor nabahye gada cha

Yo man jasto tyo man bhayae tagat ghada cha

Aakash – Cielo

Jhahaj – Aereo

Shadak – Strada

Motor - Veicoli a motore

Nabhaye – Non ce l'ho

Gada – Tirando il carro

Cha – Avere

Yo – Questo

Man – Cuore

Jasto – Sii come (simile)

Tyo – Quello

Tagat – Forza

Ghada – Forte

Alcune parole come Gada e Ghada sono simili. Nella scrittura in caratteri nepalese, sono leggermente diverse. La prima strofa, recita che se non c'è un aereo in cielo e non ci sono veicoli disponibili sulla strada, allora ci sarà pure un carretto. Nella seconda strofa si dice che, se entrambi i loro cuori sono simili, la fantasia e il desiderio saranno più forti. Inoltre, la seconda strofa potrebbe essere intesa in modi differenti, tipo: “se il tuo cuore è come il mio in termini di sentimenti, allora l'amore è o sarà più profondo e dolce”.

Sano ma sano gai ko baccho, bhirai ma ram ram

Chodera jana sakina maile, baru maya sagai jau

Sano – Piccolo

Gai – Mucca

Ko- di

Baccho – Vitello

Bhirai – In pendenza

Ram ram – quando qualcuno sta per morire

Chodera – Partendo

Jana – Vai

Sakina – Non posso

Maile – Io

Barùu– Invece

Maya – Amore

Sagai – Insieme

Jau – Vado

Nella prima strofa provano pietà per un vitellino. Il vitello è su un pendio pericoloso. Ram è il nome del dio induista. È naturale che quando qualcuno è nei guai, si invochi il nome di un Dio. Come i Cristiani, dicono Oh Gesù, gli induisti diranno Ram. Gli induisti hanno centinaia di divinità, e a volte sono confusi su chi invocare. Ram è usato abbastanza frequentemente. 

Nella seconda strofa di parla di non lasciarsi l'un l'altro. “Non posso andare da solo lasciandoti, quindi andiamo insieme”. Queste due strofe possono essere anche interpretate come legate tra loro con questo significato: si parla di un vitello che sta per morire nella prima strofa. Nella seconda, si dice che uno non può lasciare l'altro, devono andare insieme, stare insieme. Quindi si amano così tanto che preferiscono morire insieme invece di lasciare l'altro da solo. Oppure può essere interpretato in modo diverso: uno promette di non lasciare l'altro qualunque sia la situazione che dovranno affrontare, l’affronteranno insieme, anche la morte.

 

Questa è decisamente una canzone d'amore. Non c’è alcun dubbio in merito. È tutta una questione di amore.

Ora se vi va potete anche impararne il testo. Così quando verrete in Nepal potrete stupire i Nepalesi e cantarla con loro. Come vi ho scritto, questa è una possibile interpretazione, diciamo quella più romantica e forse una delle più note, ma non è la traduzione esatta

spero comunque che vi abbia incuriositi

 

Un’ ultima cosa è sulla sua base musicale: è costituita da tre diversi strumenti, il Sarangi, che è il tipico violino nepalese, il Madal che è il tamburo tradizionale e il Basuri il flauto nepalese. 

Namaste

 

lunedì, maggio 23, 2022

Pashupatinath: il complesso templare e la Aarti Puja

Pashupatinath पशुपतिनाथ मन्दिर è uno dei luoghi più visitati del Nepal e si trova lungo il fiume Bagmati a est di Kathmandu, subito dopo all'aeroporto di Kathmandu. All'interno del complesso si trova l’omonimo tempio che alcuni raccontano essere il più antico tempio indù del Nepal, risalente al V secolo. Per i non induisti l’accesso all'interno del tempio principale di Pashupatinath è vietato ma è possibile visitare tutta l’area che si sviluppa attorno al tempio, che è densa di cose interessanti da vivere e vedere. 

L’area è famosa tra i viaggiatori per via del fatto che qui si tengono le cerimonie funebri secondo il rito induista, per cui è possibile vedere le cremazioni rituali ogni giorno e a ogni ora sui ghat lungo il fiume.

Mentre sul lato opposto del fiume ci sono una miriade di piccoli stupa (chaitya) e templi dove spesso si riuniscono i Sadhu, i santoni induisti.

Ogni anno tra febbraio e marzo c'è un festival che celebra il Dio Shiva noto come Shivaratri. Le date cambiano ogni anno ma è uno spettacolo unico a cui partecipare.


Leggenda sul tempio di Pashupatinath

Come tutti i luoghi in Nepal, la storia e le leggende si mescolano insieme e ognuno racconta la sua versione.

La leggenda che hanno raccontato a me narra che Pashupatinath sia nata quando Lord Shiva si fermò nella zona e e si trasformò in un cervo. Viveva così bene qui che non volle più andarsene. Shiva qui divenne poi noto come Pashupatinath, la sua personificazione come Signore di tutti gli animali. La leggenda poi si modificò ulteriormente e si iniziò a dire che chiunque fosse venuto qui per adorare il Dio non sarebbe rinato come un animale nella sua prossima vita, una cosa molto importante per i credenti della reincarnazione. Oggi all'interno della sezione "proibita" del tempio c'è un grande Shiva lingam che rappresenta il luogo "esatto" in cui Shiva viveva un tempo. Questo è anche uno dei dodici Jyotirlinga di Shiva. Il resto di questi Jyotirlinga rappresentativi del corpo di Shiva si trovano in India. I pellegrini induisti ci tengono a visitare i vari Jyotirlinga, incluso questo a Kathmandu e di solito ci vengono durante Shivaratri, la festa che si tiene per celebrare il compleanno della divinità. Questo Shiva Lingam fa anche parte dei 275 Paadal Petra Sthalams o Holy Abodes of Shiva con sede in tamil che sono sparsi in tutto il continente asiatico.


Storia del tempio di Pashupatinath

Sebbene la data esatta della costruzione del tempio principale di Pashupatinath non sia nota, gli storici affermano che fu costruito nel V secolo intorno al 400 a.C. Ma la storia è alquanto confusa. Esiste un'iscrizione di Supuspa Deva, un re Lichchhavi datata 753 d.C., che rivendica al re la costruzione del tempio originale in legno. Tuttavia una leggenda afferma che il lingam era lì prima di questo periodo e il re Supuspa Deva vi costruì quindi successivamente un tempio di cinque piani. Si dice poi che un re di nome Shivadeva nel XII secolo abbia ricostruito di nuovo il tempio in legno. Poi nel XIII secolo il re Ananta Malla costruì il tetto durante il più grande periodo artistico del Nepal. Pochi sanno che il tempio originale di Pashupatinath fu distrutto dalle termiti e quello attuale fu ricostruito su di esso nel XVII secolo.


Il complesso di Pashupatinath 

Pashupatinath è un "complesso" templare e non un singolo tempio. E’ davvero grande e questo è uno dei motivi per cui le guide turistiche spesso non riescono a farvi esplorare l'intera area. Assicuratevi di pianificare per bene la vista in anticipo in modo da non vedere solo il tempio di Pashupatinath (da fuori perché dentro non si può entrare!) con i ghat e l'area della cremazione. Il complesso di Pashupatinath è aperto a tutti coloro che hanno acquistato un biglietto d'ingresso (1000NRP)

Qui di seguito in sunto le attrazioni da visitare: 

- I Ghat di Pashupatinath per uno sguardo alle cremazioni rituali. Ogni Ghat ha un significato diverso e io non li ho ancora imparati tutti

- L'Arya Ghat che è il luogo in cui vengono cremati i membri della famiglia reale 

- Uno sguardo al tempio di Pashupatinath dall'esterno guardandolo dai santuari votivi, i Pandra Shivalaya e dal Tempio di Ram oltre il fiume lungo le terrazze 

- Il Vatasala Mandir con un santuario dedicato a Bhairab 

- Ananta Narayan, una rara statua in terracotta 

- Andare a cercare uno dei misteriosi Sadhu che spesso si radunavano qui e che ora vivono nelle grotte oltre la casa dei moribondi. Alcuni di loro sono necrofagi e pensano che cibandosi dei resti delle ossa dei defunti loro possano assorbirne le doti.

Il complesso del tempio di Gorakhnath enorme area piena di santuari

il Tempio di Ram (Ram Mandir), un grande tempio dove molti Sadhu si radunano e si ritirano all’ombra dei portici

- Porta di Sati la porta della moglie di Shiva

- Superando la scalinata oltre i Pandra Shivalaya c'è una tranquilla area boschiva in cui e bello farsi una passeggiata, facendo però attenzione alle scimmie che rubano cibo, oggetti luccicanti, tipo i vostri occhiali da sole. Da qui attraversando la foresta a piedi si arriva a un ponte tibetano, l’uscita che a piedi vi porterà fino a Bouddanath, il borgo del grande Stupa bianco e giallo Buddhista

Il tempio di Guhyeshwari, è un altro tempio off-limits per i non indù dove si trova la Yoni di Sati. 


Il tempio di Pashupatinath che non possiamo vedere 

Le persone che non sono induiste non possono entrare nel tempio di Pashupatinath. Solo gli indù sono ammessi ma non possono fare fotografie. Nel tempio vero e proprio c'è una rigorosa sicurezza con metal detector e ci sono armadietti per mettere gli oggetti personali. 

Si entra attraverso un enorme cancello ad arco dove un grande Nandi in bronzo dorato si inginocchia davanti al tempio.

Il tempio di Pashupatinath si trova nel mezzo di un cortile ed è un tipico tempio nepalese in stile a Malla, quindi quadrato a pagoda su due livelli costruito su un singolo basamento. E’ alto circa 23 metri e mezzo. Ha quattro portali e ognuno riccamente decorato in oro e argento. I montanti del tetto in legno sotto il primo livello del tetto in ottone mostrano sculture in legno dei membri della famiglia di Shiva. Questi includono Parvati, Ganesh, Kumar, Hanuman, Ram, Sita e Lakshmi. All'interno della prima porta si trova il sancta sanctorum esterno che è uno stretto corridoio attorno al sancta sanctorum interno.


Il santuario interno di Pashupatinath e Shiva Lingam 

Il santuario interno ha un grande lingam di pietra di un metro posato su una Yoni d'argento che è circondata da un Naga (serpente). Il Lingam rappresenta le quattro facce di Shiva: Sadyojata o Barun, Vamdeva o Ardha nareshwor, Tatpurusha, Aghor e Ishana. Questi rappresentano anche la terra, l'acqua, l'aria, la luce e l'etere. Ciascuno dei volti ha piccole mani che mostrano le Rudraksha (lacrime di Shivas) su un lato e un Kamandalu (vaso per l’acqua) nell'altro. Questo Shiva Lingam è rivestito con un drappo dorato. Il rituale di versare il latte sul Lingam non viene eseguito continuamente ma solo durante una puja  particolare detta Abhisheka, tenuta dai quattro devoti sacerdoti di Pashupatinath. Il lingam è visibile solo dalle 5:00 alle 12:00del mattino.


I quattro sacerdoti di Pashupatinath 

Gli unici sacerdoti autorizzati a toccare lo Shiva Lingam a Pashupatinath sono quattro sacerdoti Bhatt o Bhatta che sono stati ordinati in India. Gli altri sono sacerdoti Bhandari che sono aiutanti e custodi a cui non è permesso toccare il lingam.


La sera al Complesso di Pashupatinath: la Aarti Puja

La maggior parte delle serate che si tengono ai Ghats di Pashupatinath includono canti rituali, illuminati da torce, e cerimonie a lume di candela con i famosi rituali del Fuoco, chiamati Aarty. Questo di solito avviene verso le 18:00. La biglietteria a quest’ora non è aperta ma ci sono i guardiani. È importante notare che si tratta di cerimonie religiose, per cui ci si può andare, ma col dovuto rispetto. La stragrande maggioranza del complesso sarà buia e chiusa. Ma i Ghats sono ben illuminati dal fuoco.

Il giorno più propizio in cui andare è il lunedì, il giorno in cui tutti adorano Shiva e il giorno in cui i sacerdoti del tempio performano una speciale aarati per placare il grande distruttore.

Al tramonto sulle rive del fiume di fronte al tempio, il Bhatta (sacerdote) inizia i preparativi per l'Aarati. Dall'altra parte del fiume, un altro sacerdote sta sistemando la legna e si sta preparando per officiare il rito della cremazione. 

Tutti coloro che sono qui vogliono abbandonarsi in un viaggio spirituale. Uno che ricorderanno per gli anni a venire.

C'è una atmosfera sempre densa e unica qui a Pashupatinath. Situato sulle rive del sacro Bagmati, il tempio è uno dei santuari indù più importanti del mondo. I devoti provenienti da tutto il mondo vengono a visitare il tempio che è stato anche dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. I fedeli dicono che il pellegrinaggio per venire qui esista da quando qui fu scoperto uno Shiva lingam

La Aarati è un evento a cui vale la pena di partecipare. Tre sacerdoti si allineano sotto i tempietti di Shiva sulla riva del Bagmati da dove possono avere una vista diretta del tempio di Pashupatinath. 

Ma che cos’è l’Aarti? L’ Aarati è un rituale di adorazione in cui viene offerta al Dio la luce del fuoco prodotto dagli stoppini imbevuti di burro chiarificato. La puja del fuoco è tenuta da tre sacerdoti che pregano in una sorta di danza sacra utilizzando lampade a olio, lanterne e altri elementi religiosi cantando mantra sacri.

L'Aarati inizia con l'adorazione con l'incenso che viene bruciato con olio vegetale e diversi tipi di legno. Mentre ciò sta accadendo, un gruppo di devoti inizia ad accendere tre grandi lampade illuminate con cinquantaquattro diyos (piccoli lumini a olio) che vengono innalzate in cielo in onore di Shiva. I sacerdoti prima suonano le Shankara (conchiglie devozionali) poi portano le luci quattro volte verso il basso e poi sette volte in alto con movimenti perfettamente coordinati disegnando dei cerchi in cielo.

L'Aarati di Pashupatinath viene fatta in adorazione del Tempio di Pashupatinath e del fiume sacro Bagmati che ha una grande importanza nella religione indù. Si crede infatti che fare un bagno santo su questo fiume lavi via i peccati

I bhajan, i canti devozionali vengono riprodotti dagli altoparlanti. Bhajan è un termine sanscrito dalla radice bhaj (prendere parte, condividere) legato al termine bhakti (devozione), e a bhagavan (Dio) e contemporaneamente, alcuni seguaci e santi iniziano una danza chiamata Tandava. Il Tandav è una danza celeste eseguita da Lord Shiva. Quindi, i fedeli la ballano durante l'Aarati rendendo omaggio a Shiva.

Ogni movimento durante la Aarti  sewgue un preciso rituale. I movimenti in basso simboleggiano l'adorazione dei piedi del Dio e quelli in alto sono per la sua testa. Ciascuno degli oggetti di culto viene ruotato nello stesso modo. 

L'obiettivo dell’ Aarati è mostrare il rispetto e la gratitudine verso Shiva, il santo fiume Bagmati e, infine, alla Dea Parvati,

La religione indù crede nella presenza di Dio in ogni anima vivente. Dà importanza al bene per tutti piuttosto che al bene per uno solo. Questo è rappresentato durante l'Aarati in cui si cantano preghiere per il bene dell'intera umanità. La fine dell'Aarati è invoca il benessere per ogni anima vivente e ringrazia Dio per la gentilezza da lui elargita.

mercoledì, aprile 27, 2022

Festival di Rato Machhendranath

In Nepal ci sono moltissimi festival interessanti da raccontare e vivere.
Ho pensato pian piano di segnalarvi quelli che secondo me sono i più spettacolari.

A Patan a giugno si concluderà il festival di Rato Machhendranath una delle feste più importanti e lunghe che si tiene a Patan e che è iniziata in questi giorni di maggio. Rato sta per rosso e Rato Machhendranath è la divinità che ha potere sulla pioggia ed è conosciuta anche come Karunamaya, il Dio della misericordia mentre i buddhisti lo indentificano con Lokeshwar. Il festival viene celebrato con la costruzione di un carro (rath in Nepali) con un grande palo in legno che viene trasportato di villaggio in villaggio durante il mese di festeggiamenti.
Machhendranath è ritenuto il responsabile dell’arrivo delle piogge e il festival si tiene infatti prima dell’arrivo della stagione monsonica. Secondo la leggenda ci fu una grossa siccità in Valle durante il regno di Narayan Dev di Bhadgaon (oggi conosciuta come Bhaktapur) che durò per 12 lunghi anni. Fu scoperto che la causa era Gorakhnath, discepolo di Machhendranath, che aveva imprigionato i tutti i Naga (divinità serpenti) che erano responsabili di portare la pioggia nella Valle. Seduto in cima al Mrigasthali, un colle da cui poteva controllare il movimento dei Naga, aveva impedito loro ogni possibilità di portare la pioggia. Sembrava che lui fosse infelice perché la gente non si curava di lui. Per questo aveva voluto punire gli uomini e allo stesso tempo aveva sperato che il suo amato Guru sarebbe venuto a riscattare la gente e gli avrebbe concesso udienza.
Così l’unico modo che c’era per far spostare Gorakhnath dal colle e liberare i naga era portare il suo Guru sopra la Valle. Dopo una lunga discussione fu deciso che il Re e due altre alte cariche andassero in Assam a prendere Rato Machhendranath dove risiedeva.
Il piano era di servirsi di mantra tantrici per trasformare Machhendranath in un ape e portarlo in valle dentro un anfora cerimoniale. Tutto fu perfetto e Bandhudutt, attraverso rituali tantrici e mantra, catturò il Dio nel vaso.
Così accadde che quando tutti erano sulla via del ritorno e si fermarono a Patan, Gorakhnath sentì dell’arrivo del suo Guru e scese dal colle. Non appena lasciò Mrigasthali per incontrare Machhendranath, i Naga scapparono e portarono la pioggia nella Valle di Kathmandu.
Machhendranath è anche conosciuto come Bungadeo o Bunga Dyo, e vicino a Patan fu costruita una città in suo onore e fu chiamata Bungamati. Storicamente Bungamati risale al 16° secolo. Molti anni dopo l’arrivo di Machhendranath a Bungamati fu costruito un tempio (il tempio rosso) in suo onore. Bungamati ha subito dei danni durante il terremoto del 2015, ma ci auguriamo che presto torni a splendere della sua originaria bellezza.
Due settimane prima che la processione inizi, Machhendranath viene portato fuori su un baldacchino. Viene portato a Lagankhel dove una moltitudine di persone aspetta di vedere la cerimonia rituale in cui l’idolo di Rato Machhendranath viene decorato. A Patan infatti viene eletta una famiglia che ha il compito di decorare e preparare la divinità per il suo lungo viaggio sul carro durante il festival. Loro conservano e ridipingono l’idolo in segretezza e sicurezza.
Vengono costruiti due carri uno per Machhendranath e l’altro per Minnath il suo Godson. La Kumari di Patan (la dea vivente bambina) viene portata al tempio di Minnath dove è conservata la divinità. La processione dei due carri inizia il quarto giorno dalla luna piena nel mese di Baishakh tra Aprile-Maggio (un po' complicato a seconda delle fasi lunari del calendario nepali). E’ ovviamente una festa affollatissima e seguitissima, accompagnata da bande di musicisti newari che suonano strumenti musicali tradizionali. Il carro è trainato a mano con delle corde e quindi percorre poca strada ogni giorno. Il primo giorno arriva a Gabahal.
Qui la Kumari giunge seduta sul suo trono benedicendo i devoti che accorrono per vederla fino a sera. Ovunque il carro si fermi la gente arriva a portare offerte, nella maggior parte dei casi portano del riso, affinché la divinità porti tanta pioggia per il bene della sua coltivazione. Il riso infatti non viene piantato fino a che non arriva la pioggia. Il festival viene anche celebrato con sacrifici animali e grandi bevute in compagnia. Il carro si sposta così da una località all’altra dando la possibilità a tutti i devoti di rendere omaggio alla divinità senza doversi spostare troppo lontano dalle proprie case.
A Lagankhel si celebra un rito un po’ particolare: una noce di cocco viene fatta cadere dalla cima dell’asta di legno del carro e la gente di sotto si accalca per prenderla. Chi riuscirà ad afferrarla verrà benedetto con l’arrivo di un figlio.
L’ultima tappa del viaggio del carro è Jawalakhel, e qui ci arriva dopo più di un mese dall’inizio del festival, dicono “quando il sole è nell’emisfero nord”. La fine del festival arriva quando il Bhoto (una veste tempestata di gioielli) viene mostrata alla folle di devoti. Le vesti sacre venivano di solito tenute in mano dal re e dalla regina che rendevano anch’essi omaggio alla divinità di Machhendranath. Questo evento è conosciuto come "Bhoto Jatra" (jatra=festival). La Kumari fa una seconda apparizione per essere anch’essa testimone del Bhoto Jatra. Il festival si è concluso e le divinità sono state riportate nei loro luoghi di ricovero: Machhendranath a Bungamati e Minnath a Patan. I carri vengono smontati e conservati per il prossimo anno. Ogni dodici anni questa festività viene celebrata con una grande fanfara e processione partendo proprio da Bungamati.

Foto di Skanda Gautam tratte da the Himalayan Times, Foto della Kumari di Patan di Hada Khesh

venerdì, aprile 22, 2022

Ranikot

Oggi è l’Eart Day e io vi voglio scrivere di Ranikot, un’area out of the beaten traks che merita una visita perché permette una full immersion nella natura a due passi da Kathmandù. 

Pur essendo alle porte della Valle che è tristemente nota per l’alto tasso di inquinamento e il caos, qui puoi immergerti nella natura e ti sentirai lontano da tutto, circondato dagli alberi e in un ambiente bucolico d’altri tempi. In cima, l’aria frizzante e il panorama ti ripagherà per la salita. Questa area collinare andrebbe davvero preservata e valorizzata.
Ranikot è una località che si trova a sud di Bhaktapur, sopra Pilot Baba Ashram (che vi ho descritto qui). Questa meta collinare offre una vista panoramica unica sulle tre capitali storiche della valle di Kathmandu: Kathmandu, Patan e Bhaktapur
Ranikot, sta emergendo come una delle destinazioni escursionistiche più popolari nella valle di Kathmandu per la gente locale e poco frequentata dai turisti occidentali. Inoltre, essendo ad un'altitudine di 2.782 m, dà indubbiamente una visione incredibile sulla catena dell’ Himalaya, nella zona del Lagtang e del Dorje Lakpa

L'escursione parte dal tempio di Suryabinayak di Bhaktapur e percorre lo stesso itinerario per raggiungere Pilot Baba Ashram per poi proseguire oltre. E’ una escursione di 4-5 ore che attraversa la giungla, ruscelli, piccoli villaggi e sentieri meno battuti.
Secondo una leggenda la gente del posto racconta che Ranikot fosse un antico forte costruito durante il periodo medievale dal re Prithvi Narayan Shah. Raccontano che i reali, venissero qui per rilassarsi. Purtroppo nulla è rimasto di questo forte di cui se ne racconta soltanto, senza avere nulla oramai di confermato che ne attesti l’esistenza passata, ma le bellezze che si racconta avessero attirato i reali sono ancora lì. Si dice che questa storia sia suffragata dalla presenza dei resti in mattoni di un edificio che si trova sul colle, ma non sono ancora stati investiti fondi per farne uno studio approfondito, e in tanto i resti si deteriorano sempre più col tempo, non dando risposte certe sulla fondatezza o meno della leggenda.
Insieme al fascino della natura e dei suoi panorami sulla valle e sulle grandi montagne, Ranikot è conosciuto tra i locali anche per Bagh Bhairab, che domina questo luogo con la sua importanza religiosa. Ogni anno, nel giorno della luna piena di Mangsir e Baishak, qui si tiene in festival (non avevo dubbi che festeggiassero anche qui, dato che in Nepal fanno feste praticamente ovunque. Una cosa strana è che non esiste fisicamente un tempio verio e proprio ma vi è solo una grande pietra che ha l’immagine di una tigre. Per cui i locali un po’ sommariamente chiamano questo posto tempio di Bagh Bhairab. In Nepali la tigre si chiama Bagh.

mercoledì, aprile 20, 2022

Pilot Baba Ashram

Come avrete capito io sono amante dei luoghi un po’ fuori dalle solite rotte, templi, view point dove va la gente del posto e dove trovo ancora un po’ di Nepal da scoprire

Vi avevo parlato infatti del tempio di Suryabinayak qui un luogo poco turistico frequentato dalla gente del posto

Ma intorno a Bhaktapur vi sono altri posti poco noti che vorrei raccontarvi, uno di questi è proprio Pilot Baba Ashram, che ha attratto un sacco la mia curiosità solo per il nome che ha.


All'estremo sud della città di Bhaktapur, in mezzo alla foresta, si può notare un edificio bianco simile a un tempio. Si tratta dell'ashram del pilota santone appunto il Pilot Baba Ashram. 

A Sud di Bhaktapur è uno dei posti migliori per fare meditazione e c’è tutto lo spazio possibile per potersi rilassare. 

Questa destinazione escursionistica è a soli 6 km dalla Durbar Square di Bhaktapur. E si può raggiungerla in circa 2 ore a piedi passando per il tempio di Suryabinayak camminando in una sentiero naturalistico immerso nella giungla rigogliosa con circa 600 metri di dislivello. Il tracciato è disseminato di ruscelli gorgoglianti, una serie di alberi e cespugli, ad esempio di rododendri e pini. Nel tragitto si vede la vita locale con i contadini impegnati a raccogliere foraggio e capre al pascolo.

Pilot Baba Ashram si trova sulla cima di una collina, da dove si vedono Bhaktapur e Kathmandu dall’alto in una bella vista panoramica. Ovviamente questo posto è raggiungibile anche in auto o in moto. 

Da qui, se siete camminatori potete anche proseguire per Ranikot a est, Ghyampe danda a ovest e Tarakeshwor Mahadev a sud. 

Ma perché questo nome?

Pilot Baba Ashram è davvero un nome strano. E’ il nome di un guru che lasciò il suo lavoro per ritrovare la serenità dopo aver vissuto la brutta esperienza della guerra e dei conflitti che affliggono il genere umano. Lui era un comandante dell’aviazione indiana, Kapil Singh. Si racconta che nel 1962 si trovasse lungo la NEFT, il confine dei Territori del Nord Est Indiano, (in Assam) quando perse il controllo della strumentazione del velivolo e i contatti con la base aerea, non avendo più idea di dove poter atterrare ne di dove stava andando. Fu così che in cabina di pilotaggio apparve il suo Guru, Hari Baba, che lo aiutò a salvarsi e a atterrare in un luogo sicuro. Questa apparizione gli cambiò la vita, e lui, dopo 10 anni di onorato servizio, all’età di 33 anni, lasciò l’esercito per ritirarsi a vita spirituale alla ricerca della vera pace interiore in Ashram in India e qui in Nepal.

I visitatori devono pagare l’ingresso all’Ashram (circa 10 NRP), soldi che servono alla manutenzione dell’area. Entrando vi è un tempio a Shikhara di due piani dedicato a Shiva, chiamato Somnath Temple, un’area dedicata alla meditazione, un santuario per gli Asceti e una scuola sanscrita dove si insegnano le dottrine vediche.

sabato, aprile 16, 2022

Vajrayogini Jatra a Sankhu

A poco più di 15 km da Kathmandu si trova Sankhu (conosciuta anche come Sakwa) un'antica città Newar, famosa per il suo ricco patrimonio culturale e per l'architettura e le sculture tradizionali. La cittadina ospita templi antichi come Vajrayogini e Mahadev. 
A Sankhu si trova anche una delle iscrizioni più antiche del paese, a forma di conchiglia, che risale al 538 d.C. Il tempio di Vajrayogini, che si ritiene abbia più di 300 anni, è un importante punto di riferimento molto importante per la gente di Sankhu. Ovviamente è legato a una leggenda che narra che il re Mandev fosse solito meditare a Gun Bihar (ora chiamata Sankhu).Nella leggenda di Manisaila Mahavadana, si dice che Vajrayogini abbia drenato l'acqua del lago dalla valle del Sankhu con il suo coltello ricurvo. Succesivamente apparve anche davanti al sacerdote del tempio Jogdev e ordinò al re Sankhadev di costruire la città di Sankhu a forma di conchiglia. L'iscrizione più antica a Sankhu che risale al 538 d.C. lo attesta. C'è anche un'altra leggenda che ovviamente racconta una storia diversa, attribuendo la costruzione del tempio Sankhu nel 1655 d.C. al re nepalese Prakash Malla.

Secondo un libro sacro, invece il sito del tempio era un tempo una roccia che sputava fuoco. Ciò era abbastanza significativo quando il resto del mondo era coperto di neve e in poco tempo emerse una fiamma di cinque colori, che divenne la dea vulcanica. La dea ordinò che fosse costruito un tempio alla vista della sua comparsa e da allora i sacerdoti hanno utilizzato le nove grotte circostanti per servire questo tempio. Il primo sacerdote a servire qui avrebbe ricevuto un'illuminazione da Vajrayogini, divinità considerata una delle più sagge e forti in grado di concedere questo dono. Nella zona è presente una fontana con una statua decorativa, che risale al IV secolo. Le attrazioni qui non sono solo i vari templi e tempietti del sito, ma anche le grotte interessanti che lo circondano, alcuni delle quali sono considerati più antichi del tempio stesso. Tra le grotte della zona c'è una doppia camera scolpita con finestra attribuita all'uso di Marpa Lotsawa. Mentre nelle vicinanze c'è una minuscola camera costruita in una piccola falesia che si dice sia il luogo in cui Milarepa si sia messo in eremitaggio.
Una lunghissima scalinata in pietra scolpita da l’accesso alla sommità della collina. L'intero sito è ricco di opere architettoniche Newari, dettagli in legno intagliato in metallo e manufatti antichi. Vi è anche un piccolo stupa che si dice sia antecedente al Buddha Shakyamuni.
Bajrayogini Jatra a Sankhu viene celebrato ogni anno nel mese di aprile (Chaitra/Baishak) per otto giorni in cui gli idoli degli dei dal tempio di Vajrayogini vengono portati giù dal tempio in giro per l'intera città. I sacerdoti accompagnano gli idoli delle divinità Mhasukhwamaju (dea dalla faccia gialla) e Chibadya (l'idolo a forma di chaitya/stupa - marito di Mhasukhwamaju) mentre due piccoli idoli dei loro figli Singli (leonessa) e Byangli (tigre) sono portati in piccoli carri dai bambini della comunità. Vajrayogini Jatra è molto famoso nella comunità Newar, ma poco conosciuto dai viaggiatori, molte persone di diverse località si riuniscono per osservare questo festival. Culturalmente, Sankhu è famoso per due feste: il Salinadi mela e il festival Vajrayogini.

venerdì, aprile 15, 2022

Sindoor Jatra e Jibro Chhedne Jatra (piercing tongue festival) in Nepal

Ogni anno a Thimi e a Bode, a circa quindici minuti di auto da Bhaktapur, subito dopo il capodanno si tengono rispettivamente il Sindoor Jatra e il Jibro Chhedne Jatra, conosciuto come Tongue Piercing Festival.


A Thimi il Sindoor Jatra con l’arrivo del nuovo anno, celebra  anche l’arrivo della primavera. 

Sin dalla mattina presto, dai vari borghi vicino a Thimi partono 32 baldacchini adornati con ghirlande e offerte, detti Kaths, che sono portati a spalla dal popolo newari, che ricordano molto le candelore di Sant’Agata a Catania.

Questi Khats portano le effigie di varie divinità, e il più importante è quello che traporta Ganesh e arriva da Nagadish.

La processione fa tre giri del villaggio. Mentre le portantine si radunano insieme in processione verso il centro di Thimi, rincorrendo quella con Ganesh, la gente lancia polveri arancioni dette Sindoor, sulle divinità e sui fedeli in processione che suonano flauti tamburi e cimbali in allegria, fino a trovarsi tutti al tempio di Taleju o Bhalkumari per officiare Puje e fare offerte.

La comunità newari di Bode invece festeggia il Jibro Chhedne Jatra (piercing tongue festival) e crede che, se un volontario della famiglia Shrestha, si farà il piercing sulla lingua in stato di trance, durante il 6° giorno del Festival di Bisket Jatra, che cade il 2° giorno del mese di Baishakh, il 2° giorno del nuovo anno secondo il calendario nepalese, questo sarà di buon auspicio alla comunità.
Jujubhai Shrestha di Bode, si è fatto il piercing sulla lingua per ben 9 anni consecutivi. Lo ha fatto per dare continuità a una tradizione che dura da secoli, e che cade ogni anni il 2° giorno del mese di Baishakh.
L’officiante deve seguire un rito preparatorio di alcuni giorni in cui deve essere purificato (gli vengono anche rasati i capelli).
Prima del rituale del piercing, che viene fatto da un fabbro con un lungo spuntone acuminato bagnato da olio, il fabbro che lo ha forgiato fa una puja alle divinità.
"Non c’è dolore, ne paura ne nessun sanguinamento " racconta Krishna Chandra Baga, l’uomo che esegue il piercing sulla lingua di Shrestha."Questo è dovuto al potere divino di questo rituale. Altrimenti non sarebbe possibile" racconta Baga, a cui è stato fatto il piercing per 12 volte.
Durante il rito, le donne vestite in saree rosso, lanciano a Shrestha riso e fiori come offerte di buon auspicio, nelle due ore di rituale in cui l’officiante percorre le vie del borgo con un palo di bamboo con delle torce sulle spalle,  offrendo una puja in tutti i templi, circondato da una folla di fedeli danzanti al ritmo del suono dei cimbali e dei tamburi rituali, prima di togliersi lo spuntone dalla bocca alla fine della festa,  davanti al Pancho Ganesh temple.
Dopo essersi tolto il piercing l’officiante metterà un po’ di terra sacra sulla sua lingua come vuole l’antico rituale, che risale all’epoca Lichhavi.
Una leggenda, che risale a questa mitica era, racconta che il piercing alla lingua sta a significare la sconfitta sui demoni e spiriti maligni, che avevano preso sotto scacco la comunità locale, rapendo i bambini e uccidendoli.
Dicono che 1600 anni fa un giovane studente monaco avesse catturato uno spirito maligno attraverso il tantra o attraverso gli insegnamenti di antichi testi Buddhisti e Induisti, tenendolo prigioniero per molti giorni. Questo spirito venne liberato solo dopo che gli venne fatto il piercing sulla lingua per punizione e per proteggere la comunità dai disastri che avrebbe portato. Il frestival si celebra dai tempi di Re Jagajyoti Malla

le foto del Jibro Chhedne sono di reuters

mercoledì, aprile 13, 2022

Bisket Jatra è arrivato capodanno

Domenica è iniziato il festival di Bisket Jatra nella città di Bhaktapur 

Questo festival risale al tempo dei Lichchhavi e viene celebrato soprattutto a Bhaktapur per la durata di circa 9 giorni e storicamente è stato scelto per segnare la fine e l’inizio del nuovo anno Nepalese. Il Festival celebra anche Basanta, l'arrivo della primavera. Come tutte le feste e come tutti i luoghi in Nepal è legato alla storia e a delle leggende che stanno a simboleggiare sempre la vittoria del bene sul male e la prosperità per il luogo dove è celebrata. 

E' uno dei più grandi rituali che si tengono a Bhaktapur, e vienne chiamato anche Chyacha Gunhuya Jatra, che vuol dire festa di otto notti e nove giorni.

Il primo giorno del jatra, cioè cinque giorni prima dell'inizio del nuovo anno nepalese è chiamato Ratha-yatra.

I rath sono la simbolizzazione nepalese dei carri. E i carri coronati dal signore Bhairab del tempio di Bhairavanath, patrono di Bhaktapur e dalla dea Bhadra kali, sua compagna, vengono trascinati a forza per le strade della città segnando l'inizio del jatra.

L'inizio del festival è conosciuto anche con il nome di Kohanbijyayegu nella lingua newari, che significa discendente o venire giù, questo perché si crede che le divinità scendano sulla terra lasciando il loro troni celesti. La festa inizia quando un uomo che impugna la spada reale, simbolo del re, si siede sul carro. Poi il carro, con un tiro alla fune seguito dai fedeli, viene conteso in una direzione o in quella opposta dalle due fazioni della città. Il tiro alla fune determina in quale metà della città andrà per prima il carro. Si ritiene che la presenza del carro rappresenti un Darsana, una manifestazione o “mostrarsi” della divinità Bhairab a quella metà della città. Per cui gli uomini della metà inferiore della città cercano di tirare il carro fuori dalla piazza di Taumadhi dentro e lungo la via Bazaar a sud e poi a ovest fino al Tekhaco twa.

Le persone della città alta cercano di tirarlo fuori dalla piazza lungo la via Bazaar a nord e ad est nella loro metà della città fino a piazza Dattatreya. Inoltre, il tiro alla fune è la parte più pericolosa di questo evento che ha reso questa festa una delle feste più pericolose al mondo.

I giorni seguenti sono detti Sunyadin e Syakotyako, sono giorni di puje (preghiere e sacrifici)
Nel Sunyadin si fa una normalissima pooja. Sunyadin infatti è il giorno senza alcun rituale significativo. Il terzo giorno è considerato Syakotyako, il che significa che si possono sacrificare animali, e dove la tradizione vorrebbe che un grosso bufalo venisse sacrificato nella casa del Dio Bhairab di Lakaulachhen tole.
La processione continua con le effigi delle divinità induiste che si crede scendano in città dai loro troni celesti.

il 4° giorno, oggi, indica l’ultimo giorno dell’anno Nepalese secondo il calendario Vikram Sambat, in cui viene eretto un palo alto 25 metri detto lingo, lyo sin dyo, su una base di pietra a Khalna tole conosciuta tra i locali come Yosinkhel, che ha l’effige di Indra, divinità vedica, il guerriero che ha ucciso il serpente Vrtra, il costrittore. Oggi inizia anche il Jatra per la dea Dumaju

Il 5° giorno è il Navavarsha, il primo giorno dell’anno nepalese. Si celebra al mattino, con la cerimonia del Lingo Jatra in cui viene tirato giù il lyo sin dyo il palo di Yosinkhel, che era stato eretto il giorno precedente e che sta a simboleggiare la caduta del male di fronte al bene. 

La deposizione del palo sacro è nota anche come Satruhanta jatra, che significa la festa dell'uccisione del nemico. È opinione comune che chiunque assista alla caduta del palo assisterà anche alla "caduta" simbolica dei suoi nemici.

Dopo la caduta del Lingo si formerà una fila di devoti in attesa del loro turno per pregare a Lashin Khel, dove l'ipnotizzante musica delle comunità Newari catturerà l'energia positiva dentro di te. Lo stesso giorno vengono tirati giù anche i carri di Bhairab, Bhadra kali e Dumaju.

Questa rappresentazione ricorda la leggenda di epoca Malla che narra che il re era costretto a trovare continuamente un nuovo marito per la figlia principessa, in quanto ogni volta, dopo la prima notte di matrimonio, la sposa lo trovava morto. 

Accadde che il figlio di una anziana donna fosse stato scelto come sposo e la madre, preoccupata per le sorti del figlio chiese consiglio a una anziana signora, che suggerì al figlio di non addormentarsi durante la notte. Fu così che lo sposo restò sveglio e nella notte vide uscire dei fili rossi dalle narici della principessa, che si tramutarono in pericolosi serpenti costrittori. Prima che questi diventassero grandi, lui li uccise tagliandoli a metà, spezzando il corso di questi funesti eventi, portando finalmente gioia e prosperità alla città dando finalmente inizio a una stirpe di vincitori. Questo evento è simboleggiato dall’abbattimento del palo di 25 metri addobbato con dei nastri rossi che simboleggiano i serpenti. Si seppe poi che l’anziana donna consigliera, altri non fosse che Badrakhali, la consorte di Bhairab.
Fu così che da allora si iniziò a celebrare il Bisket Jatra, che prende il nome da una translitterazione di bisya jatra, dove "bi" si riferisce a un serpente gigante e "sya" significa uccidere.

I re Malla poi hanno accresciuto l'importanza del Bisket jatra aggiungendo dei carri in onore di Bhairab e Badra Kali e altri eventi che celebrano Mahalaxmi e Mahakali nel 6° giorno del jatra, in cui c’è poi un incontro/scontro tra i carri di Bhairab e Bhadrakali vicino a Taumadhi Tole, che sta a simboleggiare l’unione tra il maschile e il femminile che genererà fertilità per il nuovo anno.

Inoltre nel 6° giorno a Thimi, un villaggio a 10 minuti da Bhaktapur,  si celebrano altre due feste che fanno sempre parte del Bisket Jatra, il Balkumari Jatra/Sindoor Jatra e il Bode Jatra. Anch’esse due processioni.

Il settimo giorno del festival si celebrano il brahmayani e il Maheshwari jatra. Insieme a questo, Bhaktapur adora tutte le divinità locali e ne decora i templi.

Successivamente nell'8° giorno vengono mostrati pubblicamente i dipinti e le effigi delle divinità. Anche la gente del posto le espone fuori dalle loro case.

L'ultimo 9° giorno di festa tutte le divinità vengono ricollocate al loro posto, inclusi Bhairab e Bhadra kali. Mentre il lyo sin dyo eretto a pottery square viene deposto per stabilire la fine della jatra.

All photos: AMIT MACHAMASI

martedì, aprile 12, 2022

festival di Seto Machhendranath

Oggi è il terzo giorno di Seto Machhendranath noto anche come Janabaha Dyo, un festival che dura 4 giorni e che si tiene nella capitale per celebrare la divinità bianca (Seto) di Machhendranath.

10 giorni prima dell’inizio della festa il comitato dei guthi (per semplificare una sorta di comitato dei dignitari) inizia la costruzione del carro su cui verrà portata la divinità in processione, i 9 membri del guthi, prima della costruzione del carro, riceveranno tutti la benedizione di Jana Baha Dya (Seto Machindranath) che si prenderà cura di loro e della loro famiglia.

Ci sono numerosi miti sul motivo per cui viene celebrata la festa. Per molti, la celebrazione segna semplicemente la fine dell'inverno e l'inizio della primavera e delle stagioni piovose. Ma la gente del posto a Jana Bahal, il tempio dove è custodito l'idolo di Seto Machindranath, ha le sue leggende. La più popolare ha a che fare con Yamaraj, il dio della morte e la sua visita a Swyambhunath (di questo vi ho raccontato anche qui quando vi ho narrato del bagno sacro della divinità che si tiene a gennaio)

Secondo questa storia, il Dio Seto Machhindranath apparve in uno stagno vicino all'attuale Ranipokhari, durante il regno di Yaksha Malla. 

E la leggenda narra più o meno questa storia: 

Avendo sentito molto parlare di Swayambhunath e dei suoi poteri mistici, Yamaraj, il Dio della morte, venne a visitare il luogo sacro per poter andare anche lui in paradiso un giorno. Mentre tornava indietro, il re, con l'aiuto del suo sacerdote tantrico, catturò il Dio della morte e chiese che lo rendesse immortale in cambio della sua libertà. Yamraj stesso, un dio mortale, disse al re che non poteva dare a nessuno quel potere. Il re non lo lasciò andare. Yamraj convocò quindi Arya Awalokiteshwara, un Bodhisattva manifestazione del Buddha, per liberarlo dal re.

Il Dio, di colore bianco, emerse dall'acqua dello stagno vicino a Ranipokhari e disse al re che né Yamaraj né lui potevano concedergli l'immortalità. Il Dio gli disse anche di costruire un tempio dove si incontravano i fiumi Kalmati e Bagmati. "Chiunque visiti il tempio vivrà a lungo, questo è tutto ciò che posso fare", si dice che il Dio abbia detto al re, che non avrebbe avuto altra scelta che liberare Yamaraj.

Disse anche al re di organizzare un ratha yatra ogni anno per tre giorni a partire da Chaitra Sukla Ashtami (sabato scorso) in modo che potesse andare a casa di coloro che non avrebbero potuto muoversi, a causa della disabilità o rimanere più a lungo nelle loro case e per che fossero benedetti. Da allora, la processione si svolge ogni anno dallo stesso luogo in cui il Dio si è mostrato al re Yaksha Malla.

Durante la festa, l'idolo di Seto Machhindranath viene rimosso dal suo tempio a Jana Bahal che si trova a Kel tole tra Ason e Indra Chowk nel centro di Kathmandu e portato su un palanchino a Durbar Marg da dove inizia la vera e propria processione. Lì viene messo sul carro costruito dai guthi a forma di torre su quattro ruote.

Le quattro enormi ruote del carro, ciascuna rappresenta avatar separati di Bhairav. Il carro ha 10 piani, che si ritiene siano le case delle divinità Indra, Barun, Kuber, Agni, Nairithya, Bayubya, Bramha, Mahadev e Narayan.

L'idolo di Seto Machindranath è appollaiato sul primo piano del carro. La sezione, decorata con pietre preziose, dovrebbe essere custodita da altri due idoli, due avatar della dea Tara.

Quando l'immagine viene posizionata sul carro, i musicisti suonano le loro lunghe trombe per annunciare l'installazione. Una parata d'onore cerimoniale viene eseguita dai soldati vestiti con antiche divise.

La folla quindi tira il carro attraverso il centro di Kathmandu accompagnata da bande musicali.

- Il primo giorno, il carro viene trainato da Jamal, Durbar Marg attraverso Bhotahiti fino ad Asan, dove effettua una sosta notturna

- Il giorno successivo, il carro viene portato a Indra Chok e a Kathmandu Durbar Square, dove fa la sua seconda tappa.

- Il terzo giorno, viene trascinato attraverso Maru e Chikan Mugal fino a Lagan all'estremità meridionale della sezione storica di Kathmandu. Lì la processione termina dopo che il carro ha fatto tre giri del tempio che ospita la madre di Janabaha Dyo.

I fedeli portano offerte e accendono file di lampade fatte di burro per onorare la divinità ovunque il carro si fermi.

- Il quarto giorno, dopo una puja speciale, l'idolo viene riportato al tempio. Il carro viene smontato e le parti immagazzinate per il prossimo anno.